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Hanno 32 e 36 anni

La Polizia arresta a Firenze due rapinatori seriali di supermercati

Immagine articolo - Il sito d'Italia

Ieri pomeriggio la Polizia ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Firenze, Alessandro Moneti, su richiesta del pubblico ministero Paolo Barlucchi, nei confronti di due uomini

ritenuti responsabili in concorso tra loro di una serie di rapine a mano armata commesse ai danni di alcuni supermercati di Firenze.

Si tratta di un fiorentino di 32 anni e di un 36enne napoletano ma di fatto domiciliato a Firenze. Ed è proprio nel capoluogo toscano che si sono consumate le rapine: il 26 marzo in via Cristofori, il 3 aprile in via Andrea da Pontedera e l'11 dello stesso mese in via Cortona.

Una volta all'interno del supermercato i due minacciavano le dipendenti con una pistola facendosi consegnare l'incasso. Nel secondo episodio la cassiera vittima della rapina fu addirittura colpita al volto, riportando delle contusioni giudicate guaribili in cinque giorni. Il campano è inoltre accusato del furto di 4 ciclomotori e di un'autovettura rubati in soli 4 giorni.

I poliziotti della squadra mobile fiorentina, coordinati dal procuratore capo della Repubblica, Giuseppe Creazzo, si sono messi subito a lavoro passando al setaccio ogni fotogramma delle immagini di videosorveglianza esterna ed interna degli esercizi scenario delle rapine.

Nell'ultima, in particolare, gli inquirenti riuscivano ad evidenziare una serie di dettagli che permettevano di risalire al modello di scooter utilizzato per le rapine che, gli agenti della ''Sezione contrasto al crimine diffuso'' rintracciavano nella periferia nord di Firenze. I prolungati appostamenti consentivano di individuare gli utilizzatori successivamente riconosciuti anche dai testimoni delle

tre rapine.

Nel corso delle perquisizioni i poliziotti hanno sequestrato alcuni passamontagna, due pistole a salve con relativo munizionamento ed altro materiale d'interesse investigativo. Entrambi si trovano ora nel carcere di Sollicciano. (ADNKRONOS)

 

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