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la battaglia perduta

Anghiari. Dopi i 7 fori, il secondo step: ‘Lo strappo’

Renzi annuncia azioni legali contro chi urla al "vandalismo" e sminuisce il ruolo dell'Opificio delle Pietre Dure
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Non è andata bene, è andata molto bene. Il quadro indiziario è stato confermato , anzi addirittura rafforzato”, queste le ultimissime dichiarazioni di Matteo Renzi sulla ricerca ancora in corso sulla Battaglia di Anghiari. Il Sindaco, dopo gli ultimi atti sulla vicenda; l’esposto alla Procura della Repubblica e l’appello firmato da una importante fetta del mondo culturale e di studiosi dell’arte, ha deciso di intervenire in Consiglio con una comunicazione per fare chiarezza sulla ricerca condotta dal professor Maurizio Saracini.

“Noi siamo a completa disposizione della Magistratura ma gli scienziati o presunti tali che firmano appelli senza averli letti dovrebbero informarsi e parlare solo dopo che hanno acceso il collegamento con la realtà” dichiara con fermezza il Sindaco che anzi annuncia azioni legali contro quanti hanno accusato l’equipe di scienziati a lavoro di “vandalismo”.

La prima fase di indagine si concluderà stanotte con il settimo foro. Poi, una volta analizzati i risultati, si procederà con la seconda fase, a quel punto decisiva.  I risultati ottenuti fin’ora, i materiali che sono stati repertati saranno oggetto di indagine di laboratorio. “Prove “le chiama Renzi “che fin’ora sono state ottenute senza danneggiare il Vasari” ci tiene a specificare il sindaco. I fori, sette, che si è deciso di praticare sull’affresco della Battaglia di Marciano, corrispondono infatti o a parti già danneggiate, e che dopo l’indagine della National Gallery, dovranno essere sottoposte a restauro, a stucchi ottocenteschi che possono perciò essere ricollocati.

 “In queste ore – prosegue Renzi -  stiamo indagando uno dei più grandi misteri dell’arte di tutti i tempi: se e come Leonardo Da Vinci ha dipinto la Battaglia di Anghiari e se e come il Vasari poi per salvarlo dalla distruzione ha o no coperto il muro dipinto con un nuovo muro lasciando tracce perché i posteri potessero ritrovarlo”. A quanti lanciano l’allarme di “vandalismo” ai danni dell’affresco vasariano che celerebbe il Leonardo tanto agognato, Renzi replica “con i fatti, non con le opinioni” .

 

QUALI SONO DUNQUE I FATTI? A ripercorrerli è lo stesso Renzi:  “Vasari considerava Leonardo il proprio maestro e il dipinto in questione un capolavoro ma il potere politico ne imponeva la distruzione: il Salone dei Cinquecento funzionava da strumento comunicativo, perciò era impensabile che ci fosse la rappresentazione di una vittoria altrui. Il Vasari fu così invitato dal Granduca a rimuovere il dipinto. Ora – chiede Renzi – come si spiega che colui che in 6 mesi fu capace di realizzare il Corridoio Vasariano impiegherà 10 anni per finire il Salone dei Cinquecento scegliendo di partire dalla parete opposta rispetto a quella in cui si sta cercando ora? A un certo punto il Vasari realizzò l’affresco, lasciando però una serie di indizi a beneficio dei posteri, che siano solo suggestioni? – prosegue il sindaco - . “Dalle indagini radaristiche è emerso che delle 6 pareti del Salone, 5 non celano alcunché, una invece un’intercapedine, la stessa in cui una bandiera posta in alto reca la scritta Cerca Trova, scritta che è stato dimostrato essere coeva al dipinto”. Insomma secondo Saracini e il suo staff tutti gli indizi, intercapedine, scritta, tempi di realizzazione fino alle ricevute di una commessa di mattoni dalla Fornace di Campi Bisenzio direttamente per il Salone dei Cinquecento, porterebbero in un’unica direzione: il dipinto c’è ed è lì. “Le copie disseminate per il mondo e realizzate quando la Battaglia di Anghiari era ancora visibile, dimostrerebbero  che stiamo parlando di un capolavoro assoluto, anche più straordinario della Gioconda o dell’Ultima Cena. Di fronte a questo non potevamo non radunare le eccellenze per vedere cosa c’è davvero; in ogni caso avremo fatto il bene di Firenze ”.
MA COSA SI E' SCOPERTO DAVVERO FINO A QUESTO MOMENTO? “Se non c’era nulla, saremmo già andati tutti a casa” risponde poi Renzi nella conferenza stampa con i giornalisti. “I sette fori praticati non sono quelli che avrebbe inizialmente voluto Seracini, ma insieme con l’Opificio delle Pietre Dure si è deciso così. E' impossibile negare che ci sia qualcosa lì dietro".
E DA DOMANI COSA SUCCEDERA'? “Posizioneremo un altro telone e lo terremo per qualche settimana; poi se le indagini di laboratorio saranno positive, decideremo se passare alla fase successiva, ovvero allo strappo. Sarà una commissione tecnica a valutarlo”. 
‘Lo strappo’ è una tecnica, la stessa che fu usata negli anni settanta sempre nel Salone dei Cinquecento ma per la parete opposta. In quell’occasione furono ‘strappati’ 20 metri poi ricollocati dall’Opificio delle Pietre Dure, stavolta ne basterebbero 2 centimetri quadrati, all’interno dei quali far passare la sonda endoscopica e svelare finalmente il mistero.
E SE DAVVERO IL DIPINTO FOSSE LI', A QUEL PUNTO COME SI PROCEDE? Qui si aprirebbe un problema – ammette Renzi – cioè quello di tirarlo fuori, ma è un problema che semmai ci porremo dopo”. Meglio andare per gradi fa intendere Renzi.

Stanotte inteanto verrà praticato l'ultimo foro.

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