Via libera alla legge che mira a "favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi anche a sostegno della candidatura dell'Italia a manifestazioni sportive di rilievo europeo o internazionale". La Commissione Sport e Cultura della Camera ha approvato ieri, all'unanimita', il testo che porta il nome dei relatori Lolli-Butti e che, in quanto approvato in sede legislativa, non avra' bisogno del voto in aula, ma passera' direttamente al Senato. La legge prevede norme che semplifichino gli iter burocratici per la costruzione degli impianti. Tra gli strumenti di semplificazione la legge prevede, all'articolo 3, che la localizzazione delle aree individuate per le nuove strutture - supportata da uno studio di fattibilita' - avvenga su iniziativa del soggetto proponente o del comune, mediante intesa tra le parti. Entro 90 giorni dalla presentazione del progetto definitivo, l'autorita' comunale competente promuove una conferenza di servizi che deve concludersi entro sei mesi dalla presentazione del progetto definitivo. Qualora esso comporti variazione degli strumenti urbanistici comunali, l'adesione dell'autorita' comunale competente deve essere ratificata entro 120 giorni dalla richiesta. Se l'area individuata e' di proprieta' del comune, l'autorita' comunale competente puo' trasferire essa - o il relativo diritto di superficie -, a titolo oneroso, al soggetto proponente, tramite assegnazione diretta. E' anche per queste procedure semplificate che il via libera alla legge ha sortito l'effetto di dividere il Partito Democratico tra entusiasti e critici. Tra i primi c'e' Giovanni Lolli per il quale la legge avvicina l'Italia agli standard europei ed ha il pregio di tenere conto di tutti i vincoli ambientali e architettonici. Proprio questo rispetto delle regole e', invece, il vulnus che un altro democratico, il deputato ed ex assessore all'urbanistica di Roma, vede nella legge: "La legge - spiega Morassut - fu a suo tempo inviata inspiegabilmente alla Commissione Sport e Cultura come commissione di merito quando, per i suoi contenuti totalmente inerenti la materia urbanistica, degli appalti, dei lavori pubblici e dell'ambiente, avrebbe dovuto essere esaminata dalla Commissione territorio e ambiente. Il provvedimento apre la strada a modalita' di interventi di ristrutturazione degli impianti che produrranno nuove pesanti edificazioni nelle aree urbane con consistenti ulteriori consumi di suolo libero. L'intero costo degli interventi sara' pagato attraverso concessioni edificatorie aggiuntive ed espansive". Dello stesso tenore le critiche di Roberto della Seta, Ecodem che adesso giura battaglia: "La legge sugli stadi approvata in sede legislativa dalla Commissione Cultura della Camera rappresenta un via libera generalizzato non solo alla realizzazione di nuovi impianti sportivi, ma all'edificazione di interi quartieri fuori dalle previsioni urbanistiche. E' una legge pessima, fatta solo per compiacere gli interessi privati di alcuni presidenti di societa' di calcio. Per tutto questo mi battero' in Senato conto la sua approvazione".
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