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mercoledì, 22 maggio 2013 - 20:42
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Domani giornata mondiale contro l'omofobia e transfobia. Il plauso dell'Idv

una ricorrenza promossa dall'UE che si celebra dal 2007 il 17 maggio di ogni anno.
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Domani è la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia (o IDAHO, acronimo di International Day Against Homophobia and Transphobia), una ricorrenza promossa dall'UE che si celebra dal 2007 il 17 maggio di ogni anno. Il 17 maggio non è un giorno casuale, è stato scelto perché è la ricorrenza dalla rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classifica internazionale delle malattie pubblicata dall’organizzazione mondiale della sanità, avvenuta solo nel 1990.

 

“Voglio fare un plauso – commenta Alessandro Cresci, responsabile IdV dipartimento diritti civili regione Toscana – all'iniziativa del ministro dell'istruzione, Francesco Profumo, prima volta in Italia, per il suo invito alle scuole a celebrare la giornata attraverso una circolare, rivolgendo un appello agli istituti italiani affinché partecipino attivamente. Si deve temere l'omofobia e non gli omosessuali. Ancora oggi, insulti, offese, prevaricazioni, aggressioni, violenze sono la realtà quotidiana per tante persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender. Non è accettabile. Colgo l'occasione ancora una volta per ricordare che c'è una proposta di legge ferma in parlamento per l'estensione della legge Mancino (introdotta nel 1993 che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali) ai reati di omofobia. Chissà che proprio un governo tecnico non possa riuscire laddove la politica non trova il modo di portare avanti questa battaglia di civiltà. Un ulteriore passo sarebbe anche riconoscere loro la possibilità dei matrimoni civili perchè gli italiani non siano più divisi in cittadini di serie A e di serie B”.

 

“Noi, nel nostro piccolo – continua Cressci - come Dipartimento Diritti Civili IdV Toscana di cui ne sono il responsabile abbiamo organizzato eventi e dibattiti, oltre aver presentato proposte per l’uguaglianza di tutti i cittadini. Negli ultimi tempi assieme a tante associazioni impegnate per i diritti della comunità LGBT e non solo abbiamo intrapreso un lavoro comune di sensibilizzazione”.

 

“La strada è lunga – conclude Cresci – serve una crescita prima di tutto culturale perchè più che nei fatti la discriminazione emerge nel linguaggio di tutti i giorni senza pensare alle conseguenze che ciò comporta. Sono troppi i suicidi di ragazzi gay e di ragazze lesbiche che non si sentono “accettati” in questa nostra società, sono troppi gli atti di bullismo omofobico, sono troppe le offese verbali verso omosessuali e transessuali, sono troppe le aggressioni fisiche verso gli omosessuali e transessuali”.

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