«È il momento di una riflessione per verificare se abbia senso o meno investire nelle società di calcio visto che un gruppo di tifosi violenti, di 'fessi', distrugge lo sport più bello del mondo».
È quanto ha detto all'ANSA Diego Della Valle, secondo cui «servono regole serie con l'apporto di tutti, proprietari compresi». In altri termini, «non passano più messaggi positivi» e lo sport «più bello del mondo» sconta «un gruppo di facinorosi e violenti. Si potrebbero fare tante con gli stessi soldi trasmettendo esempi e messaggi utili a favore di giovani e anziani», ha aggiunto Della Valle, a Tokyo per la presentazione di un progetto e dei risultati ottenuti in un'iniziativa a supporto dei bambini delle aree del nordest del Giappone duramente colpite dal sisma/tsunami dell'11 marzo 2011. «Ho parlato anche stasera con mio fratello Andrea (patron della della Fiorentina, ndr) e gli ho detto che non so se abbia senso investire in un calcio che versa in una situazione così disastrata: lui ragiona col cuore da tifoso, ma il calcio può essere uno strumento bello, un veicolo per i buoni sentimenti da trasmettere ai giovani a patto che siano rispettate le regole». Per ottenere questo risultato, inoltre, «basta poco: già con l'isolamento dei violenti. Firenze, come altre bellissime città, ha tra i tifosi migliori d'Italia - ha osservato ancora Della Valle -, che soffrono con la squadra e le stanno vicina nei momenti di difficoltà». Una riflessione su come risollevare «lo sport più bello del sport» è opportuna: un argomento che deve coinvolgere «tutti, proprietari dei club inclusi».
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