E' di Niccolo' Campriani il settimo sigillo azzurro sull'Olimpiade di Londra. Il tiratore fiorentino rispetta il pronostico e conquista la seconda medaglia che aveva messo in preventivo, dopo l'argento nella carabina ad aria compressa 10 metri. Stavolta arriva l'oro nella carabina 50 metri 3 posizioni, gara in cui Campriani aveva disputato nell'ultimo quadriennio undici finali internazionali, finendo per otto volte sul podio. La vera sorpresa sarebbe stata se una medaglia non l'avesse vinta, e lui ha messo immediatamente le cose in chiaro prendendo in largo fin dalle qualificazioni, in particolar modo con una serie micidiale nei tiri sparati in ginocchio, totalizzando 1180 punti che sono il nuovo primato olimpico prima di una finale. Poi nell'atto decisivo, i dieci colpi per il titolo, ha gestito il vantaggio pur non rendendo al meglio: un 9.3 ed un 9.1 nei primi quattro tiri avrebbero potuto inguaiarlo se non fosse stato gia' quasi irraggiungibile. ''Ha pagato quanto aveva speso prima - spiega la ct degli azzurri Valentina Turisini - ma e' stato bravissimo lo stesso''. Campriani aveva paura di fare la fine del suo amico Matthew Emmons, ieri sul podio con lui in quanto argento, capace di perdere all'ultimo tiro, fallendo completamente il bersaglio per l'emozione, l'oro in questa prova sia ad Atene 2004 che a Pechino 2008. ''Prima della finale ci ho pensato - dice Campriani - perche' non volevo che capitasse anche a me. In questa finale in passato c'erano gia' stati uno zero ed un quattro, quelli di Emmons, quindi nel tiro succede anche se lui poi si era ripreso alla grande in altre gare. Io ho pensato soprattutto a gestire sensazioni ed energie nervose, e di controllare il battito. Per questo adesso fra la tanta gente che voglio ringraziare c'e' anche il mio psicologo Edward Etzel. Ma il tiro a segno e' un viaggio dentro se stessi, e nel mio caso per fortuna mi ha portato fino all'oro. Il segreto di questa medaglia e' il saper convivere con lo stress e l'essere capace di tirare ancora fuori qualcosa''. Cosi' e' arrivato il momento delle dediche. ''Alla mia famiglia, alla mia fidanzata ed al mio primo allenatore Aldo Vigiani - dice Campriani -, assieme al quale vorrei essere invitato ad una partita della nostra Fiorentina, di cui negli ultimi due anni sono stato un tifoso moderato altrimenti avrei sofferto troppo. Ma andare in campo insieme ad Aldo, prima di una partita della Viola, sarebbe bellissimo''. La Fiorentina ha gia' risposto all'invito, Niccolo' andra' al Franchi prima di rientrare in Gran Bretagna, per un Master post-laurea di dieci mesi a Sheffield. ''Poi tornero' definitivamente in Italia e per altri quattro anni - spiega il 24enne olimpionico -, grazie al sostegno delle Fiamme Gialle, pensero' solo al tiro. A Rio voglio esserci, e non solo per partecipare''.
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