Un anticipo di cassa, una giuntina, un rinforzino, un extrabudget come ama chiamarlo qualche devoto, due baiocchi, du´ lire, un par d´euri, ma insomma a questi ragazzi volenterosi ed entusiasti la si vuol dare una mano?
D´accordo che per loro è un´occasione, passi la fantasia, ma costringerli a far colletta per poter comprare uno straccio di giocatore ci pare eccessivo. Specie se la proprietà non è un Tootoonchi qualunque, ma quella del "babbo ricco", altra edificante espressione degli ultras gruppo laccio di casette d´ette.
Non diciamo un braccio, neppure un braccino, ma almeno una mano i tre moschettieri Pradè, Macià e Montella (l´ultimo senza accento, ma ben motivato lo stesso) la meritano!
Che i soldi siano il problema appare evidente ed è del resto scritto sull´ultimo bilancio: se il prestito non si converte in capitale saremo costretti a vendere prima di comprare (altro che assegnino staccato! Altra espressione patacca di solerti devoti). Già, vendere prima di comprare, ma gli altri al mercato mica c´hanno il berretto a sonagli. La situazione della Fiorentina è fatto noto ecco perché gli acquirenti stanno alla finestra, propongono qualche offerta quasi offensiva (tipo i 5 milioni per Behrami) e attendono che la Fiorentina sia con l´acqua alla gola.
Conviene perseguire questa linea? E´ dignitoso obbligare la dirigenza viola alla questua? C´è una strategia dietro? E se si, di che tipo? Tutto questo serve per impedire che anche l´ultimo mohicano deciso a rifare l´abbonamento cambi idea?
Se c´è buonafede, come professiamo di credere, sia dia all´attuale gruppo di lavoro un po´ di margine, un po´ d´agio, li si metta in condizioni di lavorare. D´accordo l´autofinanziamento, d´accordo la politica dei tagli. Ma si può operare in austerità senza perdere di dignità e rendere impossibile il lavoro a chi deve rifondare una squadra.
Ci pensino i ricchissimi, generosissimi, bellissimi "genitori" della nostra povera Fiorentina.
Fonte: Stefano Prizio - ViolaGol.com
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