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Aggiornamenti

Via Canova, smentiti dai CC gli spari. Nardella: "Siamo stufi, lo Stato ci aiuti". Domani manifestazione di FdI

Due arresti
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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Smentita da parte dei Carabinieri, che stanno ancora effettuando i rilievi, che siano stati esplosi colpi di arma da fuoco o scacciacani in occasione dell'incidente causato dai rom che oggi a Firenze hanno travolto ferendo in maniera gravissima un 29enne fiorentino che era a bordo di uno scooter.

Sono rimaste coinvolte 3 autovetture e 5 persone nella lite tra rom, scoppiata al centro commerciale di via Canova e proseguita con l'inseguimento a folle velocità. Un'auto dei rom ha colpito un'auto e lo scooter dove era a bordo il 29enne residente all'Isolotto; illesi gli occupanti della vettura ferma vicina al motociclo.

 

Il Sindaco di Firenze Dario Nardella si è recato all'ospedale di Careggi dove è ricoverato in prognosi riservata il ventinovenne: “Noi vogliamo più forze dell'ordine, più legalità e un sostegno vero dallo Stato – ha dichiarato ai microfoni del TG3 Regione – perché non siamo lasciati soli a fare tutti gli sgomberi che facciamo e tutti gli smantellamenti (dei campi rom, ndr) che stiamo facendo. Siamo stufi tutti, noi per primi”.

 

Intanto per domani Fratelli d'Italia ha organizzato per le 19 in via Canova (angolo via Chiusi) un ritrovo per chiedere legalità e sicurezza e invita coloro che vorranno partecipare a portare un Tricolore.

 

I FATTI

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri tutto è iniziato intorno alle 12.20 quando una Lancia Lybra bordeaux, condotta da un 44enne di etnia rom, e la moglie seduta a fianco, nel parcheggio del supermercato Esselunga di via Canova ha speronato a marcia indietro, mettendo a rischio l'incolumità dei presenti, una Opel Zafira grigia, condotta da un 43enne della medesima etnia, e una Fiat Punto in transito il cui conducente ha riportato lievi lesioni.

 

La scena è stata notata da un maresciallo dell'Arma che libero dal servizio ha cercato bloccare la Lancia che invece si è messa all'inseguimento dell'Opel Zafira, nel frattempo uscita dal parcheggio, rischiando anche di investire un militare del Nucleo Operativo, lì in servizio antirapina, che gli aveva intimato l'alt. Dietro le prime due vetture si è lanciata anche una Volvo 960, condotta da un 65enne di etnia rom (padre del conducente della Lybra) e con a bordo un nipote 29enne. Le immagini delle telecamere mostrano l'inseguimento a folle velocità con tentativi di speronamento.

 

Le auto hanno anche rischiato di investire una persona a bordo di uno scooter, scansatasi per miracolo.

 

All'altezza dell'incrocio con via Simone Martini la Volvo ha urtato la Zafira mandandola fuori strada (il mezzo si è incendiato, ma il conducente è riuscito a uscirne), mentre la Volvo ha ruotato vorticosamente su se stessa andando a impattare con estrema violenza contro una Hyundai IX20 e uno scooter Honda SH125, fermi al semaforo, e contro una Volvo V40 che aveva appena svoltato da via Martini immettendosi in via Canova.

 

Il passeggero della Volvo è sceso dal mezzo, dopo l'impatto, brandendo una mazza da baseball per cercare di andare ad aggredire il conducente della Opel Zafira. Poi l'arrivo dei carabinieri e il fermo delle quattro persone ascoltate dal pm. Per due di loro è poi scattato l'arresto.

 

 

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