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Renato Sutera

Firenze, l'esponente di Cosa Nostra viveva nelle case degli indigenti

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Renato Sutera, il titolare di fatto del bar Curtatone ed esponente di Cosa Nostra arrestato questa mattina a Firenze, viveva in una casa degli indigenti di proprietà dell'Opera Pia. Lo apprende ilsitodiFirenze.it da fonti qualificate. Sutera, in carcere da stamani, viveva in un appartamento al secondo piano di un immobile a Gavinana, nella zona sud della città, regolarmente assegnato alla moglie a canone "mite".

 

Infatti, secondo quanto riportato sul sito internet della Fondazione Comitato per le case ad uso indigenti di Firenze di Banca CR Firenze, l'assegnazione degli immobili avviene secondo "finalità esclusive di solidarietà sociale da attuarsi procurando per miti canoni mensili case di abitazione ai cittadini italiani residenti a Firenze che, per la loro condizione di indigenza o di bisogno non dispongono né hanno la possibilità di disporre a condizioni di mercato, di una alloggio per sé e per la loro famiglia". Costituita nel 1885, la Fondazione gestisce 1.064 alloggi suddivisi in 28 immobili situati nel Comune di Firenze.

 

Secondo gli inquirenti, Renato Sutera, con il fratello Giovanni, ergastolano in libertà condizionata e anche lui arrestato stamani, avrebbe costituito società commerciali fittizie, intestate a prestanome, schermando la titolarità e comunque la disponibilità effettiva del bar Curtatone, provocando il fallimento di queste società, omettendo sistematicamente di versare i contributi previdenziali e le imposte e, con il concorso dei prestanome, sottraendo i libri e le scritture contabili delle società.

 

Giovanni Sutera era sottoposto alla liberazione condizionale, in quanto condannato all’ergastolo poiché autore dell’omicidio di un gioielliere fiorentino e di quello della 17enne Graziella Campagna, avvenuto in provincia di Messina nel 1985.

 

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