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Il calendario degli appuntamenti

ORT 2018-2019: il cartellone della XXXVIII stagione

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it
Evento
Data Evento: 
Ven, 26/10/2018 - 21:00 - Giov, 16/05/2019 - 21:00

L'Orchestra della Toscana presenta la sua nuova stagione, la numero 38.

In programma una rassegna estiva sempre più impegnativa e fitta, da giugno a settembre.

Numerosi i concerti a Firenze e in Toscana (confermata la presenza al Musart Festival, all'Amiata Piano Festival, al Chigiana International Festival oltre a molti altri) e l'ampliamento della programmazione delle Ville Medicee (da 8 sono diventati 12 concerti in totale).

Guardando la nuova stagione possiamo dire che il direttore artistico Giorgio Battistelli ha disegnato il calendario caratterizzandolo con molte novità artistiche, nella scelta di volti nuovi - che intraprenderanno un percorso di collaborazione a lungo termine - e nella composizione di un programma come sempre, pieno di sorprese.

L'idea di fondo e di condividere l'eredita culturale dell'Europa, cogliere più aspetti possibili delle musiche del nostro continente, dal '700 ai giorni nostri.

E in questo spirito che si propone una dedica originale al genio musicale beethoveniano, in anticipo rispetto alla celebrazione dei 250 anni dalla sua nascita previsti nel 2020 (anno in cui anche l'ORT compirà gli anni, e saranno 40).

Non mancheranno come sempre piccoli momenti rivolti al repertorio contemporaneo, caratteristica unica della nostra Orchestra che non si lascia intimorire dalla “diffidenza del nuovo” e continua a rivolgere il suo sguardo alla musica d'oggi.

Con la nuova stagione viene a disegnarsi anche un'iniziativa importante che ha come obiettivo la valorizzazione di artisti di acclarato talento, aspetto che la Fondazione ORT ha curato da sempre durante la sua storia, puntando su nomi quali Daniel Harding, Thomas Dausgaard (oggi direttore onorario) e naturalmente lo stesso Daniele Rustioni. Questa collaborazione che potremmo definire “in-residence” (con durata biennale) sarà rivolta a solisti che oggi affermano il proprio talento calcando la scena italiana e internazionale.

Confermato il progetto di ospitalità con le orchestre amiche che vede la presenza in stagione dell'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano con solista la violoncellista Miriam Prandi.

Una delle novità di quest’anno e invece il Concerto di Capodanno (fuori abbonamento) programmato per il primo giorno del 2019 alle ore 17.00 al Verdi di Firenze. L’idea nasce dal progetto triennale intrapreso con la Fondazione Festival Pucciniano che vedrà l’Orchestra impegnata in molti eventi della riviera versiliana, prima fra tutti la partecipazione ad agosto alla 64.ma edizione del Festival Puccini.

E già possibile acquistare biglietti e abbonamenti della nuova Stagione, al momento solo ed esclusivamente presso la Biglietteria del Teatro Verdi.

 

 

IL CARTELLONE

Ritorni graditi e promettenti debutti nel nuovo cartellone dell'Orchestra della Toscana.

Diciassette produzioni (sedici in cartellone più il concerto di Capodanno) che riportano al Teatro Verdi e in regione nomi eccellenti del concertismo accanto a giovani talenti; una scommessa comunque già vinta in partenza, dato che si tratta di artisti determinati, che stanno già costruendosi carriere brillanti anche grazie alla vittoria recente di concorsi internazionali prestigiosi. E la "meglio gioventù" delle sale da concerto, che dimostra come la classica non sia musica per vecchi. Si tratta, per esempio, delle violoncelliste italiane Miriam Prandi ed Erica Piccotti, del violinista Ziyu He, diciannovenne cinese, del pianista quindicenne Alexander Malofeev, del ventitreenne Jan Lisiecki, dei direttori d'orchestra Karem Hasan, Eva Ollikainen, Eduardo Strausser, Niklas Benjamin Hoffmann e Maxime Pascal.

Degli altri, che dai nostri cartelloni mancavano da un po', sembra quasi superfluo dire. Di Gianluigi Gelmetti, che torna a Firenze per lo Stabat Mater di Gioachino Rossini che con l'ORT ha registrato anni fa in disco memorabile. Di Salvatore Accardo, già tante volte in passato solista concertatore dei nostri programmi. O di Mario Brunello, amico di lunga data.

E poi c'è chi da noi e ormai di casa. Non solo Daniele Rustioni, nostra bacchetta principale che da qualche mese ha preso ufficialmente servizio anche all'Opera di Lione. Ma anche Thomas Dausgaard, nostro direttore onorario che si divide tra BBC Scottish Symphony Orchestra, Swedish Chamber Orchestra e Seattle Symphony. E Federico Maria Sardelli, pure scrittore, vignettista, compositore, studioso vivaldiano, e negli ultimi tempi presenza fissa di quasi tutte le stagioni cittadine.

La programmazione progettata dal direttore artistico Giorgio Battistelli prosegue sulla scia delle stagioni precedenti: l'abbiccì del repertorio classico-romantico con aperture al Novecento storico e a qualche compositore di oggi. Con l'idea che l'ORT debba provvedere a una divulgazione musicale di alto livello rivolgendosi a un pubblico curioso, colto e (magari) nuovo, cui i nostri concerti dischiudere allettanti prospettive conoscitive sui momenti più rilevanti della storia della musica.

L'apertura rossiniana del 26 ottobre con Gianluigi Gelmetti, che può contare sulla presenza del Coro del Maggio Musicale Fiorentino preparato da Lorenzo Fratini e di un poker di solisti vocali eccellenti, tra cui il tenore spagnolo Celso Abelo, erede dello spirito più genuino del canto romantico.

Il 9 novembre l'ORT lascia il palcoscenico all'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, di cui e direttore artistico il fiorentino Daniele Spini. Sul podio, uno dei giovani italiani più stimati all'estero per il melodramma: Michele Mariotti, direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna invitato abitualmente alla Scala, al Covent Garden, all'Opera di Parigi, al Metropolitan di New York, al Festival di Salisburgo. Ma Mariotti non porta un programma lirico: presenta, invece, Alban Berg, la Quinta Sinfonia di Beethoven e il Concerto n.2 per violoncello e orchestra di Haydn. Pagina di virtuosismo spettacolare, questa, eseguita da Miriam Prandi, allieva di Natalia Gutman e Antonio Meneses (anche diplomata in pianoforte, che continua a suonare in pubblico), mantovana che abita tra la Svizzera e Berlino e si divide tra l'attività di solista e quartettista.

Per il suo ritorno all'ORT nel giorno della Festa della Toscana, il 30 novembre, Salvatore Accardo sceglie di suonare un caposaldo del repertorio violinistico, il Concerto di Beethoven, e la versione per orchestra d'archi di Notte trasfigurata di Arnold Schonberg, racconto in note (ispirato a versi simbolisti di Richard Dehmel) di un amore di coppia che sa superare il tradimento e rinnovarsi nel nome di un figlio che deve nascere - concepito dalla donna con un altro uomo.

Clima scandinavo pervade la serata del 13 dicembre. Il danese Thomas Dausgaard incontra il violinista e compositore norvegese Hennig Kraggerud, il quale presenta le Humoresques del finlandese Sibelius. Poi si ascoltano Requies di Luciano Berio, offerto alla memoria della moglie Cathy Berberian, e l'ultima delle sinfonie di Brahms, la Quarta.

 

 

Il primo dei tre appuntamenti con Daniele Rustioni e fissato per la vigilia di Natale: Mozart, la vasta Sinfonia n.2 di Rachmaninov e il Concerto per pianoforte di Schumann. Con lui, ritroviamo la pianista Beatrice Rana, classe 1993: un'agenda zeppa di impegni in ogni parte del mondo, collaborazioni con Mehta, Luisi, Chailly, Pappano, Conlon, e di recente nominata Cavaliere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella. La seconda data di Rustioni e il 5 marzo con un programma a tema religioso. Ispirati dalla confessione luterana sono i tre Corali organistici resi orchestrali da Respighi e la Sinfonia della Riforma di Mendelssohn, concepita nel 1830 per celebrare il terzo centenario della Confessione di Augusta, la dichiarazione dottrinaria che ha posto le basi del protestantesimo. Con Francesca Dego, Rustioni esegue I profeti del fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco, nel cinquantenario della morte del compositore: un Concerto commissionato dal leggendario violinista Jascha Heifetz (che lo battezzo nel 1933 a New York, direttore Toscanini) come risposta al montante antisemitismo europeo; i suoi tre movimenti raffigurano i profeti Isaia, Geremia ed Elia, celebrando e affermando l'identità ebraica anche di autore e solista. Il terzo incontro con Rustioni e per l'ultimo concerto di stagione, il 16 maggio. In programma la Suite da Carmen di Bizet, la Sinfonia n.2 di Sibelius, che e quasi un inno nazionale per il pubblico finlandese, e il Concerto n.2 per violoncello di Saint-Saens: lo suona il francese Edgar Moreau, oggi ventiquattrenne, che a quindici ha conquistato il secondo premio al Concorso Čajkovskij di Mosca e a diciassette ha vinto il Rostropovič di Parigi.

Altro prodigio dell'arco e Ziyu He, che il 9 gennaio interpreta il Concerto per violino op.64 di Mendelssohn. He si e imposto all'attenzione internazionale grazie alla vittoria dell'Eurovision Young Musicians Competition nel 2014, in rappresentanza dell'Austria, sua terra d'adozione.

Sul podio il britannico Kerem Hasan, per l'Eroica di Beethoven e Untitled di Vittorio Montalti, fra i più interessanti compositori nella generazione dei trentenni, Leone d'argento alla Biennale di Venezia del 2010.

Serata al femminile quella del 25 gennaio, che nel cuore del programma accoglie i Wesendonck-Lieder c h e Richard Wagner scrisse a Zurigo, preso d'amore per Mathilde Wesendonck, ammiratrice devota e sovvenzionatrice (insieme a suo marito), che gli ispiro anche “Tristano e Isotta”. Li interpreta il soprano finlandese Tiina-Maija Koskela, vincitrice nel 2014 del Concorso Lauritz-Melchior per cantanti wagneriani. Dalla Finlandia proviene pure Eva Ollikainen, della scuola di Jorma Panula, che negli ultimi decenni ha sfornato eccellenti direttori d'orchestra in quantità.

Con il suo Chopin, cui ha dedicato un'integrale discografica per Decca proposta anche in parecchie sale da concerto italiane, il 7 febbraio torna all'ORT il pianista Pietro De Maria.

Quarta d i Beethoven e Lagsamer Satz d i Webern nel programma diretto da Giordano Bellincampi, una carriera tutta incardinata in Danimarca, dove si e trasferito giovanissimo.

Chopin sarebbe anche tra gli autori di riferimento del pianista canadese di origini polacche Jan Lisiecki, ambasciatore Unicef. All'ORT pero, il 14 febbraio, si confronta con il Concerto n.3 di Beethoven in una serata interamente dedicata al compositore tedesco che dirige Eduardo Strausser, brasiliano formatosi a Zurigo.

Beethoven, la Sinfonia n.2, anche nel concerto del 26 febbraio di Federico Maria Sardelli incentrato su partiture d'epoca classica, come il Concerto n.1 di Haydn suonato da Erica Piccotti, violoncellista da poco entrata nella maggiore eta. E una pagina rara la sinfonia di Henri-Joseph Rigel, tedesco che ha trascorso gran parte dell'esistenza a Parigi, e oggi per nulla noto.

Concerto di virtuosismo spettacolare e il Terzo di Prokof'ev, con cui il 28 marzo si misura il prodigioso Alexander Malofeev, classe 2001, frutto della Scuola Gnessin, istituto moscovita che coltiva solo fuoriclasse. D'una decina di anni più adulto di lui e Niklas Benjamin Hoffmann, sul podio per un'altra sinfonia di Beethoven, la Prima, e per un pezzo d'oggi, Moriana, del marchigiano Carlo Boccadoro.

I l 4 aprile Peppe Servillo, in veste di attore, riassume in se tutte le parti del Borghese gentiluomo di Moliere: la sua riduzione del testo si innesta nelle musiche di scena composte per la commedia da Richard Strauss nel 1912. Il Borghese gentiluomo e una satira sferzante dei nuovi ricchi che si atteggiano a gran signori con risultati ridicoli, ma e pure una critica dell'etichetta in uso alla corte di Luigi XIV. Per il direttore francese Maxime Pascal anche la Musica per archi, celesta e percussioni di Bartok (1936).

I l Concerto di Pasqua del 17 aprile lo dirige uno specialista del repertorio contemporaneo, il tedesco Markus Stenz, allievo negli Stati Uniti di Leonard Bernstein e Seiji Ozawa e braccio destro di Hans Werner Henze per tante sue prime esecuzioni. Anche in questo caso - oltre che sull'Idillio di Sigfrido di Wagner e sulla Sinfonia n.2 di Schumann - si concentra su un lavoro d'oggi: la prima italiana di Air on Air di Ivan Fedele, solista Michele Marelli, virtuoso di corno di bassetto che maneggia agevolmente i linguaggi dell'avanguardia.

E un gioco di specchi il concerto di Mario Brunello, l'8 maggio, nel quale lo stile rococò e la musica di Mozart si riflettono in quella di Čajkovskij, e questa si rifrange nelle composizioni dei suoi contemporanei Anton Stepanovič Arenskij e Anton Rubinstein.

 

 

 

 

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