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Elementare Winston

Trump e la democrazia a suon di missili . L'opinione di Paolo Sebastiani

Usa, Gran Bretagna e Francia attaccano il regime di Assad
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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Un sommergibile atomico statunitense ha placidamente utilizzato il porto di Napoli per una sosta ristoratrice post siluramento della Siria. Sostanzialmente senza chiedere il permesso a nessuno.

Non c'è motivo di scomodarsi a tanto con uno stato vassallo come l'Italia, secondo solo agli U.S.A. stessi per basi militari yankee dislocate sul territorio; ne abbiamo ben 110. Praticamente siamo un campo minato americano. Del resto loro sono i buoni, quelli che proteggono il mondo dai cattivi per spirito di liberalità democratica. Nessuno, infatti, mi risulta glielo abbia mai chiesto. Lo fanno per noi, perché sono buoni, appunto.

 

Gli auto proclamati salvatori del pianeta a suon di missili restano sempre loro, dal lontano 1945. La Seconda Guerra Mondiale è stata vinta dagli Alleati, ma i quattrini nelle casse sono rimasti solo a loro: gli americani. Gli altri sono usciti con le ossa rotte, e pieni di debiti. I creditori? Sempre i liberatori a stelle e strisce. Nel marzo del 1941, infatti, il Presidente Roosevelt firmò il Lend-Lease Act (Legge Affitti e prestiti) con cui erogava aiuti a Gran Bretagna e Francia, in grosso affanno. Il conflitto è finito il debito è rimasto, a lungo. L’ultima rata è stata versata il 29 dicembre 2006. Dopo varie proroghe, concesse in cambio di una sudditanza, spacciata per alleanza. 

 

Oggi gli attori sono mutati, il copione resta invariato. Gli Stati Uniti decidono, Gran Bretagna e Francia si adeguano. Il nemico di turno si chiama Assad ed è siriano, la lista dei predecessori è lunga però, si va dai vietnamiti, agli afgani, agli iracheni ai russi - più o meno nemici perenni-; solo per citarne alcuni. Tutti nemici della democrazia ubicati, guarda la coincidenza, in territori strategici e ricchissimi di risorse naturali che tanto servono agli sceriffi d’oltreoceano. Consumano, i turbo capitalisti. In media 5 volte più di un europeo. 

 

Un paio di giorni fa il trio delle meraviglie Trump-May-Macron, inorridito per la morte di 100 civili inermi uccisi con armi chimiche (così ci raccontano) dal regime di Assad, con il tacito benestare del perfido Putin, si muove a suon di missili. Ci dobbiamo credere per forza? Il cuore dei paladini della democrazia è rimasto talmente toccato da spendere miliardi di dollari per vendicare i bimbi uccisi? Sarebbe bello, ma non sta in piedi.

Mi sembrano tanto notizie preconfezionate, da dare in pasto alla massa attraverso i mass-media. 

 

Dei bimbi siriani a Trump & co. non frega un bel niente. Del resto in Iraq e in Afghanistan ne hanno ammazzati parecchi, classificandoli tra i “danni collaterali inevitabili”.

L’unica vera motivazione che spinge questi cinici leader è il dominio sul Medio Oriente. Allo stesso tempo: punto strategico per il controllo del mondo, deposito di immensi giacimenti petroliferi e terra in cui sorge lo Stato d’Israele.

 

Tutti e tre i protagonisti della vicenda sono burattini manovrati dalla ristretta lobby di banchieri ebrei, capeggiati dai Rothschild.

Macron, socio della Edouard Rothschild che ne ha determinato l’ascesa all’Eliseo; May, il cui connazionale Jacob Rothschild detiene integralmente il sistema bancario nazionale; Trump, che non stampa un dollaro se non lo decide la Banca d’Israele, maggior azionista della Federal Reserve americana.

 

Sono un uomo di destra, ma credo che questa volta valga la pena citare un brano del volume “L’imperialismo fase suprema del capitalismo” di Lenin, in cui parla delle potenza in ascesa, degli Stati Uniti in particolare: 

“i movimenti indipendentisti dovranno essere schiacciati all’infinito per mantenere i loro mercati. Questo movimento d’indipendenza nazionale minaccia il capitale nei suoi territori di sfruttamento più ricchi e promettenti e il capitale può mantenere il suo dominio solo aumentando senza sosta le sue forze militari”.

Potere e denaro, la Storia si ripete.

 

 

Paolo Sebastiani, avvocato (nessuno è perfetto!), accanito bibliofilo, ama la Storia che approfondisce con Winston, il suo bulldog inglese. Collabora con il quotidiano La Verità.

 

 

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