Sotto l'ombrellone, si sa, ci si rilassa e ci si scalda i muscoli - e spesso l'ugola - in vista della nuova stagione calcistica. Per i tifosi viola le ultime due estati sono trascorse in tono dimesso: poca voglia di parlare e di avventurarsi in battaglie verbali con i vicini in spiaggia. Il calcio era diventato argomento talmente spinoso da essere evitato con cura e con scuse di qualsiasi puerile bassezza. La Fiorentina offriva, al di dell'imperituro orgoglio dei suoi sostenitori, pochi spunti e pochi slanci, per ribattere alle salaci affermazioni o alla tronfia autocelebrazione degli avversari calcistici. Quest'anno, però, qualche piccola rivincita è a portata di mano. E così capita che in Versilia, lingua di costa toscana tutt'altro che feudo viola, ci si trovi a dividere le calde giornate con strisciati di ogni colore e di ogni provenienza geografica. Nella Toscana dei campanili, la Fiorentina rappresenta, nel bene e nel male, Firenze: capitale, di un Granducato, che non ha mai avuto alleati ma solo sudditi.
La schizofrenica e impoderabile Inter del Mister Stramaccioni non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi nerazzurri, che si aggrappano con la dignità dei nobili decaduti al preliminare di Champion's League.
I milanisti masticano amaro: anche per loro il "fair play finanziario" rischia di sostituire l'afa nella speciale classifica degli incubi delle notti estive. Il drastico ridimensionamento e l'addio di alcune stelle fa storcere il naso alla vista del Diavolo che, nella nuova veste low cost, rischia di non far più paura nemmeno ai bambini.
E poi, immancabili come le zanzare, ci sono i vicini di ombrellone di fede juventina. Quelli che, con conseta protervia, continuano a difedendere il loro allenatore, novella vittima del novello complotto post calciopoli. Ossessionati dalla "stella mancante", possono solo sperare di carpirla osservando il cielo notturno, forse con la speranza che qualche lacrima di San Lorenzo assurga a divina ricompensa per le "veniali" malefatte della "trimurti" composta da Moggi, Giraudo e Bettega.
E il tifoso viola?
Quest'estate, finalmente, anche per lui sfogliare il giornale la mattina può essere un buon modo per iniziare la giornata. Per carità, niente proclami o ambiziosi traguardi, ma almeno qualcosa di cui parlare. Tanti i giocatori nuovi da buttare sul piatto in qualche accesa discussione davanti a capuccino e cornetto e tanta voglia di tornare a fare sul serio. Basta poco a ritrovare la curiosità e la voglia di scendere in campo.
Il bel centrocampo nuovo di zecca intriga e, sulla carta, ha ben poco da invidiare a quello di tante compagini di serie A. L'arrivo di Pizzaro garantisce fosforo e piedi buoni ad un reparto che, se gira come deve girare, può rivelarsi il vero e proprio punto di forza della Fiorentina 20012-13.
Al momento il tifoso viola giochicchia di rimessa, controlla il gioco verbale avversario, rompe le trame offensive degli "strisciati" con l'innata, quanto dissacrante, ironia. Ce n'è per tutti e, con rinnovato vigore, scatta, fulmineo e velenoso, il contropiede viola. Tiene palla, fa correre a vuoto l'avversario, in attesa del pertugio giusto per piazzare l'assist vincente.
In attesa che arrivi un attaccante, in grado di sfruttare quell'ultimo prezioso passaggio, ci si diverte così: consapevoli che, quest'anno, non solo abbiamo avuto qualcosa da dire sotto l'ombrellone, ma che, se un po' di fortuna ci assiste, potremo farlo anche sul campo.
fonte: Silvia Nanni - dodicesimouomo.net
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