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Amerigo Vespucci

Noferi (M5S): “L’aumento del traffico aereo nell’aeroporto di Firenze chi lo ha autorizzato?”

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Era il 6 luglio 2017 quando in conferenza stampa abbiamo denunciato che le prescrizioni previste dalla Commissione VIA nel 2003 per rendere sicuro e ridurre l’impatto acustico dell’attuale aeroporto erano rimaste inascoltate.

Si sapeva che la società che gestisce l’aeroporto aveva presentato ricorso straordinario nel 2004 ma poi tutto era piombato nell’oblio.
Fino a martedì scorso – spiega la capogruppo del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi – quando il Comitato di Coordinamento per una Piana Sana guidato dall’inarrestabile Gianfranco Ciulli, ha finalmente ottenuto la copia del Decreto Presidenziale del 5 giugno 2012 firmato da Giorgio Napolitano: “Il ricorso di cui alle premesse è respinto”.
Questa la copertina delle 22 pagine che spiegano per filo e per segno perché il ricorso è stato respinto.
Preso atto che precedenti leggi e decreti (DM Ambiente 31/10/1997 e DM 29/11/2000) stabiliscono che ci debba essere un monitoraggio del livello di inquinamento acustico aeroportuale uguale in tutto il territorio nazionale e che a tal scopo vengono istituite delle Commissioni permanenti chiamate Commissioni Antirumore.
Queste Commissioni in tutto il nostro paese, devono procedere alla redazione di piani di abbattimento del rumore aereoportuale cominciando dalla delineazione dei confini delle aree più o meno interessate dal rumore. La fascia C è quella a più alta concentrazione di rumore, dove le abitazioni, se presenti, devono essere delocalizzate. (Una classificazione contraria a quella delle zone di rischio).
Di questa Commissione, io che mi occupo di aeroporto da tre anni, non ne avevo mai sentito parlare; ho scoperto della sua esistenza leggendo il decreto presidenziale del 2012.
Per questo ho fatto subito un’interrogazione per il Sindaco di Firenze per sapere se il Comune ha recepito queste “zone di rispetto anti-rumore” nel Regolamento Urbanistico in modo da capire se ci sono case che debbono essere spostate. Contestualmente farò anche richiesta di accesso agli atti per verificare di persona quali siano le altre proposte del piano antirumore.
Questo aspetto non è assolutamente di poco conto perché la popolazione di Brozzi, Peretola e Quaracchi è flagellata da un inquinamento acustico ininterrotto che ha raggiunto livelli insopportabili e la Commissione Antirumore avrebbe dovuto fare una verifica almeno biennale.
Non solo – aggiunge Silvia Noferi – bisognerà individuare chi è il responsabile di questa situazione, ovvero, capire se il Decreto del Presidente Napolitano del 2012 è mai stato inviato alla società che gestisce l’aeroporto o se questa l’ha ricevuto e non ne ha tenuto conto infischiandosi della salute dei cittadini, anzi provvedendo come nulla fosse all’aumento esponenziale del traffico aereo.
Una volta capito questo, forse si riuscirà anche a provare qualche tesi un po’ più azzardata, tipo quella che l’esasperazione della popolazione sia stata organizzata proprio per sostenere che il nuovo aeroporto avrebbe portato dei vantaggi evidenti ai residenti.
Allo stato attuale dei fatti, adesso che il Decreto presidenziale è stato ritrovato e reso pubblico, sarà più difficile giustificare un traffico aereo di due milioni e mezzo di passeggeri in un aeroporto costruito per servirne un milione.
Il dubbio che ci siano state delle omissioni colpevoli da parte di chi ha in carico la sicurezza dell’aviazione civile in Italia ed ha rilasciato periodicamente il Certificato Aeroportuale alla società che gestisce l’aeroporto è sempre più forte.
Per quanto riguarda la sicurezza, l’interramento della parte finale dell’autostrada era stato previsto proprio per aumentare la sicurezza, ma non è stato realizzato adducendo la scusa che sarebbe costato troppo. I tecnici e i funzionari del Presidente Napolitano ricordano a questo proposito alla società ricorrente (l’allora AdF oggi Toscana Aeroporti) che: “Nell’ambito del procedimento di VIA l’autorità competente tutela l’interesse pubblico alla tutela della salute (e quindi anche della sicurezza) dei cittadini e dell’ambiente, che, secondo l’orientamento della Corte Costituzionale, rappresentano interessi primari, che hanno valore primario e assoluto (sentt. n.210/87 e 617/87). Né si può affermare che l’autorità competente in materia di VIA sia tenuta ad effettuare un bilanciamento tra l’interesse alla tutela dell’ambiente e quello all’iniziativa economica.” (pag. 16)
Inoltre, Come abbiamo sostenuto anche in una nostra mozione presentata molti mesi prima che questo Decreto Presidenziale ritrovasse la luce: “… È necessario rammentare che la funzione della procedura di VIA consiste nel verificare la compatibilità di un determinato progetto con l’ambiente. Tale apprezzamento che presuppone anche la stima della capacità di carico ambientale, non può trascurare, da un lato, gli impatti cumulativi e sinergici di più progetti, dall’altro la ricerca di altre soluzioni…” (pag. 14)
Dopo la lettura di questo Decreto Presidenziale e dei fondamentali principi in esso enunciati, ossia l’interesse primario della salute e della sicurezza pubblica, assume un’altra luce e conseguentemente anche un’ulteriore responsabilità, la nota di ENAC inviata anche al Comune di Firenze in data 28/07/2017. In questa lettera ENAC dichiara che le prescrizioni previste dalla Commissione ministeriale VIA nel 2003 non sono tecnicamente ed economicamente realizzabili, che la Commissione non ha competenza per esprimersi su questo aspetto. ENAC Conclude sostenendo che il nuovo aeroporto sanerà tutti i problemi e le discussioni ma, se valgono i principi primari tutelati dalla Costituzione, anche il progetto del Masterplan 2014-2029 dovrà attenersi a questi principi e alle 142 prescrizioni della Commissione VIA del 2016.
Non solo ma ENAC sostiene che: “Le operazioni di volo presso lo scalo di Firenze Peretola, erano e sono da ritenersi aderenti al normale esercizio di un aeroporto certificato che opera nel pieno rispetto della normativa internazionale di settore.”
In soldoni, la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali nella zona di Firenze Ovest è sempre più lontana e inverosimile, come noi del M5S e i comitati sosteniamo da anni.
A questo punto dopo aver denunciato in tutte le sedi senza essere ascoltati, con decine di atti e comunicati stampa, che la sicurezza dei sorvolati e dei trasportati era probabilmente a rischio, non possiamo che passare i nostri dubbi alla magistratura che si occuperà di dare delle risposte certe a tutti.
Per ora – conclude Silvia Noferi – possiamo solo pensare di essere stati fortunati perché di grave non è accaduto ancora nulla ma non possiamo contare sempre sulla fortuna. L’Italia si sa, è il paese dove si costruiscono gli hotel nelle zone a rischio slavina e poi ci si meraviglia se la slavina piomba improvvisamente, di notte, senza aver chiesto il permesso, uccidendo 29 persone.

 

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