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giovedì, 23 maggio 2013 - 05:40
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Una parola cattiva per tutti

Litfiba: in 6.000 al Mandela Forum per la reunion new wave

Pelù: "Renzi? - Da lui solo promesse e niente altro"
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Pillole di nostalgia new wave, cartoline d'antiche glorie rock giovanili, il quadretto delle ribalderie (e dei ribaldi) anni '80, quando tutto era in movimento, tutto sembrava possibile: incardinate pero' nel contesto di un live moderno ed incentrato sul presente musicale dei Litfiba e su quello politico ''di un'Italia allo sbando''. Piu' che un live di reunion, come la data di ieri sera a Firenze era stata annunciata, e' andata in scena una 'normale' data del Grande Nazione tour, con il valore aggiunto di una finestra aperta sull'album del 'Come eravamo' della band: brani che arrivano diritti dalla sacca di gemme dei primi lavori del gruppo - l'evocativa Istanbul, Il Vento, Resta, il Volo - nei quali Piero e Ghigo accolgono sul palco i vecchi compagni di viaggio con i quali hanno mosso i primi passi nella Firenze laboratorio rock della meta' della penultima decade del Novecento: il bassista Gianni Maroccolo, il tastierista Antonio Aiazzi, il batterista Daniele Trambusti. Ma l'emblema dell'amarcord non e' firmato dai Litfiba ma porta il nome di un classico di quella Firenze che non c'e' piu', Amsterdam dei Diaframma, per il quale Piero ed il leader di questi ultimi, Federico Fiumani, duettano e corettano, dividendosi gli oneri vocali. C'e'tempo anche per un'altra ospitata, su Gioconda, di un altro Federico, in questo caso Poggipollini, ora al fianco di Ligabue, ma artefice nei tempi andati, con le sue sei corde, della ruvidezza di El Diablo, album grazie a cui i Litfiba si avviarono in cima alle classifiche gli anni '90. Esaurito il momento nostalgia, Piero e Ghigo restano i soli padroni del palco, e il concerto dei Litfiba torna a proporre la consolidata ricetta gia' testata nella turne' 2012: overdose di energia, le consuete hit (Modi', Fata Morgana, El diablo, Regina di cuori), un buon numero di pezzi dall'ultima recentissima fatica, Grande Nazione. Carismatico come sempre Pelu', stasera, oltretutto in versione piu' arrabbiata del solito per colpa di ''questa Italia sempre piu' allo sbando'': tra un pezzo e l'altro trova una parola cattiva per tutti, i militari (''non abbiamo bisogno di nessuna c... di parata), la chiesa (''ormai lo hanno capito tutti, la vera capitale del nostro paese e' il Vaticano''), Berlusconi (''ai suoi festini non si sc... solo le mi... ma 60milioni di persone'') e persino il sindaco di Firenze Matteo Renzi (''da lui solo parole, promesse, e nient'altro''). E arriva anche il momento dell'appello in favore dei centri sociali: ''il Cpa non deve chiudere'', dice ancora Piero riferendosi ad uno 'storico' e discusso centro sociale fiorentino, chiamando poi a lanciare l'appello uno dei leader della struttura autogestita. E' comunque festa grande per gli oltre seimila fan irriducibili accorsi al grido dei rockers fiorentini, che hanno goduto, a fine concerto di una chiosa si' classica, sulle note di Lacio Drom, ma in una inedita versione collettiva, con tutti gli ex componenti della band accalcati a cantare tutti insieme sul palco.

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