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Famiglia

Pieri (Scegliamo Firenze al Centro): “Anche a Firenze il registro della bigenitorialità e del doppio domicilio per i figli minori di genitori separati”

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

La rottura dei legami familiari è un trauma che sempre più spesso reca danno non soltanto al nucleo che lo vive - e prima di tutto ai figli - ma anche alla collettività. Lo strumento principale per contenere tali negative ricadute è indubbiamente la mediazione familiare. Ma è necessario che per risolvere i problemi familiari ci debba essere un collegamento tra mediazione e mondo del diritto. “Per facilitare la composizione dei conflitti familiari mediante regole rispettose della dignità e del ruolo di entrambi i genitori – spiega Massimo Pieri (nella foto) capolista di Scegliamo Firenze al Centro - il Comune di Firenze dovrebbe istituire il “registro della bigenitorialità” per tutti i figli minori di genitori separati”. Ciò andrebbe ad attenuare - se non a risolvere - gli inconvenienti legati a una prassi distorta che molto spesso prevede che ci sia un genitore “collocatario” che resta con i figli nella casa familiare a prescindere dal titolo di proprietà, assume tutte le decisioni e riceve del denaro dall’altro, al quale resta solo un esiguo “diritto di visita”. “Questo progetto è già stato approvato dal Consiglio Comunale di Parma grazie alla sollecitazione dell’associazione Crescere insieme – prosegue Pieri – Grazie al registro della bigenitorialità, al momento della separazione ai figli minori verrà attribuita una doppia domiciliazione, sia presso il padre che presso la madre, che obbligherà tutti gli enti pubblici e privati che interagiscano con tali soggetti a contattarli attraverso entrambi i riferimenti”. Inoltre, grazie al coordinamento tra norme e mediazione e alla sua incentivazione, i genitori potranno ben più facilmente costruire accordi che attribuiscano loro gli stessi compiti e le stesse possibilità di poter passare del tempo con i propri figli riuscendo finalmente a trovare un rapporto equilibrato anche come ex partner. “Senza contare – conclude Pieri – che questo potrà favorire il raggiungimento per le donne di una effettiva parità e di pari opportunità nell’ambito del lavoro e della carriera”

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