Ormai da decenni la burocrazia elefantiaca della segreteria di lettere affligge i numerosi studenti dell'ateneo fiorentino. Si possono impiegare fino a sei ore per ritirare un libretto, consegnare la domanda di tesi o compiere qualsiasi altra semplice operazione. Già dalle prime ore del mattino stazionano in via San Gallo i ragazzi per accaparrarsi il fatidico numerino che consentirà di accedere allo sportello. A peggiorare la situazione è l'attuale decisione dei dirigenti di tener chiusa la segreteria il martedì e il mercoledì "per permettere il controllo della carriera dei laureati nelle sessioni di febbraio". Per questo durante gli altri giorni la calca aumenta, dal momento che vengono assegnati 40 numeri il giovedì pomeriggio e 90 il lunedì e venerdì. Chi non riesce ad ottenere il numero sarà costretto a tornare nei giorni successivi e poco importa se è fuori sede. A Lettere l'informatizzazione è ancora lontana e alcune delle strutture appaiono degradate e fatiscenti, come la sede principale di piazza Brunelleschi.
Ormai la facoltà umanistica per eccellenza, vanto a detta della Preside di antiche tradizioni di tolleranza, è preda di un "secolare squallore". A peggiorare la situazione è la scelta di quest'ultima di legittimare gruppi autonomi che non hanno partecipato alle competizioni elettorali, concedendo loro una bacheca all'interno del Chiostro e un'aula. Gli stessi gruppi che danno vita a putridi bivacchi.
Insomma a rimetterci sono sempre gli studenti che subiscono in tutti i sensi una cattiva gestione.
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