Dopo la bocciatura di ieri da parte dell'Anci sul decreto attuativo del Federalismo fiscale, questa mattina se ne è discusso in occasione della presentazione del sesta edizione di Eunomiamaster della Provincia di Firenze a Palazzo Medici Riccardi.
All'incontro hanno partecipato il presidente della Provincia Barducci, il vicesindaco di Firenze Nardella, il politologo Pasquino, il presidente dell' UPI Castiglione e Michele Ventura (Pd).
Quale Federalismo? Questo l'interrogativo che ha dato il titolo al dibattito quanto mai attuale. Le malelingue sostengono che dopo il caso Ruby Berlusconi abbia accellerato i tempi sui decreti attuativi del Federalismo in cambio dell'appoggio della Lega. Il vicepresidente dell'Anci così motiva la bocciatura: "Il rischio è che a uno stato cnetrale si sostituiscano 20 stati a sé. Oggi i costi del federalismo non li conosciamo. Non c'è certezza né nel se né sul quando. Perchè i principi cardine del processo federalista possano essere attuati: autonomia, responsabilità, differenziazione e adeguatezza, prima del federalismo fiscale deve essere attuato il federalismo istituzionale. Il sistema dei comuni è disposto a collaborare a patto che ci siano le risorse e che si conoscano i costi. Quello di ieri - conclude - non era un no, ma un invito a un ulteriore confronto, c'è bisogno di maggiore chiarezza".
"In Italia non esiste un vero e proprio pensiero fedarilsta, spesso si fa riferimento a Cattaneo ma in modo improprio": queste le parole di Gianfranco Pasquino che cita Norberto Bobbio e i suoi scritti sul federalismo. "La parte relativa a Carlo Cattaneo - continua il politologo - e al suo concetto di federalismo è minima, non a caso. In questo Cattaneo perde ed è significativo. In Italia di fatto non esiste un autentico pensiero federalista, quello che si sta tentando di affermare è più semplicemente un decentramento di poteri che nulla ha a che fare con paesi come l'Inghilterra in cui esiste un vero confronto tra il Governo centrale e comunità nazionali di lunga tradizione". Nella specificità italiana Pasquino fa riferimento all'esperto di diritto Piero Calamandrei che pure era favorevole alle autonomie locali riferendosi però, sottolinea Pasquino, ai comuni e non certo alle regioni. L'Italia infatti vanta un'antica tradizione comunale di cui non si può non tenere conto:"Quella italiana è una cultura municipalista e non federalista. Gli interessati al governo di questo paese dovrebbero perciò potenziare i comuni e non certo moltiplicare le province".
Il presidente delle province italiane, Castiglione ribadisce poi l'importanza che federalismo fiscale e il codice delle autonomie proseguano di pari passo; "E' importante innanzitutto stabilire chi fa che cosa, poi al centro del dibattito deve esserci la qualità dei servizi offerti, ed è su questo che la classe dirigente meridionale deve accettare la sfida".
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