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A febbraio la delibera

Stadio: il Comune tende la mano alla Fiorentina. Ok di ENAC alla VAS di Castello

Il 31 ottobre il termine ultimo per completare la documentazione del progetto definitivo, ma la prima partita nel 2021 resta un miraggio
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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Ieri pomeriggio il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha comunicato l'intenzione di Palazzo Vecchio di concedere ad ACF Fiorentina il 31 ottobre 2018 come termine ultimo per la completa integrazione del progetto definitivo del nuovo stadio e cittadella viola.

 

Una scadenza che, sostanzialmente, accoglie le richieste della Società gigliata, che in una nota del 27 dicembre scorso auspicava, rispetto alla data del 31 dicembre 2017, una proroga di sei mesi dalla data di definitiva approvazione della variante di Castello, area dove deve essere ricollocata la Mercafir per liberare la zona di intervento del progetto dei Della Valle.

 

Gli uffici tecnici del Comune di Firenze hanno esaminato la documentazione consegnata da ACF a fine dicembre che va ad integrare, ma non a completare, tutto il necessario affinché il progetto definitivo dell'opera sia esauriente e quindi giudicabile dalla Conferenza dei Servizi Decisoria per l'eventuale sì definitivo.

 

I tecnici – ha spiegato in serata Nardella intervenendo al Salotto Viola in onda su Italia 7 – ritengono che per completare il progetto quello del 31 ottobre sia un termine adeguato. Non vogliamo mettere in difficoltà la Fiorentina, lo dico con grande chiarezza, né aggravargli il lavoro. Nel frattempo – ha ricordato Nardella – anche noi faremo la nostra parte, concludendo l'iter che riguarda la variante urbanistica (di Castello, ndr). Si procede in parallelo. Questi mesi che ci separano dalla prossima scadenza ci serviranno per fare ciascuno la propria parte. Ritardi? Non parlerei di ritardi, perché sembrerebbe come attribuire responsabilità alla Fiorentina. Parlerei di tempo necessario per completare una progettazione che oggi non è stata completata, e per queste cose – ha concluso il Sindaco – serve il tempo che ci vuole”.

 

La decisione formale sulla proroga al 31 ottobre sarà portata in Giunta in febbraio e la stessa delibererà in merito. Quel che emerge, come detto, è che la data non sarà subordinata a quella di approvazione della variante al Piano Urbanistico Esecutivo (PUE) di Castello, ma sostanzialmente, visti i tempi previsti per la variante al PUE, l'auspicio della Fiorentina è da ritenersi pienamente soddisfatto.

 

È dal 7 gennaio 2015, data nella quale fu dichiarato il pubblico interesse dell'iniziativa, che il Comune attende il progetto definitivo. Sono trascorsi oltre tre anni. Con quella che sarà stabilita in febbraio arriveremo alla terza proroga dei termini (la prima scadenza era fine febbraio 2016, poi la prima proroga al 31 dicembre 2016, la seconda al 31 dicembre 2017 ed ora la terza al 31 ottobre 2018).

 

Qualificate fonti di Palazzo Vecchio fanno sapere che il 31 ottobre 2018 sarà davvero il termine ultimo, oltre il quale, qualora ACF non ottemperasse a quanto prevedono le norme, calerà definitivamente il sipario ed invece che dell'ipotesi prima pietra, si metterà una pietra tombale sul nuovo stadio.

 

Fiorentina, legittimamente, vuole avere la certezza che sia trovata una soluzione per la Mercfir. Questo per non presentare un progetto su un'area dove è in essere un'attività e quindi oggettivamente impraticabile. Ma la variante urbanistica al PUE di Castello risolve il problema solo sulla carta. I terreni, infatti, sono di proprietà privata (ad oggi di Unipol) e qualora la variante non fosse di gradimento alla proprietà, eventuali ricorsi al TAR (malgrado la possibilità, come extrema ratio, di arrivare all'esproprio oneroso) allungherebbero inevitabilmente i tempi affinché la pubblica Amministrazione divenga proprietaria degli stessi.

 

L'approvazione della variante, che avverrà entro la primavera, sarà senza dubbio un importante passo in avanti. Nelle scorse ore è arrivato l'ok formale di ENAC per il completamento della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) con la nuova distribuzione delle capacità edificatorie del piano urbanistico di Castello e il via libera degli altri enti competenti in materia ambientale.

 

 

Ma finché i mercati generali di Firenze non saranno fisicamente trasferiti i lavori per la cittadella viola non potranno iniziare. Ad oggi, dunque, l'unica certezza è che la prima partita dei viola nel nuovo stadio entro il 2021 è un miraggio.

 

 

Donato Mongatti

 

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