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droga

Omicidio in strada, tre arresti

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Tre cittadini marocchini arrestati per l'omicidio di un loro connazionale a Lastra a Signa il 20 agosto scorso. Due di loro erano fuggiti in Spagna. L'omicidio, come appurato dalle indagini svolte dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze e coordinate dalla procura della repubblica del capoluogo fiorentino, si sarebbe verificato a seguito di contrasti maturati nell'ambito dello spaccio di droga.

 

In manette, con l'accusa di omicidio volontario aggravato, sono finiti i fratelli Larbi e Cherki Eddguooghy, di 33 e 40 anni, rintracciati a Murcia in Spagna, e il 30enne Abdellah Miftah, arrestato a Lastra a Signa nell'abitazione della sua convivente, non lontano dal luogo dell'omicidio. Arrestata per favoreggiamento anche la fidanzata di uno dei fratelli Eddguooghy, fuggita in Spagna insieme a loro.

 

Secondo quanto ricostruito, l'omicidio del 28enne, Aazzeddine El Guerymy, sarebbe legato a una lite per motivi di droga, avvenuta la sera del 19 agosto scorso in un circolo di Lastra a Signa. L'uomo sarebbe stato punito con la morte per aver offeso uno dei due fratelli marocchini, che aveva rifiutato di cedergli dell'hashish che la vittima si sarebbe impegnata a pagare dopo averlo spacciato. La sera del 20 agosto i tre arrestati avrebbero attirato il 28enne in un luogo appartato, con la scusa di un chiarimento, e poi lo avrebbero accoltellato a morte.

 

Secondo quanto spiegato dai carabinieri, coordinati dal pm Alessandro Piscitelli, i fratelli Eddguooghy sarebbero stati individuati poche ore dopo l'omicidio, ma sarebbero riusciti a sfuggire all'arresto scappando in Spagna, dove sono stati bloccati dalla polizia nazionale spagnola grazie alle indicazioni dei carabinieri. Decisive per incastrare i presunti responsabili le dichiarazioni di un testimone, anche lui marocchino.

 

L'uomo, che non parla italiano, è stato sentito in caserma la notte stessa dell'omicidio, grazie a un carabiniere che conosce la lingua araba e che è stato richiamato in servizio d'urgenza per la traduzione (non essendo a quell'ora reperibile un interprete). Soddisfazione per gli arresti è stata espressa del procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo: "Si è trattato - ha detto - di indagini serrate, di grande qualità, tempestività e acume".

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