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Commissariato San Giovanni

Fiorentini incensurati tra usura e prostituzione

Un vero e proprio clan di persone senza scrupoli
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Usura e prostituzione, questi gli ingredienti di un'incredible vicenda emersa grazie al lavoro del Commissariato San Giovanni, diretto da Giuseppe Solimene. Le indagini, affidate al pm Giulio Monferini, sono iniziate due mesi fa, a seguito di una denuncia di una donna, esasperata dai tassi d'interesse altissimi costretta a pagare. Dopo gli accertamenti, venerdì scorso sono scattate una serie di perquisizioni ai danni di tre uomini, soci di una finanziaria. M. G., 62 anni, M. D, 34, rispettivamente padre e figlio, infine M. L., 54enne, cugino del primo. I tre promoter, tutti incensurati, avevano una notevole disponibiltà finanziaria, si parla di circa 5.000 euro al giorno di entrate. Il denaro proveniva da un 'giro' di prostituzione gestito dal clan. Gli 'strozzini' stipavano in pochi metri quadri una decina di prostitute sudamericane, cinesi ed un trans romano, in appartamenti di loro proprietà tra Pistoia e Firenze. Ad avvicinare le vittime dell'usura invece, ci pensava una quarta persona, una donna responsabile della finanziaria. La banda, operando nel settore finanziario, riusciva ad avere informazioni riservate sui commercianti in difficoltà, dopo di che li avvicinavano. In un periodo di crisi, come quello che stiamo vivendo, tanti accettavano i prestiti, anche se poi i tassi d'interesse si rivelavano altissimi. Per venire a capo della faccenda, gli inquirenti si sono avvalsi anche delle intercettazioni ambientali, il ritratto che ne è venuto fuori, è quello di persone avare che davano in escandescenza persino per delle patate dimenticate. A quanto pare la loro sola preoccupazione era quella di accomulare sempre più soldi, da investire successivamente nel mercato immobiliare. A compravendita avvenuta, gli appartamenti venivano riempiti da altre prostitute, che a loro volta avrebbero forniti ulteriori introiti da investire nei prestiti ad alto tasso. Insomma una vera e propria fabbrica di soldi sporchi, un circolo vizioso che se non stoppato, avrebbe continuato ad alimentarsi. Adesso, i tre del clan, denunciati dalle forze dell'ordine, devono rispondere di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, usura, esercizio abusivo di attività bancarie.

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