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La cronistoria dal 14-7-2014

Nuovo stadio, Cognigni: “Dobbiamo sopportare la burocrazia”. Ma è Fiorentina a non rispettarla

La Società viola si lamenta dei tempi quando è la prima a non ottemperare alle scadenze fissate dalla Pubblica Amministrazione
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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

“Mi auguro che il centro sportivo non abbia la lungaggine burocratica che purtroppo dobbiamo sopportare, sottolineo dobbiamo sopportare, per lo stadio”.

Sono le parole di Mario Cognigni, Presidente operativo di ACF Fiorentina, interrogato ieri dai giornalisti, a margine della finale persa dai viola al Torneo di Viareggio, in merito al centro sportivo per la Prima squadra e il settore giovanile che la Società gigliata vorrebbe realizzare in tempi brevi.

 

Tempi che, secondo il Presidente operativo, per il nuovo stadio e la cittadella viola causano fastidio, ma se si va a guardare i documenti della mal sopportata burocrazia, si scopre che la Fiorentina è rimasta ferma al 14 luglio 2014, mentre Palazzo Vecchio ha prodotto un considerevole numero di atti volti a spianare la strada al progetto dei Della Valle.

 

Riepiloghiamo la cronistoria della questione stadio..

 

- Il 14 luglio 2014 ACF Fiorentina, (sulla base della L. 147/2013, art.1, comma 304) consegna al Comune di Firenze uno studio di fattibilità per la costruzione su un'area di proprietà pubblica del nuovo stadio ed 87.000 mq di superfici commerciali, direzionali e turistico ricettive.

- Il 7 gennaio 2015 Palazzo Vecchio, tramite delibera di Giunta, a seguito della conferenza preliminare dei servizi che ha valutato lo studio di fattibilità di ACF, dichiara la pubblica utilità dell'iniziativa ed invita la Fiorentina a presentare il progetto definitivo dell'opera rispettando le prescrizioni emerse a seguito della verifica. Contestualmente la Pubblica Amministrazione procede con una serie di ricognizioni per individuare un terreno dove trasferire i mercati generali di Firenze (Mercafir), poiché il progetto della cittadella viola va ad insistere proprio nei 48 ettari dove opera la Mercafir.

- A fine febbraio 2015 la Fiorentina comunica formalmente al Comune che entro 12 mesi presenterà il progetto definitivo.

- A fine febbraio 2016 l'Assessore all'Urbanistica Lorenzo Perra, in Consiglio comunale, riferisce che la Fiorentina ha presentato richiesta di proroga per il progetto definitivo e il successivo 1 marzo, con una delibera di Giunta, si stabilisce il 31 dicembre 2016 come nuovo termine.

- A fine dicembre 2016 ACF Fiorentina non consegna il progetto definitivo, ma solo alcuni documenti.

- Il 10 marzo 2017 viene presentato in sala d'Arme il progetto architettonico dello stadio, ma si scopre ufficialmente che mancano, tra l'altro, il piano economico finanziario, la progettazione del commerciale, direzionale e turistico ricettivo.

- Lo stesso 10 marzo un'altra delibera di Giunta fissa il 31 dicembre 2017 come termine ultimo per il pubblico interesse dell'opera, ovvero una nuova scadenza affinché la Società viola completi la documentazione necessaria per consentire alla conferenza dei servizi decisoria di dare l'eventuale sì definitivo.

- Ma anche questa scadenza non viene rispettata (la Fiorentina integra, ma non completa quanto richiesto) ed in attesa di una nuova delibera, ad oggi, il 31 ottobre 2018 dovrebbe essere la nuova dead line.

 

In questi anni, intanto, il Comune ha fatto vari sondaggi per risolvere un problema creato da ACF, ovvero spostare la Mercafir. Una variante urbanistica del 2012 prevedeva di dividere in due la zona occupata dai mercati generali di Firenze riqualificandoli nella parte nord, mentre a sud sarebbe potuto sorgere il nuovo stadio e circa 30.000 mq di cittadella viola. La Fiorentina, oltre allo stadio, vuole costruire superfici extra stadio per 87.000 mq e pertanto ha la necessità di intervenire su tutti i 48 ettari del centro alimentare polivalente. Dopo bandi pubblici e l'ipotesi Osmannoro, Palazzo Vecchio ha individuato, trovando il favore dei grossisti Mercafir, i terreni di Castello come luogo dove spostare il mercato alimentare ed ha predisposto una variante (in via di approvazione) che – anche in conseguenza dello sviluppo dell'aeroporto e la nuova pista parallela (per il quale il Ministero a fine 2017 ha licenziato la Valutazione di Impatto Ambientale) – ridisegna le capacità edificatorie sui lotti attualmente di proprietà Unipol. Lo scorso gennaio arriva il via libera degli enti competenti in materia ambientale per il completamento della VAS sulla variante al piano attuativo del PUE di Castello.

 

La Fiorentina, in una nota del 28 dicembre 2017, ha manifestato la necessità di avere 6 mesi di proroga dalla data di definitiva approvazione della variante al Piano Urbanistico Esecutivo (PUE) di Castello, per completare in ogni sua parte il progetto definitivo di stadio e cittadella viola. Quel progetto definitivo che la Pubblica Amministrazione aspetta dal 7 gennaio 2015.

 

Cognigni si lamenta dei tempi della burocrazia: un privato (la Società gigliata) pretende di dettare i tempi al pubblico (il Comune). Alla burocrazia la Fiorentina fino ad oggi ha fatto solo perdere tempo, impegnando gli uffici di Palazzo Vecchio nella verifica di integrazioni che non completano quanto prevedono le norme affinché si possa dire sì all'opera dei Della Valle. Sostanzialmente, per la burocrazia la Fiorentina è rimasta ferma al 14 luglio 2014.

 

Da quando è accaduta la tragedia del capitano Astori, malgrado il silenzio della proprietà, vari masnadieri imperversano sui mezzi di informazione sciorinando un presunto “new deal” viola: una sorta di nuovo corso costellato di chiarezza, unità d'intenti et amore.

Le dichiarazioni da Viareggio del Presidente esecutivo, sommate a quelle dello stesso in quel di Torino, non sembrano andare in questa direzione.

 

 

Donato Mongatti

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