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via pacinotti

Pesce crudo mal conservato, la replica del ristorante giapponese

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

In relazione all'articolo Pesce crudo mal conservato, fermata attività ristorante giapponese, pubblicato lo scorso 22 maggio, riceviamo e pubblichiamo la seguente comunicazione dell'avvocato Massimiliano Manzo, legale della proprietà del ristorante. 

 

"Occorre sottolineare anzitutto che la sospensione comminata dai NAS di Firenze ha avuto ad oggetto solo ed esclusivamente il c.d. “reparto sushi”, e dunque la preparazione nonché somministrazione di alimenti crudi, per un totale di sole 24 h.

Difatti, in primo luogo, il Ristorante è rimasto regolarmente aperto al pubblico e, in secondo luogo, in data 23 maggio u.s. il Dipartimento della Prevenzione – Area Funzionale Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare notificava alla società dallo scrivente legale rappresentata la revoca del provvedimento di sospensione, così consentendo al Ristorante “Satori” di riprendere la suddetta preparazione e somministrazione del pesce crudo.

 

Inoltre, preme altresì evidenziare la non correttezza di quanto affermato all’interno del Vostro articolo in merito alla pericolosità, e le relative conseguenze sull’uomo, circa la presenza del parassita anisakis nel salmone.

 

Il salmone, infatti, è in assoluto un tipo di pesce che presenta un rischio di contaminazione da anisakis irrilevante, essendo la percentuale di casi di infezione riscontrati pari allo 0%. Tale aspetto è stato espressamente riconosciuto anche dal Ministero della Sanità italiano, il quale, già nell’anno 1992, con ordinanza in materia di misure urgenti per la prevenzione delle parassitosi da anisakis riteneva che tale parassita interessava soltanto alcune specie ittiche (fra le quali partite di alici, sardine, etc.) ma non il salmone.

 

L’irrilevanza del rischio da contaminazione vale soprattutto in relazione ad alcune tipologie di salmone norvegese d’allevamento, il quale viene sottoposto a standard di produzione ed alimentazione (allevamento in gabbie in mare o vasche su terraferma e nutrizione con mangimi compositi che non contengono parassiti vivi) che esclude totalmente la possibilità di contaminazione del pesce, al punto che il salmone norvegese d’allevamento così prodotto non necessita del preventivo abbattimento per essere consumato crudo

.

Orbene, tale circostanza ha trovato riscontro anche all’interno della normativa Europea.

Infatti, la Commissione di Bruxelles, con Regolamento self-executing n. 1276/2011, che ha modificato l’allegato n. 3 del precedente Regolamento (CE) n. 853/2004, ha espressamente statuito che il salmone “nutrito esclusivamente secondo una dieta priva di parassiti vivi che rappresentano un rischio sanitario, purché allevati in un ambiente privo di parassiti vivi”, può essere consumato senza un preventivo trattamento di congelamento (rectius, abbattimento).
Il Ristorante giapponese “Satori” usa da sempre salmone norvegese d’allevamento di primissima qualità.

 

Tanto è che il salmone presente all’interno del ristorante il giorno del sopralluogo dei NAS era accompagnato da una certificazione della Autorità Norvegese per la Sicurezza Alimentare, nonché del produttore e fornitore, attestante che il pesce preparato e somministrato nel locale rispettava gli standard igenici richiesti.

 

Come sopra precisato, dopo sole 24 h dal sopralluogo, l’Autorità intervenuta revocava la sospensione comminata e consentiva al locale di somministrare nuovamente il pesce crudo, ivi compreso il salmone."

 

 

 

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