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Palazzo Vecchio

Ex dipendente Sas minaccia il suicidio al termine del Consiglio

La politica si adopera per scongiurare il folle gesto
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

"Voglio parlare con Renzi, altrimenti giuro che salgo sul cornicione", è il grido disperato di Leonardo Nardi, uno degli 11 interinali della Sas a cui l'azienda partecipata del Comune di Firenze non ha rinnovato il contratto. Sono le 19.47 quando la seduta del Consiglio viene dichiarata sciolta ed è a quel punto che Leonardo seduto in platea annuncia la sua ferma volontà di non lasciare il Salone dei Duecento finché la poltica non avrà finalmente trovato una soluzione ai suoi problemi. "Fate interrogazioni su interrogazioni ma poi non si risolve mai nulla". Leonardo ha 42 anni, una moglie con problemi di salute e un mutuo di 620 euro mensili da pagare ma da sei mesi non riceve più lo stipendio e non ha neppure i titoli per richiedere il sussidio di disoccupazione. L'uomo racconta che il padre ha fatto da garante per lui, per continuare a pagare il mutuo "perché avevano assicurato che ci avrebbero ripresi tutti". A rassicurarlo ci pensano i consiglieri e gli assessori, in particolare l'Assessore Di Giorgi cerca di calmarlo, di farlo ragionare "Vediamo quello che si può fare", subito dopo si adopera, contatta al telefono Bruno Cavini, portavoce del sindaco, che pochi minuti dopo si precipita in Palazzo Vecchio. Spiega a Leonardo che il suo caso è da tempo all'attenzione delle istituzioni e che ci sarebbe una possibilità di lavoro per l'ex carrattrezzista alla C.F.T. (Cooperativa facchinaggio e trasporto). A questo punto Leonardo riceve un appuntamento per domani alle 13 all'Istituto  Cervi per ottenere il tanto atteso lavoro. Aspettiamo, dunque, il lieto fine.

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