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Lettera al Direttore del Consigliere Luca Milani (PD)

Si stava meglio quando si stava peggio ... riflessioni su Europa e spread

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Riceviamo da Luca Milani, e volentieri pubblichiamo, una lettera dove il Consigliere Comunale a Firenze del Partito Democratico racconta la sua esperienza personale con i tassi di interesse applicati dalla banche in occasione di due distinti mutui accesi ai tempi della lira e ai tempi dell'euro.

 

"Caro direttore,
 vorrei raccontare ai lettori un pezzetto di vita che è sicuramente comune a molti.

Nel 1996 dopo 8 anni di fidanzamento decidiamo, io e Paola, di sposarci. Troviamo un piccolo ma piacevole appartamento all'Isolotto, il nostro quartiere, e decidiamo che è perfetto per noi. Io avevo un lavoro fisso, Paola faceva le supplenze a scuola e stava per laurearsi. In due avevamo da parte una somma che ci permetteva di chiedere un mutuo e quindi ci avventurammo verso l'acquisto della nostra casa.

Nel 1996 avevamo ancora la lira; (mi pare che qualcuno oggi cominci ad averne un ricordo nostalgico), comunque andai in banca e furono ben felici di concederci il mutuo; a 15 anni e ad un tasso di interesse del 12%. Sì ha capito bene del 12%! Poi il dilemma fu; meglio fisso o variabile?
L'Italia stava ancora cercando di entrare nel primo gruppo delle Nazioni che avrebbero adottato la moneta unica, pesava lo stato dei conti pubblici, il deficit e la capacità di tenerlo sotto controllo. Il prof. Prodi (premier della coalizione di centro sinistra) si affannava per trovare una soluzione e portare l'Italia al sicuro sotto la protezione della moneta unica.
Pensando che se l'Italia non fosse riuscita ad entrare subito nel primo gruppo, le conseguenze sarebbero potute essere pesanti e  lo spread (ma all'epoca pochi lo conoscevano) sarebbe schizzato; decido allora per il tasso fisso.

Passano gli anni, l'Italia, io ritengo, fortunatamente adotta da subito l'Euro ed i tassi piano piano cominciano a scendere, tanto che dopo alcuni anni trovo necessario ricontrattare il mutuo ed ottengo un vantaggioso 8%. (Poi arriverà la legge in favore dei consumatori e contro i mutui a tassi di usura).
Comunque, alla scadenza dei 15 anni il mio debito è onorato ma nel frattempo la mia famiglia è cresciuta, adesso siamo in 5 in una casa ormai troppo piccola. Decidiamo di acquistare una casa più grande, vendiamo il nostro appartamento e compriamo una casa più grande di 5 vani.

E' il 2010, i tassi sono decisamente più bassi e si riesce ad ottenere un mutuo anche a tasso fisso intorno al 4%. Ritengo indispensabile abbassare il più possibile la rata mensile e "accendo" un mutuo di 30 anni!
Inoltre, imparata la lezione sui tassi di interesse,  questa volta, senza indugio, scelgo il tasso variabile ed  effettivamente fino ad oggi si è dimostrata la scelta giusta.
La BCE per fronteggiare la crisi economica ha diminuito costantemente dal 2008 in poi tassi di interesse. Fino ad oggi, perché le voci sguaiate che si levano dai rappresentanti del popolo che hanno ottenuto la maggioranza in Parlamento (Lega e 5 Stelle) stanno facendo di tutto per disgregare l'Unione Europea, minandone le basi, screditandone i più autorevoli rappresentanti.
La classe dirigente europea potrà avere tante colpe ma forse ha anche qualche competenza in più dei nuovi Rousseau che mi sembrano più portati a giustizie sommarie di piazza che a trovare soluzioni condivise per risolvere i tanti complessi problemi che abbiamo di fronte.

L'Europa va cambiata, non distrutta, deve ritrovare lo spirito originale con il quale fu concepita dopo la tragedia della II guerra mondiale e dei regimi nazionalisti e dittatoriali.
La sua esistenza è troppo importante perché venga rimessa in discussione da qualche signore, che indossando una felpa, che ci fa credere che si possa stare meglio da soli.

L'Italia è il cuore dell'Europa e non può tradire la sua vocazione, il suo destino ed il suo spirito di Nazione illuminata e illuminante per le genti. Questo siamo stati per secoli; portatori di civiltà, innovazione, cultura, arte, letteratura e perché no pensiero politico.

Quanta nostalgia per i padri fondatori dell'Unione Europea! Se avessero avuto il
rancore ed il livore che avverto oggi tra i nostri leader non avremmo avuto 70 anni di pace, di crescita e di diffuso benessere.

E quindi: siamo prorio sicuri che si stava meglio quando si stava peggio? Come sempre, è aperto il dibattito".

 

Luca Milani
Consigliere del Consiglio Comunale di Firenze
Partito Democratico

Manda i tuoi comunicati stampa a: [email protected]