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Rischio danno erariale

Nuovo stadio Fiorentina nell'area Mercafir: “Ok il prezzo non è giusto”

Commisso dichiara che vorrebbe spendere 6 milioni di euro per acquisire i terreni, ma sottostima il valore
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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Il Presidente della ACF Fiorentina Rocco Commisso, nella conferenza stampa fiume di ieri, ha dedicato una larga parte ai piani immobiliari del Club viola. Per il Centro Sportivo a Bagno a Ripoli la strada è ben avviata (terreni acquistati, primi lavori di preparazione dei cantieri già in corso e presentazione del progetto prevista a fine novembre). Per quanto riguarda lo stadio e le opere connesse, al contrario, siamo ancora in alto mare. Manca una formale proposta da parte della Società gigliata che, dopo aver reiteratamente messo pietre tombali sull'ipotesi di ristrutturazione del Franchi, sta valutando quanto proposto dal Comune di Firenze.

Una variante contenuta nel Regolamento Urbanistico vigente prevede di riqualificare a nord i mercati generali alimentari che attualmente insistono su tutta l'area Mercafir, mentre a sud si può realizzare un nuovo stadio, parcheggi e opere connesse per complessivi 30.500 mq (suddivisi tra 18.300 mq di commerciale, 8.000 mq di direzionale e 4.200 mq di turistico-ricettivo. Superfici che consentono una flessibilità del 20% in base all'art.77, comma 1.4, delle Norme Tecniche di Attuazione del Regolamento Urbanistico).

 

 

Palazzo Vecchio propone alla Fiorentina l'acquisto (tramite un bando pubblico) dei terreni destinati a stadio ed opere connesse, ad esclusione degli ettari (circa 10) destinati alla sosta dei veicoli che saranno invece realizzati da Firenze Parcheggi (società partecipata del Comune). In questa maniera la Fiorentina godrebbe del diritto di proprietà degli immobili che realizzerebbe, andando ad incrementare il valore patrimoniale societario (il solo diritto di superficie in caso di cessione della ACF non consentirebbe la vendita delle strutture ad una eventuale nuova proprietà).

 

Sulla base di questa proposta, ieri, Rocco Commisso ha espresso due necessità: sapere velocemente a quanto ammonta la stima del valore dell'area (per la quale è necessaria una perizia); e spendere una cifra che ritiene giusta. “I terreni liberi da immobili per il centro sportivo (a Bagno a Ripoli, ndr) sono stati pagati meno di 400.000 euro ad ettaro – ha detto ieri Commisso – quindi se alla Mercafir gli ettari sono 15 il prezzo sono sei milioni di euro”.

 

La cifra indicata da Commisso di 6 milioni di euro, però, appare impraticabile. Prima di tutto bisogna considerare che le stime dei valori immobiliari dei terreni si determinano, oltre che dall'estensione dei lotti, in base ai metri quadrati delle destinazioni d'uso. Il centro sportivo è utilissimo per formare i campioni viola, ma non genera profitti. Un'area con uno stadio che ospita decine di migliaia di persone e strutture commerciali ed alberghiere genera profitti. Altro aspetto non secondario è che i terreni per il Centro Sportivo acquistati a Bagno a Ripoli erano di proprietà privata, mentre quelli alla Mercafir sono di proprietà pubblica. Un ente pubblico non può vendere sottocosto un immobile ad un privato. Si configurerebbe il danno erariale e il giudizio della Corte dei Conti.

 

A far ipotizzare che la cifra di 6 milioni auspicata da Commisso sia non percorribile c'è una pregevole stima del valore del comparto nord della Mercafir inviata alla Direzione Generale del Comune di Firenze dalla Direzione Patrimonio Immobiliare. La richiesta agli uffici avvenne il 4 dicembre 2014 (a causa dello studio di fattibilità del nuovo stadio presentato dalla vecchia proprietà che manifestava, tra l'altro, la necessità di tutta l'area Mercafir) e un mese dopo (il 7 gennaio 2015) arrivò la risposta: valore dell'area atta ad ospitare il nuovo centro alimentare polivalente 19 milioni di euro (“stima che potrebbe avere oscillazioni in più o in meno anche del 20%”, spiega il documento).

 

Visto quanto riportato sopra, possibile che la cifra di 6 milioni di euro indicata da Commisso sia praticabile? Non scherziamo. È invece probabile che il patron viola cerchi di ottenere dal Comune il prezzo minore possibile che però sia tale da non far ricevere da Palazzo Vecchio una notifica che avvisa dell'apertura di un procedimento per ipotesi di danno erariale.

 

In Italia, a torto o a ragione, ci sono leggi e norme che vanno rispettate e la Pubblica Amministrazione non ne è certo esente. Gli esempi di ciò che accade negli altri stati, ad oggi, lasciano il tempo che trovano...

 

Di contro il Sindaco Nardella si adoperi per far produrre in tempi rapidi una perizia sul valore dell'area sud destinata a stadio ed opere connesse sulla base della quale procedere con il bando pubblico per la vendita.

 

Se la cifra di 6 milioni fosse una conditio sine qua non, sarebbe bene che il patron viola, per avere uno stadio di proprietà, scegliesse subito strade diverse.

 

Per adesso da Palazzo Vecchio arriva un "no comment", si continua a lavorare con le modalità comunicate dopo l’incontro con Commisso del 25 ottobre.

 

Donato Mongatti

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