firenze
skyline
facebook twitter youtube Feed RSS
X
  • Notice: Undefined variable: node in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
  • Notice: Trying to get property of non-object in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
Scandalo Ferrovie

Appalti truccati Trenitalia: tutti i dettagli delle indagini

I nomi degli arrestati, le intercettazioni telefoniche ed ambientali e i commenti di FS
  • Notice: Undefined variable: node in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
  • Notice: Trying to get property of non-object in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Sono 42 le persone finite sul registro delle persone indagate per appalti Trenitalia e Sepsa Spa truccati, a conclusione di una maxi operazione congiunta tra la Squadra Mobile e il Compartimento Polizia Ferroviaria per la Toscana coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze, diretta dal procuratore capo Quattrocchi.

Dalle prime ore dell'alba di ieri la polizia ha proceduto ad altrettante perquisizioni (56) e all'esecuzione di 26 misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Firenze Davide Monti (9 custodie cautelari in carcere, 7 arresti domiciliari e 9 misure interdittive di divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali). Le misure sono state eseguite in 19 città italiane tra cui Firenze, Napoli, Milano, Bari, Bologna, Perugia, Salerno, Genova, Caserta, Taranto, Ascoli Piceno, Roma, Verona, Pordenone, La Spezia, Caltanissetta (Gela), Vicenza, Torino, Perugia (Foligno). «Operazione Espresso», così è stata definita in gergo dagli inquirenti che hanno sviluppato per mesi una complessa attività investigativa che alla fine ha portato a chiudere il cerchio intorno a questo giro d'affari dai considerevoli utili economici. Un consistente gruppo di dipendenti di società a partecipazione pubblica, quali Trenitalia appunto o Sepsa Spa (Società per l'Esercizio di Pubblici Servizi Anonima che gestisce la Ferrovia Cumana e la Ferrovia Circumflegrea della provincia di Napoli), e imprenditori concorrenti, si erano associati tra loro formando una vera e propria organizzazione il cui scopo principale era quello di falsare il procedimento di aggiudicazione delle gare d'appalto.

L'inchiesta, coordinata dai pm Giuseppe Soresina e Giuseppe Bianco, ha fatto emergere che i dipendenti delle Aziende Pubbliche di Trasporto anticipavano informazioni riservate favorendo una cordata di imprenditori 'amici', i quali, a loro volta, al fine di aggiudicarsi l'appalto, formulavano offerte abilmente pilotate e concordate. In tale contesto, i funzionari di Trenitalia svolgevano un ruolo fondamentale all'interno dell'organizzazione, avvantaggiando in più modi le attività degli imprenditori al fine di ricavarne un proprio tornaconto in termini economici. La loro posizione all'interno dell'amministrazione di cui fanno parte e la loro esperienza nel settore, senza dubbio li metteva in condizione di falsare le gare d'appalto indette da Trenitalia, consentendo poi agli imprenditori di accordarsi tra di loro, abbattendo la concorrenza. Attraverso vari meccanismi che di volta in volta meglio si adattavano alle circostanze, l'imprenditore veniva messo in grado di aggiudicarsi la gara d'appalto secondo parametri e costi già concordati in precedenza. La concreta esistenza dell'associazione era confermata dalla solidità e dalla permanenza nel tempo del vincolo tra gli stessi imprenditori e dal sistema dei subappalti esaminati durante le indagini. In carcere sono finiti gli imprenditori Salvatore Avallone, Gennaro Caianiello, Stefano Acciaio e Gelsomina Pagano, oltre ai funzionari o dirigenti della Sepsa Spa Sergio Gallo, Sergio Henke, Luigi Rivieccio e Raffaele Majolo. Ai domiciliari sono finiti gli imprenditori Guglielmo e Antonio Del Vecchio e Riccardo Poggi, oltre ai funzionari di Trenitalia Tiberio Casali, Marco Mazzanti e Giovanni Mugnai.

Nel caso di gare d'appalto i vari imprenditori interessati alla gara, una volta acquisite dai pubblici dipendenti le informazioni necessarie all'aggiudicazione, si organizzavano in cartelli finalizzati alla spartizione dei lavori da effettuare. In queste circostanze la società appaltatrice procedeva ad un'aggiudicazione frutto di accordi tra imprese, che non operando in regime di concorrenza, adottavano un prezzo di aggiudicazione sconveniente per la Pubblica Amministrazione. Oltre all'associazione per delinquere, i capi d'accusa contestati agli indagati abbracciano una serie di reati che vanno dalla truffa, al peculato, alla turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, alla corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, alla rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, alla falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di pubblico servizio. «Il metodo Siino, dalla Sicilia era stato esteso all'Italia, con una rotazione programmata delle offerte», ha detto il pm di Firenze Giuseppe Bianco, illustrando i risultati dell'operazione. «Sono anche stati filmati momenti in cui il funzionario dava qualcosa, carte o documenti, riceveva qualcosa e se lo metteva in tasca», ha spiegato il procuratore aggiunto Giuseppe Soresina. Il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi ha evidenziato che si configurano «danni per la pubblica amministrazione, anche se al momento non quantificabili», e ha detto che «questo aggiustamento degli appalti ricorda un pò l'esperienza dei primi anni '90 ai tempi dei bandi-fotocopia. La gara d'appalto - ha sottolineato Quattrocchi - veniva fatta con bandi-fotocopia. Le aziende di trasporto fornivano informazioni giuste alle ditte e agli imprenditori per vincere le gare d'appalto».

 

Intercettazioni telefoniche e ambientali, e filmati. Così la squadra mobile di Firenze e la Polfer Toscana sono riusciti a incastrare le 42 persone indagate. L'inchiesta ha documentato numerosi incontri riservati fra funzionari della Direzione logistica industriale, della Direzione tecnica e della Direzione acquisti di Trenitalia con imprenditori che venivano informati delle gare ben prima che fossero pubblicati i bandi per le gare d'appalto. Tra i membri del sodalizio criminale esisteva un vero e proprio linguaggio in codice. La tangente era il 'biscotto', il profitto illecito il 'carusiello'.

 

«Siamo soddisfatti dell'intervento della magistratura perché noi siamo la vera parte lesa», ha commentato l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. «Già qualche anno fa - ha riferito Moretti - denunciammo questa cosa ma allora non fummo proprio capiti. Ricevemmo degli esposti da parte dei sindacati locali che si ritenevano fossero stati offesi i lavoratori. Dal 2007 siamo già intervenuti allontanando 39 dirigenti e 10 quadri». Le attività di trasparenza avviate hanno di fatto portato nel 2009 allo scioglimento dell'Ucrifer (Unione Costruttori e Riparatori Ferroviari), cioè l'associazione di rappresentanza dei fornitori del settore ferroviario. Nell'arco di questi anni, grazie a tale profonda verifica nel settore degli appalti e della manutenzione, sono stati allontanati ben 39 dirigenti e 10 quadri di Trenitalia. Inoltre, circa 100 ditte sono state cancellate dal sistema di qualificazione». Dunque, affermano ancora le Ferrovie, «il massimo impegno è stato dedicato per evitare le intermediazioni degli appalti. È stata limitata la partecipazione alle gare solo alle imprese direttamente produttrici di beni e servizi e dal 2009 è stato interdetto l'accesso a tutti gli intermediari. Oggi, grazie ai poteri di indagine e agli strumenti che la legge attribuisce all'autorità giudiziaria si può giungere a estirpare quel 'cancro' cui a suo tempo lo stesso amministratore delegato aveva già fatto riferimento».

 

 

 

 

fonte: adnkronos

Manda i tuoi comunicati stampa a: [email protected]