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Appuntamenti

A Le Murate il film 'supercult' Amici miei

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Per tutto settembre e oltre, presso il Caffè Letterario Le Murate (Piazza delle Murate 1, Firenze; ingresso libero) si potrà fruire, oltre del consueto servizio bar e ristorante, di una programmazione regolare di eventi tardo-pomeridiani e serali all’aperto: presentazioni di libri, concerti, spettacoli di danza.

 

Tutto a ingresso libero, nel rispetto della normativa anti-covid: raggiunta la capienza massima consentita, non si potrà entrare finché qualcuno non sarà definitivamente uscito (ingressi contingentati); per questo è consigliabile prenotare allo 055 234 6872.

 

Martedì 15 settembre ore 21.15 Film Supercult Amici miei.

 

Quello ora noto come Atto I di «Amici miei» (1975) era un progetto del grande regista Pietro Germi, che non ebbe modo di realizzarlo a causa del sopraggiungere della malattia che lo condusse alla morte. Il titolo, a detta di Gastone Moschin, deriva da una frase detta dallo stesso Germi: «amici miei, ci vedremo, io me ne vado». Ma c’era per fortuna un altro grandissimo del cinema a raccogliere l’eredità: così nei titoli di «Amici miei» si legge: «un film di Pietro Germi», seguito da «regia di Mario Monicelli».

 

Formidabile il gruppo di interpreti: Duilo del Prete (Necchi), Gastone Moschin (Melandri), Philippe Noiret (Perozzi), Adolfo Celi (Sassaroli), Ugo Tognazzi (Mascetti). La storia è nota (cinque inseparabili amici fiorentini sulla cinquantina che esorcizzano i loro disagi con fantasiosissimi e a volte feroci scherzi a danno di un discreto assortimento di malcapitati, anche sul letto di morte: il Perozzi, giornalista della Nazione, beffa il prete elaborando una “supercazzola” come confessione e un’altra beffa ai danni del pensionato Righi viene portata avanti, fra gli sghignazzi, anche dagli amici al funerale.

 

Il secondo Atto di «Amici miei» arrivò sette anni dopo, sempre con la regia di Monicelli. Del Prete fu sostituito da Renzo Montagnani e Perozzi ricompare in alcuni flashback

 

Mercoledì 16 settembre ore 18.30 Presentazione del numero in uscita di Limes, rivista italiana di geopolitica, a cura di Dario Fabbri.

 

Giovedì 17 settembre ore 18.30 Presentazione de L'occhio del diavolo di Franco Marucci

ore 21.30 concerto di Barrio Porteño. Gigi Cardigliano: voce e chitarra, Modestino Musico: fisarmonica, Gabriele Pozzolini: percussioni, Michele Staino: contrabbasso. La poesia di Violeta Parra e Atahualpa Yupanqui, il calore di Cumpay Segundo, l’energia di Juan Manuel Serrat e Carlos Càceres, in un vortice latinoamericano che passa dal candombe alla rumba, dal son alla milonga.

 

 

Venerdì 18 settembre Le danze di Gea. Gaia Scuderi: danza espressiva araba; Duccio Rangoni: tastiera. Uno spettacolo di danza e musica che nasce dall'idea dell'abbattimento dei confini in favore dell'unione delle arti e delle culture. La tecnica di danza denominata danza espressiva araba è un’unione fra più generi quali la danza araba, la danza contemporanea e il flamenco; la parte musicale, attraverso le note del pianoforte, si sposta da brani di autori spagnoli, cubani, arabi e inediti, il tutto in un fluire organico e di forte impatto emotivo. Lo spettacolo avrà la durata di circa 60 minuti. Ogni performance danzata avrà un cambio di costume.

 

 

Sabato 19 settembre ore 21.30 Hoodoo Farmers, trio musicale formato da William Cavalzani, Giacomo Ballerini ed Alessandro Gerini. Attivi da anni sulla scena live fiorentina, hanno deciso di rimescolare a 360° le loro attitudini musicali creando un progetto dalle influenze country blues intrecciando le loro 3 voci ed accompagnandosi con chitarre, cajon ed armonica. Il risultato è un mix di influenze roots caratterizzato fortemente dalle armonizzazioni vocali.

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