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Punti di vista

Stadio Fiorentina: Commisso valuta, ma la soluzione migliore è quella di Renzi

Il nuovo proprietario della Fiorentina deve decidere se ristrutturare il Franchi o costruire un nuovo impianto. Ieri incontro in Palazzo Vecchio col Sindaco Nardella
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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

“Un incontro molto utile e positivo, dove abbiamo visto tutte le varie opzioni: gli aspetti tecnici, la durata (i tempi, ndr), gli investimenti. Devo dire che abbiamo fatto dei buoni passi in avanti. In tempi brevi per lo stadio troveremo la soluzione migliore, anche perché lavoriamo molto insieme”.

Lo ha detto, ieri, il Sindaco di Firenze Dario Nardella a margine dell'incontro, in Palazzo Vecchio, col proprietario della Fiorentina Rocco Commisso, dove con i rispettivi tecnici hanno valutato le possibilità di ristrutturazione dell'attuale impianto o di costruzione di un nuovo stadio per la squadra viola.

 

“L'intenzione – ha detto Rocco Commisso (a prescindere dalla scelta definitiva, ndr) – è quella di lasciare una cosa bella a Firenze”, che poi ha voluto sottolineare che “il Sindaco con la sua amministrazione sono stati eccellenti ad aiutarci ad andare avanti con questo progetto dove 2-3 architetti stanno lavorando per fornirci le opzioni”.

 

“La cosa importante – ha aggiunto Nardella – è che lo stadio si fa, sia che si tratti di un impianto completamente nuovo, o di una ristrutturazione del Franchi”.

 

Rocco Commisso ha invitato i tifosi viola a supportarlo nell'iniziativa e annunciando che i progetti che sta valutando “sono bellissimi”.

 

Le opzioni, come detto, sono due: o un nuovo impianto o mettere le mani sul Franchi (inaugurato nel lontano 1931). Per noi de Il Sito di Firenze, come sosteniamo da tempo, l'opzione è solo una: costruire un nuovo stadio.

 

Un Franchi ristrutturato e magari pure coperto non consentirebbe dalle curve una migliore fruizione delle partite e se, superando il parere della Sovrintendenza, si avvicinasse le stesse al terreno di gioco, i costi lieviterebbero a tal punto da rendere assolutamente conveniente la costruzione ex novo. Inoltre ci sono i problemi di viabilità: forse si potrebbero risolvere quelli della sosta realizzando grandi parcheggi, ma l'afflusso e il deflusso del traffico privato, a meno di fare come nel 1924 per via dei Fori Imperiali a Roma, resterebbero.

 

Serve un nuovo impianto in una zona periferica e l'area Mercafir individuata da Matteo Renzi nel 2012 ha tutte le caratteristiche per edificare un'opera funzionale che quando ospita grandi manifestazioni non paralizzi interi quartieri. Oltretutto un nuovo stadio consentirebbe di poter costruire senza i limiti architettonici imposti da una vecchia e obsoleta struttura (seppur bellissima) come quella progettata da Nervi. Infine le edificazioni commerciali e ricettive previste in passato non non è detto che interessino alla nuova proprietà: in questo modo si andrebbe a ridisegnare una variante in diminutio superando alcune criticità della stessa.

 

Indubbiamente bisogna definire come e dove edificare i nuovi mercati generali, se riqualificarli a nord della stessa area Mercafir (come prevede la variante urbanistica annunciata da Renzi nel 2012 e poi approvata), oppure migrare in un'altra zona (negli anni scorsi l'Amministrazione dichiarò più volte che il centro alimentare polivalente sarebbe stato ricostruito in altra area a prescindere dalla questione stadio – e nei mesi scorsi è stata approvata una variante urbanistica che lo ricolloca a Castello).

 

 

Alcuni giorni fa è uscita la notizia di una terza via, la più grottesca: realizzare un nuovo impianto al Campo di Marte accanto al Franchi...

 

La scelta, come giustamente sostiene Rocco Commisso, sarà determinata da tempi, costi e vincoli della Sovrintendenza, ma un massiccio investimento per intervenire radicalmente sull'Artemio Franchi, ad oggi, appare inspiegabile.

 

Certo se si guarda alla crisi di Governo crollano tutte le nostre certezze. Per anni e fino a poche settimane fa PD e M5S trascorrevano le giornate ad insultarsi reciprocamente, mentre oggi vanno a braccetto... Le vie dell'urbanistica sono infinite.

 

 

Donato Mongatti

 

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