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Un banale intervento alla colecisti diventato un calvario

A giudizio due chirurghi di Careggi per omicidio colposo

Il PM aveva chiesto l'archiviazione, il GIP ordina l'imputazione coatta
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Era morto per un banale intervento alla colecisti. Il PM aveva chiesto l'archiviazione per i medici, ma il GIP ha ordinato l'imputazione coatta. Omicidio colposo, è il capo d'accusa per i due chirurghi dell'ospedale di Careggi che avevano in cura Carlo Diani, 73 anni, morto il 12 febbraio 2009 dopo che, sei giorni prima, si era sottoposto all'intervento. L'intervento fallitoa causa della lesione della principale via biliare, ma i medici non se ne erano minimamente accorti. Secondo il giudice Monti vi è un nesso tra gli errori dei chirurghi e la morte di Diani, e così ha accolto l'opposizione dei familiari alla richiesta di archiviazione fatta dal pm Vincenzo Ferrigno, che ora dovrà formulare coattivamente il capo'imputazione contro i due chirurghi. Archiviate, invece, le posizioni di altri tre indagati. Secondo quanto ricostruito dai figli di Carlo Diani, Antonella e Patrizio, nonostante i sintomi - dolori lancinanti, gonfiore dell'addome, febbre - accusati subito dopo l'operazione del 6 febbraio 2009, il padre fu curato con oppiacei e calmanti e non venne immediatamente sottoposto a esami. Solo due giorni dopo ebbe un'ecografia, che per i medici del reparto di chirurgia mostrava una situazione regolare; stesso esito, sempre secondo i medici, anche da una Tac fatta altri due giorni dopo. Soltanto la risonanza magnetica dell'11 febbraio 2009, a cui fu sottoposto anche per l'insistenza dei familiari, evidenziò la lesione ed un massiccio deposito di liquidi nell'addome che caò una peritonite fulminante. Ma anche dopo questo risultato, anzichè operarlo d'urgenza, i chirurghi decisero di programmare l'intervento il giorno dopo. Troppo tardi: nell'addome si erano depositati 1900 centilitri di liquidi, tali da causare uno choc settico che condusse il paziente alla morte.

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