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Lavoro

Comunale, 132 posti da tagliare

La sovrintendente Colomba presenta il piano contro il deficit
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Nuova pianta organica per il teatro del Maggio: da 496 lavoratori, tra fissi e precari, a 364, 132 in meno. L`hanno presentata ieri ai sindacati la sovrintendente Francesca Colombo e la direzione del teatro. Missione, salvare il teatro in panne, con i tagli dei finanziamenti da parte dello Stato, un buco nell`ultimo bilancio di 8 milionie addirittura 27 milioni di deficit patrimoniale. Una situazione di emergenza a cui la direzione risponde prevedendo per primacosa un taglio di quello che viene considerata una delle spese principali, il costo del lavoro. Punto di partenza il personale utilizzato complessivamente nel 2010, appunto 496 persone, di cui 390 stabili e 106 a termine. Bene, il nuovo teatro dovrà ridurle a 313 fisse e 51 precarie. L`annuncio preoccupa i sindacati. Mentre cresce la polemica sulle 37 maschere, di cui 34 donne, a cui non verrà rinnovato il contratto a settembre e sulle quali la Regione, come hanno annunciato gli assessori alla cultura e all`economia Cristina Scaletti e Gianfranco Simoncini, che ierihanno incontrato le maschere, chiederà un incontro a Colombo. Dopo la solidarietà già espressadalpresidenteRossiche ha incaricato Simoncini sia di verificare la situazione del teatro che, eventualmente, di trovare un sostegno per i lavoratori. Scaletti, che è anche membro del cda delMaggio, non usa mezzi termini: «La situazione del teatro è difficile e complicata. Ma con l`intervento sulle 37 maschere si è partiti coni il piede sbagliato. Senza un piano percepibile di rilancio che non può prescindere da sponsorizzazioni consistenti, conun provvedimento chehaun impatto umano profondo e un risparmio irrisorio e senza la condivisione: tanto più necessaria in un momento così delicato». Di ritirare i licenziamenti lo chiede anche la commissione lavoro della Provincia che a sua volta ha ieri incontrato le maschere. Quanto al nuovo organico, la direzione del Maggio tace, ma da quanto trapela dalle organizzazionisindacali.labottanonèpiccola. Le uniche strutture a non venire toccate sarebbero solo la direzione e i collaboratori artistici. Per il resto non si salva nessuno. Minori i tagli nell`orchestra e il coro che comunque perderebbero unadecina di componentia testa, maggiori tra impiegati tecnici e amministrativi da dimagrire di oltre 50 unità e tra gli operai (meno più di 40). Taglio netto al balletto: da 43 a 25 esclusivamente precari. Taglio al laboratorio di scenografia dove da 25 si passerebbe a 12, spedendo 6 degli esuberi in palcoscenico. Nessun licenziamento diretto, avrebbe detto la sovrintendente Colombo, solo prepensionamenti e non conferma di alcuni contratti a termine. Il 6 settembre, data del prossimo incontro direzione - sindacati, la sovrintendente illustrerà gli interventi economici e la revisio ne dell`accordo integrativo aziendale oltre alla riorganizzazione. I sindacati aspettano quelladataperleloroconclusioni. Ma qualcosa anticipano. Più netto, Paolo Aglietti della Cgil: «Così non si va lontano. Il piano è inaccettabileedifficiledadiscutere.Il taglio più consistente è ai settori tecnici, intomo al palcoscenico. Si rischia un teatro depauperato, svuotato di attività pregiate. Di fatto smantellato, certo non all`altezza deiruolo intemazionale edigrandequalitàchehasempre avuto». Lo allarma quello che chiama «il gioco delle tré carte». Spiega. «Ci avevano chiesto tré milioni di risparmio per non chiudere. Orasono già sette e aumenteranno con i tagli all`integrativo eia riorganizzazione. Co me si fa a discutere se ci cambiano sempre le carte in tavola?». Convinto della necessità dell`intervento ma non altrettanto del fatto che funzioni, Marco Salvatori, della Fiais: «Ben venga se è serio, si doveva fare anche prima. Ma ancora non capisco dove porterà e non vedo un progetto ultimo di rilancio del teatro. In ogni caso la politica ci dovrà aiutare perché rischiamo davvero il declassamento del teatro». In posizione di attesa Angelo Betti della Cisi: «Vedremo a settembre cosa vae cosa è inaccettabile. L`unico punto positivo mi sembra il fatto che ci sia ancora da discutere».

 

Fonte: Lisa Ciuti, Repubblica

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