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Come previsto dalla mozione finale dell’Assemblea Congressuale

Quote Rosa anche nelle cooperative

Anche se la normativa avvallata dal Parlamento coinvolge solo società quotate in borsa e imprese a partecipazione pubblica, il Presidente di AGCI Toscana, Alessandro Giaconi, proseguirà nella sua compagna di sollecitazione affinché vi sia maggiore spazio per le donne negli organi direzionali delle cooperative.
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Martedì scorso, 28 giugno, il Parlamento ha approvato in via definitiva la nuova normativa che introduce le quote rosa nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in Borsa e delle società a partecipazione pubblica. In base a questa legge i Cda dovranno essere composti da un quinto di donne a partire dal 2012 (20% nel primo mandato) e da un terzo dal 2015 (il 33,3% nel secondo mandato). Le nuove regole entreranno quindi a pieno regime nel triennio del mandato 2015-2018.

 

La normativa, pertanto, non interessa le società cooperative, ma considerando la svolta epocale che rappresenta A.G.C.I. Toscana ha voluto farla propria già in occasione della recente X Assemblea Congressuale. Nella mozione finale approvata all’unanimità dall’Assemblea si legge il proposito dell’associazione di sollecitare le cooperative “a implementare la presenza delle cosiddette quote di genere nel loro corpo dirigenziale, per tendere a formare consigli d’amministrazione composti per almeno il 30% da donne, così come suggerito da Ue e Italia, entro la fine del 2015”.

A.G.C.I. Toscana già da tempo auspica un maggior coinvolgimento delle cosiddetto gentil sesso all’interno dei processi decisionali delle imprese, ancor prima che la normativa fosse discussa in Parlamento.

“Pur non riguardando direttamente il movimento cooperativo – spiega Alessandro Giaconi, Presidente di A.G.C.I. Toscana – questa legge ci spinge a impegnarci con ancora maggior vigore nella nostra azione di sollecito, iniziata nel mio precedente mandato. Una decisione presa non tanto per uniformarci a una normativa che non ci ha preso in considerazione, quanto perché fermamente convinti nella parità dei sessi e nelle capacità direzionali delle donne. Il mondo cooperativo, inoltre, può essere considerato una specie di culla per l’imprenditoria rosa: è stato nel tessuto della cooperazione che le donne hanno mosso i primi passi nella formazione e nella gestione di un’impresa. Oggi, inoltre, un numero sensibile di nostre associate può annoverare, nel loro corpo sociale, non poche donne. Questi due elementi ci portano necessariamente a sollecitare energicamente le cooperative a seguire quantomeno i dettami della legge e, ove vi sia la presenza di donne con le opportune conoscenze e competenze, anche a presenze nei Cda anche maggiori al 30% indicato dalla norma”.

L’associazione guidata da Giaconi nel corso dei periodici incontri con le associate, spiegherà vantaggi e prospettiva di questa presa di posizione, iniziando contemporaneamente una campagna di sensibilizzazione sul tema.

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