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Nuove norme

Strutture sanitarie private e pubbliche, la Toscana alza gli standard per l'accreditamento

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Nuove norme e nuovi requisiti per ottenere l'accreditamento regionale da parte delle nuove strutture sanitarie private e pubbliche.

L'approvazione a maggioranza del Consiglio regionale toscano delle modifiche alla normativa regionale: "Quello di oggi (ieri, ndr) è un passo importante nel segno della qualità delle cure, dell'attenzione al paziente e ai bisogni dei territori" - commenta il presidente della commissione Sanità Stefano Scaramelli (Pd). "Con le nuove procedure e i nuovi requisiti autorizzativi per l'accreditamento regionale, infatti, si alzano di standard di qualità richiesti alle strutture che erogano servizi per conto del servizio sanitario regionale. Inoltre, si rafforza il ruolo della programmazione sulla base di linee guida regionali e si affida ai Comuni un ruolo centrale e di verifica".

 

"A seguito della riorganizzazione del servizio sanitario regionale e dei cambiamenti legislativi, era necessario disciplinare anche un nuovo sistema di accreditamento per le strutture, dinamico e rispondente all'evoluzione dei sistemi e dei bisogni sanitari, che allo stesso tempo introduce ulteriori requisiti, più attinenti ai processi aziendali e clinici e incentrati sull'attenzione al paziente e ai suoi bisogni assistenziali" - prosegue il consigliere regionale Pd - "Ai fini della valutazione, infatti, si alza l'asticella in termini di standard di qualità, indici costo-efficacia, rapidità dei tempi e la certezza delle risposte. Dovranno essere utilizzati strumenti appropriati di valutazione e tenuto in considerazione il coinvolgimento del paziente e dei familiari nel processo di cura".

 

Nel corso del dibattito in Aula è intervento il consigliere Pd Enrico Sostegni, membro della commissione Sanità, che ha sottolineato una delle novità introdotte dal testo: "Per la prima volta abbiamo introdotto nel sistema di accreditamento un elemento di welfare generativo, che si basa sul principio di considerare il welfare non come una spesa ma come un investimento, impiegando utilità e risorse che ne generano altre, sulla base del principio che ogni persona rappresenta un potenziale di risorse da sfruttare per la collettività.  Lo abbiamo fatto perché, a fronte dell'aumento delle persone sotto la soglia di povertà, in una situazione di contrazione della spesa pubblica, l'interrogativo da porsi è quello sulla sostenibilità del nostro sistema di welfare. Rispetto all'accreditamento delle strutture private questo si traduce nell'introduzione di elementi di premialità per quelle strutture che puntano su percorsi d'eccellenza, su una presa in carico completa e sul pieno coinvolgimento del paziente". - ha dichiarato Sostegni.   

 

"Secondo la nuova norma, che ci siamo presi l'impegno di rendere pienamente operativa entro settembre con la stesura del regolamento, i membri della commissione regionale unica di valutazione, che dovrà standardizzare le procedure e i criteri per rendere sempre più oggettiva la scelta dell’opportunità dell’attività sanitaria privata, nell'ottica di proseguire in una politica di riduzione della spesa senza incidere sui servizi e di valorizzare il grande patrimonio professionale della sanità toscana, saranno scelti tra i migliori dirigenti interni e non percepiranno più nessuna indennità o compenso". - conclude Stefano Scaramelli (Pd).

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