firenze
skyline
facebook twitter youtube Feed RSS
X
  • Notice: Undefined variable: node in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
  • Notice: Trying to get property of non-object in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
Ospedale

Cto, "16 ore al Pronto soccorso in attesa di un'ambulanza"

La denuncia di un'anziana signora. La replica: "Tempi di assistenza rispettati"
  • Notice: Undefined variable: node in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
  • Notice: Trying to get property of non-object in theme_fb_social_comments_block_comments_view() (line 116 of /var/www/pressflow/sites/all/modules/fb_social/modules/fb_social_comments/fb_social_comments.module).
Immagine articolo - Il sito d'Italia

16 ore di attesa, sedici lunghe ore su un letto di ospedale aspettando di poter tornare a casa. Ma per tutto questo tempo non c`era un`ambulanza disponibile a darle un `passaggio`. La signora Elena, 75 anni, è dovuta rimanere quasi una giornata intera al pronto soccorso del Cto. Era arrivata nel reparto di emergenza all`ora di cena di martedì, dopo una caduta accidentale in casa, con un bell`ematoma sul fianco e la paura di essersi rotta il femore. «Si è fatta male andando dal letto al telefono, è scivolata e ha battuto il fianco — racconta il marito, Lido Sassolini —. Abbiamo chiamato il 118 e i volontari della Misericordia di Calenzano l`hanno portata in ambulanza al Cto. Qui l`hanno rassicurata: non ha niente di rotto, ma ha preso una bella botta e per recuperare deve restare per due giorni ferma a letto». Alle 23 di martedì la signora Elena era pronta per tornare a casa. «Mio figlio la voleva andare a prendere con la sua auto, era già pronto — racconta ancora Lido —, ma i medici hanno detto di no: doveva tornare in ambulanza per restare distesa anche durante il tragitto». Ma il mezzo usato per il soccorso è arrivato solo nel primo pomeriggio del giorno dopo, dopo 16 ore di attesa. «Nel frattempo Elena è rimasta su un lettino all`interno del pronto soccorso — denuncia il marito —, aspettando ore e ore di poter rientrare a casa. Ad assisterla c`era nostra figlia. Ma nonostante la richiesta di accelerare i tempi del ritorno, le ambulanze non arrivavano. Solo nel primo pomeriggio la Misericordia di Calenzano è andata a prenderla e l`ha riportata. È arrivata poco prima delle 16, dopo quasi una giornata intera. Come mai così tanto tempo per un trasporto dall`ospedale a casa? Esculapio, la struttura che coordina i trasporti sociosanitari curati dalle associazioni di volontariato, ricostruisce quanto avvenuto. «Siamo stati contattati dal Cto poco prima dell`una di notte, ma fino all`una e mezzo non avevamo disponibilità di ambulanze — dice il presidente di Esculapio Damiano Carli — e dal pronto soccorso ci hanno detto che avrebbero trattenuto la signora. Siamo stati nuovamente chiamati alle 9,45 del mattino successivo e l`ambulanza della Misericordia di Calenzano è potuta andare a prendere la paziente dopo le 14. Abbiamo rispettato protocolli e tempi di assistenza». Tutto normale, dunque: Elena ha aspettato il tempo giusto. Forse non la pensano così lei e i suoi familiari. La questione ripropone anche il problema, ancor più acuito nel periodo estivo, della copertura dei servizi ordinari da parte dei volontari che sono sempre meno

 

Fonte: Manuela Plastina, La Nazione

Manda i tuoi comunicati stampa a: [email protected]