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Inchiesta Curtatone, l'avvocato che organizzava pestaggi e affari con i Sutera

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Tra le figure su cui poteva contare Renato Sutera, esponente di Cosa Nostra finito in carcere nell'inchiesta

Affari di Famiglia con l'accusa di essere il responsabile di un sodalizio criminale che agiva a Firenze, e aveva come base il Caffè Curtatone, c'era il suo “migliore amico”, l'avvocato Massimiliano Soldi di Montecatini. 

 

Pregiudicato per lesioni ed armi, e con precedenti di Polizia per estorsione, associazione per delinquere, truffa appropriazione indebita, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”, Soldi con Sutera ha condiviso il carcere ai tempi dell'inchiesta pistoiese Nodo scorsoio, su usura ed estorsioni, che lo ha visto poi assolto in primo grado insieme al palermitano. 

 

E' un amico fraterno del direttore del Caffè Curtatone, tanto che appena quest'ultimo esce dal carcere, nel 2009, l'avvocato presta al siciliano “circa 100 mila euro”. Soldi riveste un ruolo centrale nell'inchiesta e nella vita di Sutera. Insieme condividono molti affari, alcuni veramente molto particolari come potremo vedere leggendo l'articolo. 

 

Sua moglie, Olesya Gulyaeva, è intestaria delle quote di una delle società che secondo gli inquirenti veniva gestita in maniera occulta dai fratelli Sutera, e per questo motivo è indagata, insieme ad altre 13 persone, nell'inchiesta che ha riportato in carcere i due palermitani. 

 

I contatti tra l'avvocato Soldi e Renato Sutera sono frequenti ma non sono mai diretti, proprio per cercare di evitare controlli e intercettazioni, come testimoniano le indagini dei carabinieri. Infatti il legale di Montecatini è solito parlare con Sutera attraverso dei messaggi inviati alla figlia di Renato, Alessia, la quale, poi, li inoltra al padre.

 

FALSI INCIDENTI - Come abbiamo detto, Renato e l'avvocato Soldi hanno vari interessi insieme, e secondo quanto emerso dall'inchiesta Affari di Famiglia, “l’avvocato lamenta la propria precaria situazione economica e Renato propone di realizzare incidenti fasulli per recuperare facilmente e in modo celere denaro”. 

(…) Ore 19.05.40 Renato chiede perchè deve vendere tutto per fare cassa e Soldi fa capire che per rientrare di tutte le spese dovrà appunto vendere (..). A riguardo Sutera Renato alle ore 19.06.01 afferma ..."no facciamo due botte scusa... ma no che ti vendi... no faccio venire 4 persone facciamo due o tre botte e via dai"... 

 

[…]Ore 19.14.18 Soldi afferma che si occupa anche di molte pratiche inerenti i sinistri stradali.

Ore 19.14.45 a riguardo Sutera Renato gli consiglia

SUTERA R.:..."a meno che non fai in quel modo... i colpettini... facciamo ...(inc)... se ne può fare... e ne facciamo uno al mese... invece di fare... però li facciamo da... che ti resta 5.000... invece di farne 10/20 che ti resta 300/500... ne fai uno o due al mese che ti resta 5.000/10.000... o 7.000... capito come?

SOLDI:...ma di processi o di (inc)...

SUTERA R.:...nooo

SOLDI:...ah

SUTERA R.:...uno ...(inc)... gamba... uno alla settimana... capito?

SOLDI:...sì

SUTERA R.:...eh... allora metti meno energia che ti permette di fare una certa

SOLDI:...questo sì... questo sì

SUTERA R.:...sennò non ce la fai ...(omissis)...

SOLDI spiega che per adesso deve afre almeno 20 pratiche al mese”.

 

Una vera e propria “abitudine di Sutera di simulare incidenti stradali, truffando le compagnie assicurative e restituendo le autovetture, riparate, ad A.P.M.”, concessionario amico di Renato e suo complice con sede in Versilia.

SUTERA: "faccio il botto con due sopra... uno se o prende lui ed uno se lo prende quello che c'è sopra... e mi aggiusta tutta la macchina... che devo fare [ ...] e gliela dò riparata a P.M.”.

 

I PESTAGGI - Ma i rapporti tra Sutera e l'avvocato non si limitano a questo tipo di conversazioni. Infatti, come annotano gli investigatori, il palermitano ed il legale pistoiese agiscono quasi senza scrupoli. Come quando vengono intercettati mentre pianificano un pestaggio.

 

“Sutera e Soldi progettano la ripresa di attività illecite. Renato sprona infatti l’avvocato ad abbandonare le cautele e darsi da fare visto che ormai il processo è terminato. Per iniziare, vorrebbe intimidire dei soggetti che, come emergerà nel prosieguo della conversazione, alcune settimane prima hanno impunemente percosso Soldi Massimiliano.

SUTERA: ascolta... quando sì fa dì andare a vedere questi di là il locale?... voglio partire da loro io; 

SOLDI: ah... questo dimmelo te! ...quando torni subito!; 

SUTERA: no... no... ora... prima di par tire ! ...così io lascio tutto organizzato! ...no... voglio partire da lì Massimo... è finito il processo! ...bisogna che ci svegliamo! ...intanto a loro... intanto a loro... intanto incominciamo da loro.... 

 

Sutera ribadisce la sua ferma intenzione di ricominciare, dando una “lezione” agli autori dell’aggressione a Soldi. Si tratta di due fratelli dei quali uno di nome Michele.

SUTERA: capito! ...intanto incominciamo da loro... dai due fratelli

SOLDI: ne trovi uno solo a l locale dei fratelli... trovi Michele! [ ...] c'era... c'è Michele... è quello che mi tirò i tre cazzotti nel muso ed il calcio....

 

Come specificato da Soldi al termine della conversazione, i suoi aggressori sono i fratelli Michele e Aurelio Alfieri, (..) pregiudicati calabresi, gestori di locali notturni nella zona di Arezzo.

 

L’avvocato descrive poi l’episodio del pestaggio, raccontando che nel mese di luglio (non specifica l’anno) fu convocato da Michele Alfieri in un parcheggio, con un pretesto, e fu aggredito brutalmente. Il movente accennato da Soldi sembra connesso ad una trattativa tra gli Alfieri ed un soggetto che Sutera e Soldi indicano come “Michele nostro”, che avrebbe assistito anch’egli alle violenze.

SOLDI: sai che si fa questa trattativa con il Michele mio [...] 

SUTERA: Michele dov’era?... Michele?; 

SOLDI ....Michele nostro?...; SUTERA: si!. 

 

La presenza sul posto di “Michele nostro” spinge Sutera a sospettare che quest’ultimo abbia avuto un ruolo nell’organizzazione dell’aggressione [SUTERA: lui non c'entra nulla dici?] e, quindi, dovrà assistere alla vendetta di Renato

SUTERA: eh! e ti ha visto prenderle... no?... adesso lui deve vedere come noi gliele diamo noi!!

SOLDI: lui li vide si i cazzotti nel muso! ...lì vide in diretta!.

 

Concludendo, Renato Sutera esprime in modo del tutto eloquente i propri violenti propositi

SUTERA: gli spacchiamo pure le gambe! ...gliele devo spaccare proprio! ...crede perchè è passato tutto questo tempo [...]...lo massacro! ..li massacreremo.” (…) “a me non me ne frega nulla! ci vado con...passamontagna...senza passamontagna glielo dico eh [...] io non dimentico... se ti ho detto... “lasciali correre, appena ci liberiamo”...ora mi sono liberato.

SOLDI lo incita: “li devi mandare al pronto soccorso questi qui!”.

 

BOSS e CRIMINALI – L'inchiesta Affari di Famiglia della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Firenze “ha messo in luce una significativa rete di rapporti dei fratelli Sutera con pregiudicati di spessore, intranei o contigui alla criminalità organizzata”. 

 

Tra questi, oltre a Michele Micalizzi, il boss dei “perdenti”, di cui abbiamo diffusamente parlato, compare il nome di Domenico Lentini, originario di Oppido Mamertina (RC) e residente a San Marcello Pistoiese (PT), con precedenti penali per reati in materia di armi e stupefacenti, già indagato in concorso con i due per i reati di usura ed estorsione nell’ambito della già citata inchiesta Nodo Scorsoio.

 

Lentini entra nell'inchiesta Affari di Famiglia proprio per i rapporti con Renato Sutera e l'avvocato Massimiliano Soldi. I tre si frequentano e fanno affari insieme. 

 

Ad oggi Lentini è stato sottoposto a fermo d’indiziato di delitto, in ottemperanza a decreto emesso dalla DDA di Catanzaro nell’ambito dell’operazione Stammer che ha anche portato al sequestro di un carico di cocaina di 8.000 kg provenienti dalla Colombia. Su di lui gravano altri tre arresti per altrettante operazioni antidroga.

 

E’ stata documentata la piena operatività di Lentini in territorio toscano ove, sfruttando la collaborazione di un gruppo criminale locale con entrature presso il Porto di Livorno, ha organizzato importazioni di cocaina destinata principalmente ad un’organizzazione collegata alla cosca di ‘ndrangheta “Pesce-Bellocco” di Rosamo (RC). In particolare, le intercettazioni hanno rivelato la ripresa di un non meglio individuato disegno criminoso, sollecitato da Renato all’avvocato Soldi Massimiliano”.

 

Sui rapporti e gli affari intercorsi tra Renato Sutera, Domenico Lentini e l'avvocato Massimiliano Soldi parleremo in un ulteriore capitolo della nostra inchiesta giornalistica. 

 

La centralità di Massimiliano Soldi nella vita di Renato Sutera, e in questa inchiesta, è data anche dal coinvolgimento dell'avvocato di Montecatini in altre due importanti fasi che vedono protagonista il direttore del Caffè Curtatone: la vendita del bar all'uomo dei servizi segreti e l'affare con un noto panificio di Prato. 

 

LA TRATTATIVA PER LA VENDITA DEL BAR - Infatti, Soldi compare nella trattativa di vendita del bar (che non è andata a buon fine) quando il Caffè Curtatone sta per essere venduto, tramite Luigi Morelli (indagato nell'inchiesta, ndr), ad un uomo dei servizi segreti. 

 

Come abbiamo già scritto su queste pagine, nelle trattative per la vendita del bar c'è quella con un ex agente dei servizi segreti, M.S., ex funzionario di polizia, con un lungo trascorso in città, poi rimosso dal suo incarico dopo la pubblicazione di alcuni articoli. 

 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la trattativa della vendita del bar prevedeva che l'uomo dei servizi segreti avrebbe comprato il Caffè Curtatone con un suo socio, per poi lasciarlo gestire a Morelli. 

 

Le cifre per l'acquisto del bar sarebbero emerse nel corso di un'intercettazione ambientale tra l'ergastolano Giovanni Sutera e Luigi Morelli. Idue, scrivono gli inquirenti, parlano proprio “di una somma di denaro e di un appartamento, con i quali potrebbero 'liquidare' la posizione di Sutera Renato per complessivi (sembra comprendersi) 150.000 euro”.

SUTERA G - “ne hai parlato con M.? (l'uomo dei servizi segreti, ndr)

MORELLI - “si si” “150 l'appartamento e contanti..50 contanti 100 l'appartamento”.

 

Quell'appartamento, secondo gli inquirenti, dovrebbe essere proprio intestato a Olesya Gulyaeva,la moglie dell'avvocato Soldi. Ma Renato Sutera, dopo aver visto la casa, non è sembrato soddisfatto del valore attribuito all'immobile e la trattativa è finita con un nulla di fatto.

 

IL NUOVO AFFARE DI SUTERA: IL PANE - Fino a poche settimane prima dell'arresto, come vi abbiamo raccontato, Renato Sutera si muoveva tra Prato ed Empoli lavorando con consulenze aziendali commercialisti

 

L'avvocato Soldi sarà al fianco del suo amico direttore del Caffè Curtatone, anche in quello che, a tutti gli effetti, sembra essere il nuovo business a cui ambiva Renato Sutera prima di finire in carcere. Ovvero, la scalata di un panificio in gravi difficoltà economiche, di cui vi parleremo in un capitolo a parte di questa inchiesta giornalistica, del quale Renato Sutera parla mentre è intercettato al telefono con Luigi Morelli.

 

SUTERA R.:...nooolL. c'è ...(inc)... Luigil... c'ho un lavoro per le mani... io sto andando per ...(inc.)...

MORELLI L.:...ohhhh

SUTERA R.:...ascolta se tu vedi il lavoro che sto porta... 90% lo... io lo dico prima

MORELLI L.:...certo!...

SUTERA R.:.. 90% lo pe... cioè non è... non è fattibile... 90% non è fattibile... però Luigi... è la sistemazione della vita

MORELLI L.:,..allora fidiamoci...

SUTERA R.:...il Curtatone diventa così!...

MORELLI L.:...fidiamoci che se ci rimane 100.000 euro a sistemare

SUTERA R.:...posso?... il Curtatone incassa un milione l'anno?... questo ne incassa 7 l'anno!... quant'è... è sette volte più grande?

MORELLI L.:...si

SUTERA R.:...50 dipendenti... fabbriche... sequestri

MORELLI L..:...però fidiamoci di noi!...

SUTERA R.::...cioè 11 diventi... lì... lì... lì... fai il salto!... ora... ora io ho fatto... diversi noi?... ho fatto... l'ultimo che ho fatto è l'imprenditore... lì fai il salto... vai nei... perché lì diventi un industriale

MORELLI M..:...manager!

SUTERA R.:...no! diventi... lì passi in industria... che non è più azienda!

MORELLI L.:...eh!

SUTERA R.:...già passi all'industria

MORELLI L.:...certo!

SUTERA R.:...perché quella è un'industria che serve mezza Italia... sai per fare 7 milioni di euro di fatturato... quanto pane deve fare... quanto... cioè!... con i silos lo fanno il pane i dolci... se tu vai alla coop... ci trovi il pane suo... il panaccio. Lo conosci il panaccio fiorentino?.. panaccio

MORELLI L.:...non c'è l'ho...

SUTERA R.:...è famosissimo... io non lo sapevo... a casa mia lo usavo... ma è suo!

 

 

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