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Ponte Vecchio "Arlecchino"

Le vetrine trasformate in acquari dove “nuotano” anelli e colliers

I disagi dei commercianti dopo il recente restauro del Corridoio Vasariano costato 200.000 €
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Lo scorso 29 ottobre, a seguito della denuncia tramite email al Corriere Fiorentino da parte della Signora Laura Piccini, Presidente dell'Associazione Ponte Vecchio e titolare dell'omonima gioielleria, uscì la notizia che il restauro della facciata esterna del Corridoio Vasariano era stato realizzato tutt'altro che a regola d'arte: la tinteggiatura non risultava uniforme (tanto che la stessa definì il Ponte Vecchio “Arlecchino”), alcune travi erano state verniciate con la tempera (anziché lasciare il legno a vista) e che dopo i lavori, durante le precipitazioni a carattere temporalesco, si sono verificate ripetute infiltrazioni di acqua all'interno degli esercizi di molti gioiellieri.
L'architetto della Soprintenzenza Mauro Linari che ha seguito il restauro, interrogato dai cronisti del Corriere, commentò così le lamentele sollevate dagli esercenti: “Ai commercianti dico che se sono più bravi di noi lo rifacciano loro”.
Ieri, durante un sopralluogo, non è stato possibile raccogliere la testimonianza della Signora Piccini, ma i titolari degli esercizi limitrofi, i Signori Callai e Tozzi, hanno confermato quanto denunciato nella lettera dello scorso ottobre: “Prima dei lavori non si erano mai verificate infiltrazioni di pioggia durante i temporali – dichiara Callai – mentre adesso l'acqua piovana finisce direttamente nelle bacheche dove sono esposti i gioielli”. Entrambi mostrano l'assenza, in numerosi punti, delle tegole che dovrebbero far defluire la pioggia sulla tettoia sottostante per poi incanalarla nelle grondaie. “Così l'acqua scorre lungo la facciata, filtra attraverso il margine tra la tettoia inferiore ed il muro e finisce fin dentro le vetrine dei negozi. Ad oggi - prosegue Tozzi - da quando è stato denunciato questo disagio, non abbiamo ricevuto alcuna visita per verificare il problema: né dal Comune, né dalla Soprintendenza”.

(Nella foto, indicate dalle frecce rosse, alcune delle tegole che sono state rotte durante i lavori di restauro delle facciate del Corridoio Vasariano)

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