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affitti

Immobili a Firenze, due pesi due misure?

L'assessore alla casa Fantoni " "La presunta 'affittopoli'? Un falso"
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

E se dall'ultima ricerca condotta da Immobiliare.it è emerso che il costo medio al metro quadro per una casa in città è di 4.200 euro, cifra che sale a circa 7.000 euro se l'appartamento in questione si trova in centro e che, spostandoci sul fronte affitti, per un bilocale si arriva a pagare 890 euro al mese o 940 euro nel centro cittadino; la musica cambia e parecchio quando ci spostiamo sul fronte immobili di proprietà del comune in affitto a privati o ad associazioni. E' vero che in questo caso si parla di una differente tipologia di immobili, vale a dire non a scopo abitativo, come ad esempio i fondi commerciali, e che pertanto i criteri utilizzati sono diversi e differenziati, ma la disparità di prezzo al metro quadro rispetto al valore sul mercato è così vistosa che è impossibile non restare quantomeno perplessi. A denunciare tale presunta 'anomalia' è stata un'inchiesta della Nazione, che l'opposizione di centrodestra in Palazzo Vecchio, dal Pdl a Fli ha fatto propria: i consiglieri Marco Stella e Stefano Alessandri (Pdl) hanno da qualche settimana chiesto una commissione d'inchiesta per fare chiarezza sui criteri di locazione. Oggi dopo l'audizione dell'assessore alla casa Fantoni Stella e Alessandri si dicono intenzionati a richiedere "ulteriori approfondimenti". Quindi "Cominceremo chiedendo le stime di valutazione che hanno portato alla determinazione del canone di affitto; vogliamo capire quali sono stati i criteri e i parametri di riferimento che sono stati applicati per determinare il canone. Risulta fondamentale capire come e perché vi sono dei canoni che potrebbero essere ben al di sotto di quelli di mercato; soltanto analizzando le stime saremo in grado di capire cosa ha portato a decidere il canone". Stando all'analisi e ai calcoli riportati in una nota dai consiglieri si scopre "il Comune incassa soltanto 203 euro annui a metro quadro, e se dividiamo il dato per 12 mesi otteniamo 16,96 euro", vale a dire il canone d'affitto medio mensile al metro quadro applicato dal Comune di Firenze, e confrontando tale dato con i canoni applicati dai valori di mercato, "crediamo - proseguono Stella e Alessandri - di poter dire facilmente che il Comune di Firenze potrebbe incassare almeno il doppio dagli affitti, e alcuni sono casi veramente eclatanti.
Conseguentemente chiederemo di lavorare sul regolamento inserendo alla data di scadenza del contratto d’affitto il bando di gara obbligatorio, con diritto di prelazione per gli attuali locatari".
Ma per essere più concreti bisogna tornare a dare un'occhiata ai numeri: sono 425 in totale gli immobili ad uso non abitativo che il Comune dà in locazione a vario titolo, di questi  41 hanno il contratto d’affitto scaduto e 125 hanno il contratto che scade entro il 2011 "questa può essere l’occasione per rimettere mano a tutti i contratti e ripartire da zero applicando con il regolamento nuove modalità di assegnazione".

Pertanto la conclusione a cui giungono Stella e Alessandri è la seguente:" Il Comune di Firenze  non ha un regolamento per l’assegnazione e la gestione degli immobili ad uso non abitativo, chiediamo che venga fatto al più presto e che gli immobili con contratti scaduti o in scadenza non vengano rinnovati se non dopo il nuovo regolamento".

Ma l'assessore alla casa Claudio Fantoni dopo aver passato in rassegna gli immobili citati in questi giorni, nell'audizione di stamani in commissione controllo si dice sicuro di poter affermare  "che l’opposizione ha montato un caso senza il minimo approfondimento. La presunta ‘affittopoli’ sulla questione dei canoni del patrimonio non abitativo del Comune è un falso”.
“Sono emersi - sottolinea l’assessore - casi francamente clamorosi, ma per la loro inesattezza. Qualche esempio: il gabinetto Vieusseux non paga nulla? Lo prevede una disposizione del Ministero dei Beni culturali. L’associazione Elsa Morante in via Giampaolo Orsini idem? E’ una ‘associazione delle varie associazioni’ che sono lì rappresentate e che pagano regolarmente un canone. Altro esempio: l’associazione Scienza e tecnica non paga la sede perché il Comune è socio fondatore; l’università a San Salvi? Che non paghi lo prevede un decreto ministeriale. Il magazzino nella Galleria della Stazione paga troppo poco? Il suo canone non è paragonabile a quello di un negozio perché si tratta di un magazzino, tra l’altro di uno spazio comune ai diversi locatari. Il caso del bar in piazza San Firenze che paga troppo poco? Si è omesso di precisare che non è un bar esterno, ma è quello interno al tribunale, quindi con evidente diverso valore commerciale. Altro caso, un bar sul piazzale Michelangelo che paga troppo poco? E’ un locale seminterrato di 22 metri quadrati e magazzino, che per ulteriori spazi esterni paga la Cosap. Molte associazioni senza fini di lucro che invece sembrano pagare troppo hanno poi abbattimenti e rimborsi, così come previsto da norme votate dal consiglio comunale”.
“Per ogni immobile - spiega Fantoni - il Comune, oltre alle disposizioni di legge vigenti, si attiene a precisi regolamenti comunali che, prevedono, tra l’altro, l’obbligo della gara pubblica per ogni immobile libero, altrimenti viene applicato il diritto di prelazione; la negoziazione diretta per ogni canone sotto i 3500 euro; la proroga per i contratti in scadenza con la rivalutazione del canone. Canoni che vengono stabiliti da una commissione di valutazione tecnica che tiene conto dell’Osservatorio dell’agenzia del territorio e di altri soggetti specialistici”. “Per i casi di morosità - aggiunge - si mettono in pratica le procedure previste dalla legge. Lo scorso anno ci sono state 57 ingiunzioni di pagamento, cui in alcuni casi sono seguiti sfratti; quest’anno siamo a 47. Il controllo sui pagamenti è dunque un’attività ordinaria del Comune e non straordinaria”.

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