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Le reazioni della politica

Forteto: c'è il decreto di estinzione della fondazione

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

"Forteto: arriva il decreto regionale che fa scendere il sipario sulla Fondazione. Il parere con cui la Conferenza dei Servizi aveva espresso, esattamente due mesi fa, il suo assenso all'avvio della procedura di estinzione d'ufficio si è tradotto nel decreto dirigenziale della Regione Toscana numero 7904 adottato il 21 maggio scorso".

Ne danno notizia l'onorevole Stefano Mugnai, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera nonché coordinatore regionale di Forza Italia in Toscana, oltre che Presidente della prima Commissione regionale d'inchiesta all'epoca del suo mandato nell'Assemblea legislativa toscana, e il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti. "In questo modo - proseguono Mugnai e Marchetti - e mentre si attende l'insediamento della Commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta, va avanti lo smantellamento di quel castello di orrori che è stato per decenni Il Forteto, con la chiusura di una delle sue tre teste: quella della Fondazione attraverso cui si veicolavano i precetti della comunità-setta. Il commissario governativo della società agricola Il Forteto Jacopo Marzetti dimostra di operare con efficacia, già che sua era l'istanza di scioglimento della Fondazione che adesso è definitivamente estinta". Il via libera all'operazione era giunto nel corso della seduta del 12 marzo scorso della Conferenza dei servizi, di cui al regolamento regionale in materia di persone giuridiche private n. 31/R del 24 aprile 2001. In quella sede l'organismo si era espresso ''con parere positivo all'avvio della procedura di estinzione d'ufficio della Fondazione Il Forteto, ai sensi dell'articolo 27 del codice civile per impossibilità sopravvenuta di conseguire lo scopo, alla luce delle risultanze processuali e delle sentenze emesse nei confronti di fondatori e amministratori della Fondazione'', si leggeva nella comunicazione indirizzata nella circostanza dal governatore Enrico Rossi proprio al commissario Marzetti.

 

"Onore al merito del governo che lo ha fatto: finalmente il Forteto è tolto dalle mani dei fedelissimi di Fiesoli. Il commissariamento è un atto dovuto che che sarebbe dovuto arrivare molti anni fa e che Fratelli d'Italia invoca come soluzione dal gennaio 2013". Lo afferma il deputato di Fratelli d'Italia e Vicepresidente della seconda commissione d'inchiesta del Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli.

 

"Nel 2013, nello stesso giorno in cui in Consiglio regionale si discuteva della relazione della Prima Commissione regionale d'inchiesta - racconta Donzelli in una ricostruzione sul suo blog - per la prima volta Fratelli d'Italia presentava una mozione per chiedere, per l'appunto, il commissariamento del Forteto. Fu una vicenda molto concitata nella quale il Partito democratico rinviò l'atto in commissione dove fece le barricate. Una riunione, quella della commissione, che culminò addirittura in una specie di crisi isterica e di lacrime che colpì l'allora presidente e attuale senatrice Pd Caterina Bini".

"Appena tre mesi dopo, per la richiesta pervenuta al Mise dal Consiglio Regionale, gli ispettori ministeriali fecero visita al Forteto e già nell'agosto 2013 chiesero il commissariamento della struttura. Eppure quel commissariamento venne bloccato: a inizio marzo 2014 gli ispettori tornano al Ministero una settimana dopo l’insediamento di Renzi a Palazzo Chigi e fecero cadere la richiesta di commissariamento", aggiunge Donzelli. 

"Nei mesi successivi il Partito democratico si oppose ancora alle nostre richieste sul commissariamento, sia in Consiglio regionale che in Parlamento, dove addirittura il governo intervenne in Aula dando parere contrario. Il Ministero, insomma, conosceva da molti anni la vicenda: più volte rappresentanti dei soci dissidenti, così come la commissione regionale d'inchiesta ed esponenti politici hanno sollecitato ai vari ministri la necessità di questa discontinuità. Ci auguriamo adesso che il nuovo commissario garantisca l’indipendenza e abbia la forza necessaria per rompere in maniera drastica e senza esitazioni con il passato", conclude Donzelli.

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