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sgombero rom

Quaracchi: Tanti soldi per nulla?

La Regione stanzia 400mila euro, il Comune decide per il rimpatrio
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Si torna a parlare dello sgombero di Quaracchi avvenuto il 16 giugno scorso. Stavolta ad alzare la voce è il Pdl che contesta l'uso del contributo regionale in favore dei Rom da tempo stanziati nel campo di Sesto Fiorentino. In particolare a far infuriare il consigliere Jacopo Cellai sono le dichiarazioni di Martini, direttore della Caritas, riportate da un quotidiano locale "Tutti i 121 Rom hanno firmato per tornare in patria e una cinquantina sono già partiti. Non sappiamo se tutti partiranno davvero o qualcuno approfitterà del contributo o resterà qua ma ci è sembrata la soluzione migliore". "Mi auguro vivamente che arriverà una smentita" dice Cellai.
Ma facciamo un passo indietro: è da anni che nel territorio a confine tra il comune di Firenze e il Comune di Sesto Fiorentino, zona San Piero in Quaracchi, sono accampate abusivamente da famiglie di origine Rumena, con bambini a carico e in condizioni igienico-sanitarie al limite del tollerabile. Il sindaco di Sesto Gianassi ha più volte ordinato lo sgombero al soggetto proprietario del campo, con il risultato che le famiglie rom sono sempre rimaste lì. Questa la situazione almeno fino a una decina di giorni fa, quando il campo è stato raso al suolo. L'operazione è stata portata a termine dalle due amministrazioni comunali insieme alle forze dell'ordine e alle polizie municipali grazie ai fondi regionali. La Regione toscana con una delibera del 26 maggio 2011 ha stanziato in favore delle famiglie rom 400 mila euro. Nello specifico 200 mila euro sarebbero state girate alla Società della Salute Zona Fiorentina Nord Ovest "per lo sviluppo di interventi in favore dei nuclei familiari che si trovano in condizioni di gravissima marginalità e con particolare riferimento ai soggetti occupanti l'area sita in località San Piero a Quaracchi", i restanti 200 mila euro invece li avrebbe dirottati al Comune di Firenze "per analoghi interventi" si legge nell'atto. Tra il Comune e la Società sopra citata esiste una convenzione e l'intervento stabilito insieme alla Associazione di Volontariato Caritas -Onlus di Firenze è stato quello di un 'rientro assistito'. "Il progetto prevede la messa in sicurezza dell'area San Piero a Quaracchi, già oggetto di ordinanza di sgombero, tramite un sostegno economico alle famiglie che decidono di rientrare in Romania". Un progetto- si legge ancora nella determina- è suddiviso in due fasi: la prima di un periodo stimato di circa 6 settimane svolte interamente in Italia con l'organizzazione degli eventuali accompagnamenti in patria nella settimana compresa tra il 13 e il 20 giugno; la seconda caratterizzata da due o più viaggi in Romani entro 6 mesi dalla prima partenza per la consegna del sostegno economico residuo e per la verifica del percorso". Un rientro assistito dunque. Ma"Perchè 6 settimane? A che servono? E cosa significa la dicitura 'eventuali accompagnamenti' " chiede l'opposizione. 
Sempre nell'ipotesi del progetto per ciascun componente familiare è previsto un contributo economico che "di massima non potrà essere superiore ad € 1.500,00". 700 euro alla partenza, 400 dopo 30 giorni e 400 dopo 60 giorni.  Ma perchè tutto questo sia reso possibile si vede necessaria la presenza di un gruppo di lavoro composto da mediatori ed educatori che chiaramente accompagneranno nei vari (2 o anche più) viaggi in  Romania. E chiaramente  tale personale ha un costo e su questo in particolare si concentrano le obiezioni del consigliere Cellai, Nascosti,   Benedetti e Mugnai "si spendono 15.036 euro per ‘costi personale sportello’, sportello per fare cosa? E ancora: perché vanno in 2 per il secondo viaggio quando devono consegnare i restanti soldi? Perché consegnarli brevi manu invece di trasferirli? 600 euro per ‘telefono mobile e altre utenze’ agli operatori non sono un po’ troppi? E che dire dei 3000 euro come rimborso per il centro ascolto? Che cosa dovevano ascoltare dai rom gli operatori?”. "I consiglieri regionali Nascosti, Benedetti e Mugnai faranno chiarezza in consiglio regionale sulle scelte scellerate fatte dal centrosinistra in questa vicenda – ha concluso Cellai –. Da parte nostra, in Palazzo Vecchio produrremo un’interrogazione per capire come il Comune ha speso o intende spendere i 200mila euro della sua quota parte. Sarebbe davvero paradossale se soldi pubblici stanziati per far rimpatriare delle persone servissero poi invece per fare restare le stesse persone qui. Dove stanno infatti, e a spese di chi, i rom che hanno scelto di non rientrare in patria?".
Ma stamattina proprio davanti alla sede della Caritas di via Pucci si è svolta una manifestazione di protesta proprio ad opera dell'Opera Nomadi Toscana "fermiamo il pogrom anti rom affermiamo l'essenza umana". L'interrogativo posto dai manifestanti alla Caritas paradossalmente è "dove sono finiti i 400.000 euro stanziati dalla Regione Toscana per l'inclusione Sociale dei Rom in grave stato di marginalità". Il Presidente dell'Opera Nomadi Marcello Zuinisi sostiene "
I Comuni di Firenze e Sesto utilizzano impropiamente i fondi destinati ai processi di integrazione per cacciare i Rom, espellerli, espatriarli, minacciarli, sottoporli ad un vero e proprio pogrom in concerto con la Questura di Firenze, con il Capo di Gabinetto della Prefettura dott. Massidda, con la Digos e con la Polizia Municipale di Firenze e Sesto. Nel comunicato diffuso dallo stesso Zuinisi si legge "Le famiglie vengono minacciate da personale della Caritas: "accettate il rimpatrio tanto le baracche verranno abbattute lo stesso". Alcune famiglie firmano per il rimpatrio. Altre si oppongono. Rivendicano il proprio diritto di Cittadini Europei a voler restare in Italia. Gli viene detto di accettare i soldi lo stesso. La Caritas vuole far figurare  che tutti firmano per andarsene. Altre famiglie vengono respinte e non censite".
Infine "Le famiglie tornate in Romania non hanno trovato nessun progetto di accolglienza. L'unico operatore della Caritas partito con l'unico pulman da Quaracchi con le famiglie Rom è rientrato dalla Romania il giorno successivo. Le famiglie lamentano un grave stato di marginalità e sono pronte a tornare in Italia". 

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