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Amministrative

Elezioni a Firenze, l'attesa è finita. Ubaldo Bocci sarà il candidato sindaco del centrodestra

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

di Christian Campigli - “It's the final countdown” cantava nel lontano 1986 Joey Tempest, carismatico frontman degli Europe. Un riff che decretò il successo planetario del gruppo svedese, fece innamorare tutte le ragazzine dell'epoca e può essere usato, ancora oggi, per raccontare l'atto finale di una cavalcata iniziata più di sei mesi fa.

 

Quando il nostro sito, nello scetticismo generale della stampa locale, annunciava un primo avvicinamento, consolidatosi nel tempo e diventato “la scelta giusta, quella vincente” (come lo ha definito sabato pomeriggio Susanna Ceccardi). Stiamo parlando della liason tra la Lega e Ubaldo Bocci, che domani verrà annunciato come il candidato unitario del centro destra per contendere a Dario Nardella lo scranno più alto della città. Quello di sindaco di Firenze.

 

Una candidatura difficile, che è passata attraverso la sfiducia della parte più oltranzista del movimento guidato da Matteo Salvini prima e da logiche di coalizione e delicati equilibri tra i tre partiti conservatori successivamente. Ormai ci siamo, mister Azimut mercoledì sera verrà annunciato alla città. Il giorno successivo inizierà una campagna elettorale difficile e aspra. Che vede ancora oggi, Dario Nardella partire come logico favorito.
 

Chi pensa alla nostra città come una Lodi qualsiasi (con tutto il rispetto per il bel comune lombardo) poco o nulla ha capito di Firenze. I motivi sono numerosi, politici, culturali, storici e soprattutto economici. Esistono infatti ancora una serie di legami, indiscutibili, tra potere e affari (leciti, si intende), che potrebbe spingere la parte produttiva del territorio gigliato ad una scelta conservativa. Basti pensare alle numerose aziende partecipate, agli uffici stampa pubblici e alle loro comode poltrone, assegnate nel 99% dei casi per motivi politici.

 

Dalla sua Bocci ha con sé tutto il traino dell'insoddisfazione delle periferie, zone da decenni abbandonate al proprio destino dal Partito Democratico. Diventato, non da oggi, la parte politica che rappresenta i ricchi, chi vive a Pian dei Giullari o a Settignano. Un gruppo di amministratori che ascolta con aria di distacco le difficoltà dei residenti delle case popolari dell'Isolotto o dei quartieri multietnici posti tra Brozzi e Peretola.

 

Su questo tema, sulla mobilità e sulla sicurezza (nel centro storico e nel parco delle Cascine) si deciderà il futuro fiorentino. Perché se è vero che il ballottaggio viene considerato scontato da tutti, è altrettanto ovvio che diventeranno decisivi i voti dei grillini (solitamente schierati contro i Dem) e della sinistra radicale.

 

Il conto alla rovescia è partito, ci aspettano due mesi densi di promesse roboanti, di annunci che mai verranno rispettati e di accuse al cianuro. Ma si, è la politica bellezza. E noi saremo qui a raccontarvela. Stay tuned.

 

Christian Campigli

 

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