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cosa è successo quella notte?

Magherini, mistero al Caffè Curtatone. Una pianta rubata e una testimone fidanzata con un carabiniere (1)

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

INCHIESTA ESCLUSIVA ILSITODIFIRENZE.IT - Riccardo Magherini la sera del 2 marzo scorso, dopo aver cenato al ristorante Neromo, trascorrerà due ore al bar dell'hotel St. Regis in piazza Ognissanti insieme ad alcuni amici arabi che alloggiavano lì e con lui erano andati a cena. Berrà “tre cognac” “chiesti per il mal di gola”, per un totale di “dodici centilitri” specificherà il barman nel suo racconto. Uscirà dall'albergo intorno alle 00.20. Lo dichiarerà agli inquirenti il portiere di notte dell'hotel. 

 

Riccardo Magherini aveva con sè una borsa a tracolla per il computer portatile. La lascerà nella sua macchina parcheggiata al secondo posto libero sul lato sinistro in via Montebello. Accanto al St. Regis. A dieci passi dal portone principale, sotto due telecamere di sicurezza della struttura. Non lo riprenderanno perchè al lussuoso hotel di piazza Ognissanti cancelleranno le immagini poche ore dopo.

Da questo momento, nella ricostruzione della Procura di Firenze, Riccardo Magherini ricomparirà alle 00.45 con una chiamata per un taxi.

 

Per cui ci sono venticinque minuti di 'buco' in quel che accade al 40enne fiorentino un'ora prima di morire. E quando gli inquirenti lo 'ritrovano' Riccardo Magherini è già impaurito. Molto impaurito. Con tutta probabilità è successo qualcosa che lo ha fatto impaurire. 

 

Cosa? Magherini urlava disperato che qualcuno voleva sparargli e che qualcuno lo stava inseguendo.

 

Chi? Quest'uomo d'altronde morirà circa un'ora dopo.

 

Eppure nel fascicolo in mano al pubblico ministero Luigi Bocciolini ci sono alcune situazioni che si collocherebbero all'interno di questo 'buco' orario e che invece per la Procura non sono utili alle indagini. Sono da ricollocarsi proprio in quell'arco orario descritto. E non in altre situazioni o contesti nella notte trascorsa da Riccardo Magherini.

 

C'è una testimonianza che non riferisce orari utili in quel contesto. E' molto vaga. Ma racconta un particolare. A mettere a verbale queste informazioni è la direttrice del Caffè Curtatone. 

 

Verso le ore 06.00 del 3 marzo 2014 – si legge - nell'aprire il Bar Curtatone del quale sono direttrice mi accorgevo che dalla fiorera esterna del locale, lato destro, mancava un bosso, cioè un alberino tondo. Preciso che non è la prima volta che ignoti asportano piante dalla pedana esterna del locale”. “Qualcuno degli avventori – continua il verbale - quella mattina, non ricordo chi, adombrò il sospetto che era verosimile che la pianta fosse stata asportata da un individuo che durante la trascorsa notte ha creato un po' di confusione nel quartiere e che poi, successivamente dalla stampa, ho saputo chiamarsi Magherini e che fosse deceduto per arresto cardiaco nella zona di San Frediano”.

 

Nel verbale si legge ancora che i familiari di Riccardo Magherini si sono recati nei giorni successivi alla morte per avere qualche informazione utile a ricostruire le ore di vita dell'uomo. In quella circostanza, spiega la direttrice del Bar Curtatone,riferivo loro che effettivamente la pianta era stata rubata, che nessuno era presente, che il locale a quell'ora era chiuso e che non siamo in possesso di telecamere che potessero aver ripreso l'autore del furto”.

 

Leggendo meglio queste righe si capisce che qualcuno la mattina del 3 marzo ha detto alla direttrice del bar Curtatone che la stessa persona morta in San Frediano dopo aver creato un po' di confusione era verosimilmente quella che aveva rubato, quando il locale era chiuso, la pianta dall'esterno del locale. Cioè Riccardo Magherini.

 

Da una breve lettura non torna almeno una cosa.

 

Quella mattina a Firenze non era ancora circolata la notizia della morte di un uomo. L'agenzia Ansa ha battuto il dispaccio della morte di 40enne dopo le 13 senza specificare il nome di Riccardo Magherini che verrà reso noto soltanto nel pomeriggio.

E allora la direttrice del Bar Curtatone come ha fatto a sapere già quella mattina quelle notizie? Chi le ha dato queste informazioni? Quella mattina le sapevano soltanto i carabinieri intervenuti, i volontari del 118 e oltretutto in quelle ore proseguivano le attività d'indagine, frenetiche, sulla morte di Magherini.

 

Sui giornali la mattina del 3 marzo non c'era traccia della notizia. Anche i testimoni oculari dei fatti di San Frediano riferiranno di sapere della morte dell'uomo il pomeriggio del 3 leggendo alcuni quotidiani online. Insomma quella mattina non si conoscevano la cause del decesso avvenuto ufficialmente in ospedale.

 

Oltretutto il caffè Curtatone chiude alle 1 della notte (vedi sito internet), prolungando l'apertura anche fino alle 1.30.

 

Quindi era aperto nei minuti di 'buco' in cui comunque Riccardo Magherini si muove per alcune vie della zona di piazza Ognissanti e Lungarno Vespucci. 

 

Vediamoci meglio, allora. E per avere qualche informazione immediata, cerco su Facebook se è possibile individuare la persona che ha reso questa testimonianza. Sì, è fattibile e non è un'operazione troppo complicata. Scorrendo il profilo (aperto, ndr) della persona è stato semplice ricondurla al Caffè Curtatone. Molte foto, tag, flyer promozionali, vetrine di torte. Senza dubbio è lei. Non un omonima.

 

Noto anche la presenza, del tutto lecita, in molti tag (etichetta, marcatore, identificatore utilizzato su Facebook per includere una persone nei contenuti o foto che vengono pubblicate ), di un nome che mi è parso di rileggere nel fascicolo per la morte di Riccardo Magherini. Sempre dalla pagina Facebook si capisce che hanno fatto sicuramente recenti vacanze insieme oltre ad una continua interazione personale che lascia intendere che tra i due vi sia un rapporto costante e quotidiano. Probabilmente una relazione. La foto con l'albero di Natale, poi, e i riferimenti alla famiglia con i loro unici nomi evidenziati, lasciano poco spazio all'immaginazione.

 

Oltretutto, la testimone tra le informazioni sul suo profilo riporta la dicitura “fidanzata ufficialmente” almeno dall'estate del 2013. Eppure quel nome che compare nei tag è anche nel fascicolo per la morte di Riccardo Magherini.

 

La memoria non tradisce ed è proprio così. Nelle prime pagine dell'inchiesta compare proprio quel nome. E' quello di un maresciallo dei carabinieri in servizio alla sezione scientifica.

 

Sarà la prima persona ad intervenire alle 3.30 della notte in Borgo San Frediano per effettuare i rilievi tecnico fotografici nei luoghi in cui è passato Magherini quella notte. Agli atti infatti ci sono le immagini delle vetrine danneggiate, di un Iphone con il vetro rotto, del cofano e della fiancata di un fiat Doblò bianco con delle ammaccature (impercettibili nelle foto in bianco e nero, ndr). Manca soltanto la foto del luogo in cui muore Riccardo Magherini. Non è stato fotografato.

 

Ma non c'è niente di male ad essere fidanzati con un carabiniere, ci mancherebbe altro. Però la direttrice del Bar Curtatone nel suo verbale a domanda risponde: “conosco diversi appartenenti alle Forze dell'Ordine ed in particolare Carabinieri in quanto i Borgognissanti c'è una caserma e alcuni sono clienti del mio bar. Non ho parenti e non ho legami particolari con appartenenti alle Forze dell'Ordine”.

 

Bugia, visto che è fidanzata con un maresciallo dell'Arma. Ma perchè mentire? Perchè non parlare della propria relazione con quel militare? Sarà solo un caso?  

LEGGI LA SECONDA PARTE

 

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LEGGI IL VERBALE DELLA DIRETTRICE DEL CAFFE' CURTATONE

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