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sviluppi

Coppia uccisa e fatta a pezzi, donna arrestata non risponde a pm. Legale: "E' sconvolta per arresto"

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Nell'ambito dell'indagine per gli omicidi di Shpetim Pasho e della moglie Teuta, i cui corpi fatti a pezzi e occultati in quattro valige sono stati ritrovati nei giorni scorsi in un campo tra il carcere fiorentino di Sollicciano e la superstrada Firenze-Pisa-Livorno, il provvedimento di fermo per Elona Kalesha (nella foto), 36 anni, ex compagna di Taulant Pasho, figlio delle due vittime, è stato emesso dalla pm Ornella Galeotti "per pericolo di fuga". La 36enne è accusata di omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere.

 

Il fermo è stato eseguito all'alba di oggi dai carabinieri del comando provinciale di Firenze nell'appartamento di via Felice Fontana, nel quartiere fiorentino di Novoli, dove la donna attualmente vive. L'arrestata era da sola in casa al momento dell'esecuzione del provvedimento. L'appartamento è stato sottoposto a sequestro. Stesso provvedimento per il garage dell'abitazione in via del Pantano, nei pressi del carcere di Sollicciano, dove l'indagata ha convissuto con Taulant Pasho, attualmente in carcere in Svizzera.

 

"La mia assistita ha manifestato la sua disponibilità a farsi sentire dagli inquirenti per dare un contributo" alle indagini sulla morte dei coniugi Pasho, "però non è mai stata convocata", mentre "durante le indagini a suo tempo fatte sulla scomparsa dei due coniugi" nel 2015 "mi risulta che sia stata sentita come persona informata sui fatti, per questo il fermo desta sorpresa e anche la mia assistita è rimasta sconvolta". Lo ha detto l'avvocato Federico Febbo, difensore di Elona Kalesha, la donna di 36 anni, sottoposta a un fermo del pm come indiziata del duplice omicidio e dell'occultamento e vilipendio dei cadaveri dei coniugi Shpetim e Teuta Pasho, genitori del suo ex compagno Taulant, scomparsi nel 2015 a Firenze e i cui resti sono stati ritrovati, fatti a pezzi, in quattro valigie, nei giorni scorsi, in un terreno tra il carcere fiorentino di Sollicciano e la superstrada Firenze-Pisa-Livorno.

 

"Su mia indicazione, come è prassi in questi momenti, la signora Elona Kalesha non ha ritenuto di fare dichiarazioni al magistrato nella caserma dei carabinieri dove è stata portata dopo il fermo, perché riteniamo opportuno che sia più corretto leggere prima il decreto che dispone la misura", ha spiegato l'avvocato Febbo.

 

"Per il momento si attribuisce il fatto alla signora, ma immagino che l'ipotesi sia di concorso con altri soggetti". Kalesha tuttavia davanti al pm e ai carabinieri si è avvalsa della facoltà di non rispondere. "La mia cliente non ha reso ancora alcun interrogatorio, quindi non ci sono nè conferme, nè smentite", ha affermato il legale.

 

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