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Franchi tiratori

Casaggì celebra i Franchi Tiratori - La DIGOS identifica due anarchici

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

A Trespiano per ricordare, proprio nell'anniversario della Liberazione di Firenze, «una pagina importante della storia d'Italia e di Firenze, rivendicando il diritto di portare un fiore sulla tomba di chi ha contribuito a scriverla». Lo dicono i giovani di Casaggì che stamani, come annunciato tra le polemiche nei giorni scorsi, sono andati e rendere omaggio al sacrario dei caduti della Repubblica sociale. Assicurano di non essere andati al cimitero per

arringare qualcuno o per «incitare all'odio», ma piuttosto «per rendere omaggio a chi ha combattuto una guerra durissima tenendo alta la bandiera italiana». In una lunga nota spiegano, tra l'altro, che «in un paese civile il Popolo dovrebbe essere invitato a ricordare tutti i suoi caduti, in nome di una pacificazione nazionale che in Italia non si è mai voluta costruire». Dopo aver ricordato i tanti morti «innocenti», «fieri di essere davanti a quel plotone», processati da «giudici del popolo autoproclamatisi tali», Casaggì sottolinea come non è mai emersa «una verità storica». Verità necessaria, aggiunge la nota, come dimostrato dai cattolici e dai comunisti che hanno composto la resistenza fiorentina e che in questi giorni «si sono pubblicamente scherniti a vicenda nel goffo tentativo di stabilire chi avesse fatto di più». A Trespiano «nessun gonfalone è mai stato portato. Nessuna istituzione si è mai degnata di considerare degli esseri umani o dei soldati i ragazzi che sono lì sepolti». «Noi abbiamo rivendicato il diritto di essere qui, da uomini liberi - conclude la nota - per ricordare chi scelse di dare la vita in nome di un'Idea». E in polemica anche con Casaggì, «espressione ed emanazione del Pdl», Nuova Destra sociale ha ricordato i caduti della Rsi deponendo una corona sul sagrato della Basilica di Santa Maria Novella «dove decine di giovani difensori della città dall'invasione anglo-americana vennero barbaramente fucilati per mano dei partigiani».

fonte: ANSA

 

Ieri, presso il cimitero di Trespiano, erano presenti anche gli agenti della DIGOS che hanno sorpreso due anarchici, un uomo ed una donna già noti alle forze dell'ordine, intenti ad imbrattare le mura del cimitero con la scritta "Morte al fascio".

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