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Salone dei Cinquecento: La pancia degli italiani

Intervista live di Renzi a Severgnini, tema: Berlusconi

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"La somiglianza tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi? La capacità comunicativa!" così risponde Beppe Sevegnini alla domanda da noi posta prima della presentazione del suo libro nel Salone dei Cinquecento (dopo un rapido e improvviso cambio di sala per la troppa affluenza). "Presentare un libro su Berlusconi qui in Palazzo Vecchio e in questo Salone è una cosa difficilissima, ma credo che bisogna farlo serenamente a maggior ragione in questi giorni". Inizia così l'appassionata intervista all'autore, stavolta nei panni del giornalista, il Sindaco Matteo Renzi. La prima domanda: "Perchè un libro su Berlusconi proprio adesso?". S:Mi sono interrogato molto prima, di solito i libri su Berlusconi non vanno molto bene ma è necessario interrogarsi su Berlusconi, non capire Berlusconi significa non capire la politica oggi. R:Dedichi il libro al detrattore e al lettore di Berlusconi, perchè? S:Questo libro non è piaciuto alla Sinistra che vuole solo condannarlo, a Destra solo celebrarlo. Non esiste un italiano che non ha un Berlusconi in sè. Così Gaber:"Non ho paura di Berlusconi in sè ma di Berlusconi in me". R:Indro Montanelli, il tuo maestro che tu stesso citi, come ha potuto convivere con Berlusconi per un lungo tratto di strada? S:Berlusconi ha adorato per lungo tempo Montanelli, era l'essenza di ciò che lui  pensava dovesse essere un giornalista. E d'altra parte quando Berlusconi ha avuto bisogno di sponde politiche il Giornale di Montanelii non attaccò i socialisti.Il direttore era un uomo di mondo, sapeva come andavano certe cose: minime concessioni ad un editore si potevano fare. Le cose sono cambiate quando Berlusconi ha deciso di scendere in politica chiedendogli di smettere di usare il fioretto e usare la sciabola. Ma quello non è più il mestiere di noi giornalisti. Ciò che disse fu 'Se fondi un partito il Giornale diventa un giornale di partito'. Lì Montanelli non poteva seguirlo e se ne andò da buon giornalista. Una domanda arriva dal pubblico, a leggerla ancora Renzi: Lei ritiene che l'Italia sia un Paese antropologicamente di destra? S:L'Italia è un Paese che finge di essere rivoluzionario ma è tendenzialmente conservatore, esattamente l'inverso dell'Inghilterra. R:Se tu fossi invitato da Santoro ci andresti? S:Non sono mai stato invitato, ma non credo di essere adatto a questo tipo di talk show. Non sarei particolarmete utile. Va a finire che tu fai una domanda e l'altro ti risponde 'la questione è un'altra!' e così non ti risponde. E poi avrei il problema di dove sedermi. Riprende Renzi R:Ci sarebbe andato lei ad Arcore per parlare della sua città? S:Io dico che un Sindaco debba parlare con il Presidente del Consiglio, ma se il Sindaco fossi stato io avrei detto 'Le spiace se andiamo a Palazzo Chigi, perchè in quella residenza lì succedono delle robe.... L'ultima battuta non poteva non toccare il conflitto di interessi: S:E' una questione che la sinistra non ha risolto, possiamo parlare del fattore Truman cioè il potere non è quello che dici ma le notizie che non dai, un vero e proprio veleno per la società civile. Conclude Severgnini:"In una democrazia in salute l'abuso di potere indigna. In una democrazia imperfetta scatta una certa complicità, compiacenza da parte del popolo.

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