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cibo e salute

Disturbi alimentari? Ecco i 5 consigli da seguire

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

I disturbi alimentari riguardano milioni di persone in Italia e si stima che il 95,9% di esse siano donne. Molti italiani affermano di non conoscere i rischi dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Spesso non si sa come affrontare la malattia. Il fenomeno sta aumentando anche presso i più giovani e si sono registrati casi di anoressia in soggetti di appena 10-11 anni. È necessario anche distinguere il problema nutrizionale da quello psicologico e non sempre riusciamo a farlo.  I DCA sono il risultato di una serie di fattori interni ed esterni di tipo biologico, culturale, relazionale e di personalità, e il ruolo della famiglia e dei genitori nei casi che riguardano i più giovani, per esempio, è fondamentale.

 

Che sono i DCA?

Secondo il sito di approfondimento Curarsibene, i disturbi del comportamento alimentare, ovvero i disturbi dell’alimentazione, sono patologie nelle quali si verifica un’alterazione delle abitudini alimentari. Il soggetto attribuisce un’importanza eccessiva al peso e all’aspetto del proprio corpo. Caratterizzano soprattutto l’adolescenza e colpiscono le donne in particolar modo. I comportamenti tipici del soggetto interessato sono la diminuzione dell’assunzione di cibo, il digiuno, le crisi bulimiche (esse consistono nel mangiare molto in un breve lasso di tempo), il vomitol’uso di anoressizzanti, lassativi o diuretici, attività fisica intensa. Se in una persona si riscontrano uno o più di tali comportamenti, non necessariamente essa soffre di un disturbo dell’alimentazione. I criteri diagnostici per individuare la patologia sono precisi e affidarsi a un professionista è fondamentale. Ecco 5 consigli utili per affrontare il problema con i nostri cari.

 

Essere di esempio

Chiunque di noi si rifà a esempi e modelli e questo, forse, è particolarmente valido per i ragazzi. La famiglia, i genitori in particolare sono la prima fonte di ispirazione per i più giovani, quella con cui vengono prima a contatto. I genitori sono gli adulti di cui si fidano di più. Anche l’alimentazione e lo stile di vita non sono esenti da questo discorso: bisogna dar loro prova di quanto giovi un’alimentazione sana, un’attività fisica corretta e un corretto stile di vita. Dimostriamo loro che accettare noi stessi è un passo importante per l’equilibrio di ognuno.

 

Comunicare in famiglia

Le mura domestiche sono il luogo in cui ci sentiamo, o dovremmo sentirci, più al sicuro. La comunicazione è importante, raccontare di noi ai membri della famiglia e far sapere loro come stiamo è fondamentale. Non si tratta di diventare gli amici del cuore dei nostri figli ma di aprirci all’ascolto, di creare un clima di accoglienza e comprensione nel quale l’espressione del proprio disagio e il cammino di autoaccettazione vengano favoriti.   

 

Accorgersi dei campanelli d’allarme

Siamo sempre vigili e osserviamo i nostri figli. Non sottovalutiamo i cambiamenti che potrebbero essere significativi. Essi potrebbero derivare dal fatto di avere problemi coi propri amici o dagli stadi dell’adolescenza, certo, ma se i mutamenti riguardano l’alimentazione o lo stile di vita, se nostro figlio dimostra chiusura, prendiamo in considerazione la possibilità di contattare degli esperti.

 

Non parlare troppo o prestare troppa attenzione all’aspetto fisico

Cerchiamo di non dare al corpo e all’aspetto fisico troppa importanza, evitiamo i commenti sprezzanti o negativi sul proprio aspetto o su quello altrui, evitiamo di dedicarci in modo esagerato alla nostra contemplazione nello specchio o all’atto di pesarsi, non indugiamo a commentare negativamente il cibo. 

 

Non aver paura di chiedere aiuto

I disturbi del comportamento alimentare devono essere trattati da specialisti. Non dobbiamo avere timore o vergogna nel rivolgerci ai professionisti. Può essere difficile farlo perché il proprio figlio o la propria figlia potrebbero rifiutarsi ma ne va della loro salute e occorre trovare il modo. Più la malattia diventa grave e più affrontarla può diventare difficile.

 

Manda i tuoi comunicati stampa a: [email protected]