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procura di firenze

"Frequenti i mafiosi dei Sutera", spedisce oltre cinquanta lettere anonime. Imprenditore indagato per stalking

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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

Una vera e propria persecuzione messa in atto per mesi, che oggi ha portato il gip di Firenze Sara Farini ad emettere un ordine cautelare di divieto di avvicinamento per Giancarlo Del Negro, imprenditore fiorentino di 74 anni, già noto alle cronache per varie inchieste (leggi Repubblica del 2004 - Corriere fiorentino 2012), e ora indagato dalla Procura del capoluogo toscano per atti persecutori.

 

L'uomo non potrà avvicinarsi, nè tantomeno comunicare, ad un noto professionista fiorentino, difeso dall'avvocato Francesco Stefani, che l'imprenditore ha stalkerizzato per mesi, come dimostrato nell'inchiesta condotta dai carabinieri e coordinata dai pm Ester Nocera e Benedetta Foti che per Del Negro avevano chiesto gli arresti domiciliari.

 

La vicenda ha inizio nel 2018 quando Del Negro, difesso dall'avvocato Daniele Pucci di Prato, a seguito di un mancato accordo professionale inizia a 'postare' alcuni stati di WhatsApp con offese e allusioni gravissime, con tanto di nome e cognome nei confronti di alcune persone, compreso il professionista, per "gettare discredito", scrive il gip, anche sulla famiglia dell'uomo. 

 

Una persecuzione a "cadenza giornaliera", in cui Del Negro augurava alla vittima di trascorrere il Natale nel carcere di Sollicciano, con continue offese alla moglie e ai figli pubblicate anche sui social network. A quel punto, dopo la pubblicazione di innumerevoli messaggi, dopo una denuncia presentata dal professionista, i carabinieri hanno perquisito casa dell'imprenditore 74enne sequestrandogli tablet e cellulari. 

 

Ma lo stalking nei confronti dell'uomo non si è più fermato, anzi è esponenzialmente aumentato con l'invio di oltre 50 lettere anonime allo studio del professionista. All'interno delle buste, sempre spedite da Firenze, c'erano fogli bianchi scritti a computer, contenenti messaggi con accuse gravissime per aver commesso reati di ogni genere, la vicinanza e l'appartenenza ad una famiglia mafiosa e le continue offese ai familiari. 

 

Inoltre, l'imprenditore ultrasettantenne indirizzava tutte le lettere spedite al professionista anche ad un magistrato della Procura di Firenze, che sulla base di delle missive di Del Negro ha perfino indagato l'uomo prima di indagare sullo stalker.

 

A quel punto, logorato da una situazione insostenibile, il professionista ha ingaggiato un investigatore privato per cercare di cogliere sul fatto lo stalker. Ed è stato proprio durante l'invio di alcune di queste lettere anonime, che Del Negro è stato fotografato ad imbucare le missive nella cassetta postale di via Pellicceria a Firenze. Dal successivo controllo, condotto dai carabinieri, sono poi state trovate proprio tre lettere indirizzate al professionista. 

 

"Missive" prosegue il giudice nell'ordinanza cautelare, "contenenti frasi pesantemente offensive (..) nelle quali lo accusava ingiustamente di aver commesso una serie di reati", tra cui lesioni volontarie e alcune truffe, e di "essere vicino alla famiglia malavitosa dei Sutera". 

 

Secondo il gip di Firenze, "la quantità di affermazioni denigratorie, offensive e minacciose pubblicate dal Del Negro è davvero rilevante", inoltre l'imprenditore ha "dimostrato di non sapersi sottrarre agli impulsi criminosi" e di voler continuare "ad ogni costo nel suo proposito persecutorio".

 

Inoltre Del Negro, scrive il gip, ha causato al professionista "un perdurante e grave stato di ansia e di paura" oltre ad "un fondato timore per la incolumità propria e dei suoi prossimi congiunti" che lo ha costretto "a modificare le proprie abitudini di vita". 

 

Per quanto riguarda la pubblicazione dei post su WhatsApp, Del Negro è indagato anche per diffamazione aggravata nei confronti del professionista, di un altro imprenditore e del figlio, anche lui diffamato dal padre. 

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