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La Grande Fuga: teatro e carcere in Toscana al Museo del Tessuto di Prato

Via alla mostra fotografica che racconta il grande impegno di operatori e detenuti nell'attività teatrale
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Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it

 

Sin dalla fine degli anni Ottanta, l'incontro fra le compagnie e gli operatori teatrali con i detenuti ha consentito la realizzazione in Toscana di numerosi percorsi laboratoriali che hanno condotto ad eventi produttivi, caratterizzati da una forte rilevanza artistica e, insieme, sociale. Su queste premesse è nato il progetto regionale "Teatro in carcere", promosso dall' Assessorato alla cultura della Regione, che ha costituito uno dei primi tentativi in Italia di mettere in rete il lavoro delle realtà associative sul territorio regionale. La mostra ‘La grande fuga. Teatro e carcere in Toscana’ vuole aprire una finestra sull’importante impegno delle associazioni che operano nelle carceri.

 

Al centro di questa esposizione l’appassionato ma troppo spesso invisibile lavoro che le compagnie e gli operatori svolgono negli istituti di pena.
Si parla di evasione non fisica e non per forza solo spirituale. È importante sottolineare la valenza del teatro e della musica in carcere, usarle come “arma” per fuggire da ciò che sono le conseguenze più gravi della detenzione.

Il teatro, nello specifico, dimostra di essere fondamentale, con il quale si può fuggire da alcuni temi terribili come l’isolamento dagli altri e da se stesso. L’alienazione, i farmaci e la solitudine. Il teatro unisce, anima e corpo.

 

L'esposizione è organizzata da Teatro Metropopolare, il collettivo di artisti fondato e guidato dalla regista siciliana Livia Gionfrida che lavora dal 2008 all’interno della Casa Circondariale La Dogaia di Prato, dove ha creato un laboratorio permanente di ricerca e produzione teatrale in cui lavorano attori detenuti o in semilibertà. La compagnia pratese dopo anni di tenace attività, grazie al sostegno della Regione Toscana e del Comune di Prato e alla collaborazione della Direzione, dell’area Educativa e degli agenti della C.C. La Dogaia, è riuscita a sviluppare sempre più l’idea di un carcere aperto ad eventi esterni non occasionali.

 

Il progetto "Teatro in carcere" include attualmente diverse realtà operative nelle carceri toscane: Arci Solidarietà Livorno (Casa Circondariale di Livorno), Associazione ANSPI (Istituto Penale Minorile di Pontremoli), Associazione Dialogo (Casa di Reclusione Porto Azzurro), Teatro Metropopolare (Casa Circondariale La Dogaia di Prato), Associazione Sobborghi (Casa Circondariale di Siena e Casa Circondariale di Massa Marittima), Centro di Teatro Internazionale (Casa Circondariale Mario Gozzini di Firenze), Cooperativa C.A.T. (Casa Circondariale Sollicciano di Firenze, Casa Circondariale Mario Gozzini di Firenze), Empatheatre (Casa Circondariale San Giorgio di Lucca e Casa di Reclusione di San Gimignano), Giallo Mare Minimal Teatro (Casa Circondariale Femminile di Empoli), Krill Teatro (Casa Circondariale Sollicciano di Firenze), Tempo Reale / Massimo Altomare (Casa Circondariale Sollicciano di Firenze), Sacchi di Sabbia (Casa Circondariale Don Bosco di Pisa).

LA GRANDE FUGA
Teatro e carcere in Toscana
Complesso Campolmi, Prato
Orario di apertura: 15 – 20
Ingresso libero fino al 12 novembre 

Manda i tuoi comunicati stampa a: [email protected]