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Comunicato Ansa e poi Mencucci

Prandelli getta acqua sul fuoco, ma la ACF riaccende le fiamme

Il fallimento della "politica" - "Quelli che vogliamo lasciare fuori dallo stadio vengono ricevuti a Coverciano"
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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Ieri alle 13:30, il tecnico della Nazionale Cesare Prandelli aveva gettato acqua sul fuoco divampato a seguito dell'incontro che aveva tenuto domenica sera con alcuni rappresentanti del Viola Club Settebello (storico gruppo presente in Curva Fiesole dal lontano 1965). L'Acf Fiorentina, di contro, anziché cogliere la palla al balzo per stemperare gli animi, prima con un comunicato e poi in tarda serata con alcune dichiarazioni dell'AD Sandro Mencucci, ha ridato vita alle fiamme.

Pochi minuti prima delle 20, l'Ansa riporta il seguente comunicato: "La Fiorentina aspetta spiegazioni dalla Federcalcio dopo l'episodio, considerato «di una tale gravità da non credere ancora possibile che sia realmente accaduto», che ha visto protagonisti ieri sera il ct azzurro Cesare Prandelli e un gruppetto di tifosi viola che hanno chiesto e ottenuto di consegnargli una specie di trofeo, un Tapiro ha spiegato oggi lo stesso ct, raffigurante un giocatore da golf in maglia viola. Tutto questo dopo una gara persa sul green contro Giancarlo Antognoni. L'episodio ha mandato su tutte le furie il club viola già alle prese con un clima di protesta di parte della sua tifoseria. Di qui il comunicato in cui la Fiorentina spera «di avere presto risposte convincenti da tutte le parti interessate». Nella giornata odierna, fanno sapere ancora dalla società viola, l'ad Sandro Mencucci ha provato «più volte e inutilmente» a mettersi in contatto con il direttore generale della Federcalcio Valentini per avere una spiegazione «chiara e convincente» di quanto effettivamente successo. Secondo quanto fa sapere la Fiorentina c'è stato anche un contatto telefonico fra il presidente esecutivo del club Mario Cognigni e Giancarlo Abete nel corso del quale tuttavia «il presidente federale si è limitato a confermare la versione già fornita in mattinata da Prandelli al presidente della Fiorentina e poi ripetuta in conferenza stampa a Coverciano». La Fiorentina ritiene «inconcepibile che i cancelli della casa della Nazionale siano aperti a iniziative chiaramente provocatorie di gruppetti ben conosciuti che in questi giorni stanno avvelenando il clima a Firenze. Se si fosse trattato - continua la nota - della consegna di un normale riconoscimento riferito al periodo in cui il ct era allenatore della Fiorentina, quei 'tifosi' avrebbero potuto portarglielo a casa sua visto che Prandelli vive a Firenze, e non, strumentalmente, nel centro di Coverciano che è appunto la casa della Nazionale, la casa di tutti»".

 

Dopo queste dichiarazioni, in tarda serata, a margine della divertente sfida tra staff e giocatori sui go-kart, presso il circuito del Mugello, l'AD Sandro Mencucci ha incontrato la stampa presente in loco ed oltre ad aver ribadito i contenuti del comunicato ANSA delle 20 ha aggiunto alla fine: "La cosa che più stupisce è che non si tratta di scolaresche, ma sono stati ricevuti in casa della Nazionale quei tifosi che in questi ultimi mesi sono stati i più offensivi nei confronti della Società - dichiara - quelli che vogliamo lasciare fuori dallo stadio vengono ricevuti a Coverciano e probabilmente sono gli stessi che fischiano la Nazionale e l'hanno tenuta lontana dal Franchi per tanti anni".

 

Proviamo, a questo punto, a ribadire un concetto già espresso nei giorni scorsi: cosa ci guadagna la ACF Fiorentina ad andare avanti con queste continue provocazioni? Il tifoso è libero di criticare come meglio crede e semmai, se esce dal seminato, ne risponde davanti alla giustizia, ma una Società di Calcio è obbligata a fare anche "Politica", che da che mondo e mondo è sinonimo di compromesso. A volte bisogna tapparsi il naso, moderare i termini e fare dichiarazioni ponderate. In queste ultime settimane, invece, la Dirigenza Viola sembra proprio comportarsi da "ultrà".

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