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ADDIO A BEARZOT, 'VECIO' ESEMPIO DI SPORT E DI VITA

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Immagine articolo - italia domani

Lutto per la morte di Enzo Bearzot, il ct della nazionale che portò l'Italia sul tetto del mondo nel 1982. Bearzot è scomparso ieri a Milano. Aveva 83 anni. Nelle parole dei 'suoi' calciatori e delle istituzioni, il ricordo indelebile di un uomo d'altri tempi.
"Quando dovetti saltare la finale del mondiale per infortunio ricordo che Enzo era quasi piu' dispiaciuto di me". E' il ricordo di Giancarlo Antognoni, bandiera della Fiorentina e campione del mondo nel 1982, sulla scomparsa di Enzo Bearzot.
"C'era una grande legame tra noi - ricorda ancora Antognoni - testimoniato dal fatto che mi ha dato fiducia per dieci anni in nazionale, nonostante io abbia avuto molti problemi fisici in carriera. E' una grande perdita per il calcio italiano: oltre al titolo vinto nell'82 ha dato tanto anche a livello umano".
Se ne va un simbolo: un grande uomo dentro e fuori i campi da calcio.
"Sono molto addolorato - commmenta Giovanni Galli, ex portiere viola e azzurro ora capogruppo Pdl al Comune di Firenze -. Sono legato a Bearzot da un affetto particolare, che va al di là dei rapporti avuti durante la mia professione di calciatore e lo porterò sempre nel cuore, come un grande professionista, ma soprattutto come uomo di sport dotato di un'umanità straordinaria".
"Grazie a lui - ricorda Galli - sono potuto diventare campione del mondo, e sempre grazie a lui ho disputato un Campionato del mondo da titolare. Di fronte alle tante critiche che ricevetti, allora e anche in seguito, Bearzot mi difese sempre: impossibile per me dimenticarlo".
"E' una notizia che mi da' un profondo dolore e un gran dispiacere - commenta Marcello Lippi, il ct che ha riportato l'Italia a vincere il mondiale dopo il trionfo della squadra di Bearzot - negli anni in cui ho guidato la Nazionale e' stato sempre vicino a me alla mia Italia. Ci sentivamo e vedevamo spesso. D'altra parte l'ho anche avuto come allenatore quando fui convocato nell'under 23 azzurro. Poi, nei miei anni da Ct mi è sempre stato vicino e ha fatto sempre sentire il suo affetto".
"Sono orgoglioso di stare nella storia del calcio vicino a un grande come Bearzot, ma in questo momento - conclude Lippi - l'unica cosa che mi sento di dire e' mandare un grande abbraccio alla sua famiglia".
Cordoglio e commozione per la scomparsa di Bearzot anche da Ciccio Graziani, campione del mondo nel 1982: "Bearzot ci ha lasciato fisicamente oggi e, come tutti gli amici che se ne vanno, e' un dispiacere. Ma per quello che ha fatto non morira' mai, ha fatto la storia del calcio italiano e rimarra' sempre nei ricordi e nei cuori di tutti".
"Riusciva ad instaurare un rapporto incredibile con i suoi giocatori, anche con scelte contestate - ricorda Graziani, campione del mondo nel 1982, ai microfoni di Radio Blu -. Teneva molto anche al comportamento fuori dal campo, era un uomo d'altri tempi che faceva dell'onesta' la sua forza: questo gli valeva grande stima e rispetto da parte di tutti. Per noi non era solo un allenatore ma anche un padre. Ed era un tipo di rapporto che, oggi, e' difficile possa verificarsi".
Anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha voluto ricordare l'ex ct che ha portato l'Italia a vincere i mondiali dal 1982 sulla sua pagina Facebook: "Le persone per bene ti restano nel cuore anche se non le hai mai conosciute dal vivo - si legge sul suo profilo -. Pensa che quando vincemmo quel Mondiale aveva 7 anni e ricorda che si sentiva grande, molto grande. Ma in realtà aveva l'età che oggi ha suo figlio Emanuele e la cosa un po' lo scombussola. E pensa che in questi 28 anni tante volte si e' chiesto: 'Ma chissa' cosa fa oggi Enzo Bearzot'. Perché le persone per bene ti restano nel cuore anche se non le hai mai conosciute dal vivo... Ciao CT!".
"Sono molto dispiaciuto perche' mi ricorda l'Italia del Presidente Sandro Pertini e l'Italia del campionato del mondo 1982. Il mio ricordo va ad una persona seria, una persona per bene". Cosi' il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commenta la morte dell'ex ct della Nazionale di calcio Enzo Bearzot.
"Mi convince l'idea - ha continuato Rossi - che, a volte, le persone per bene se ne vanno in coppia; e lo dico perché io ho stimato molto Padoa Schioppa, scomparso pochi giorni fa. Era un grande europeista". 'Insomma - ha concluso Rossi - due grandi italiani alla cui memoria è bene ispirarsi".

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