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Confesercenti: Centri commerciali naturali, 100 eventi per Firenze

Le botteghe fiorentine lanciano la sfida alla grande distribuzione

Dario Nardella "La Regione disciplini gli outlet"
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Immagine articolo - italia domani

Un commercio dal volto umano che rimetta al centro le persone, i luoghi, i quartieri di una città; sconfiggere il degrado delle città sempre più uguali e massificate: questo l'obiettivo che si vuole raggiungere con la creazione e l'implementazione dei Centri Commerciali Naturali. Nell'era dei centri commerciali e degli outlet quella intrapresa a Firenze si configura come una vera e propria sfida. Ma parliamo di una città che ha fatto delle sue botteghe, del suo artigianato un fiore all'occhiello, pertanto è in discussione la sua identità. E tale sfida è stata raccolta dal vicesindaco Dario Nardella che nell'aprile scorso firmò insieme ai rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio un protocollo volto alla promozione dei CCN. I Centri Commerciali Naturali sono aggregazioni di negozi, esercizi, servizi turistici, che sorgono nella stessa zona o nella stessa strada e costituiscono così una rete commerciale che può agire come soggetto di un'offerta integrata. Proprio Nardella stamani ha presenziato alla conferenza stampa indetta dalla Confesercenti di Firenze in via della Condotta, con lui Uliano Ragionieri (Vicepresidente provinciale Confesercenti), Nicola Piemontese (Presidente CCN secondo livello) e Andrea Anichini (Confesercenti città Firenze).
Oggi in città si contano 25 Centri Commerciali Naturali, un primato assoluto in Italia. L'anno scorso oltre 60 sono state le iniziative promosse dai vari quartieri della città, con un coinvolgimentio di 3000 commercianti e oltre 1000 imprese, a testimonianza di come questo modello di commercio che il vicesindaco definisce "avanzato e innovativo" sia orientato non solo al mero acquisto ma favorisce la socializzazione, elemento fondamentale per la clientela residenziale, e naturalmente la valorizzazione del prodotto locale, quindi più in generale del territorio.
"Credo che questa sia la vera risposta al consumismo- continua Nardella- bisogna riscoprire il rapporto tra commerciante e consumatore che si basa sulla responsabilità del commerciante. Noi diciamo che ogni 10 km deve esserci un negozio, questo faciliterebbe anche la viabilità abbattendo i costi dei trasporti". Ragionieri ha fatto presente come nell'ultimo anno, colpa anche della crisi economica, la grande distribuzione abbia registrato per la prima volta un calo, "quel che è certo è che nessuno più da un punto di vista culturale ma anche urbanistico e sociologico vede in quella della grande distribuzione una strada ancora percorribile". In questa direzione ricorda sempre il vicesindaco andrà anche il futuro piano strutturale della città "che non consentirà più la costruzione di nuovi volumi destinati alla grande e media distribuzione". Ma se il Comune di Firenze sembra muoversi in questa direzione, non altrettanto si può dire per l'ente regionale:"Ci apettiamo che la Regione disciplini gli outlet, il cui soggetto giuridico è ancora indefinito, restano aperti 24 ore su 24 ed è su questo che bisognerebbe discutere piuttosto che prendersela coi negozi del centro che restano aperti la domenica, si continua a non voler guardare la trave nell'occhio". Ci si aspetta che il 2011, con ben 100 iniziative in programma, sia l'anno definitivo della consacrazione dei CCN come strumento principe della vitalizzazione del territorio e come strumento di rilancio dei centri storici ed urbani, "sempre che - esclama una la signora Gabriella Parrini (Presidente del Centro Commerciale in via di Novoli) - nel frattempo non ci scaraventino la tramvia nel mezzo".

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