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L'ex allenatore Viola e le dichiarazioni sul suo addio alla Fiorentina

Prandelli: "Credevo allo scudetto nel 2011"

I Della Valle si resero conto che per vincere lo scudetto bisognava investire
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Immagine articolo - italia domani

Cesare Prandelli, in un'intervista rilasciata a Stefano Prizio e pubblicata sulle colonne de Il Tirreno, oltre a discutere di questioni legate alla Nazionale e “fair-play finanziario”, è tornato a parlare di Fiorentina e del suo rapporto con la città.
Ecco i passaggi sulle vicende Viola:

D: “A proposito di progetti, la sua Fiorentina, diciamo fino al 2009, era una macchina lanciata verso l’obbiettivo scudetto, poi però...”
R: “A Firenze avevamo un progetto vincente, dovevamo strutturarci per competere per lo scudetto, per questo negli anni feci scelte per stare dentro al progetto, poi è andata come è andata. Probabilmente i Della Valle si sono resi conto che per fare una squadra da scudetto bisogna investire. Quando ho rinnovato con la Fiorentina credevo fermamente nel sogno di lottare per lo scudetto nel 2011...”
D: “Si è chiesto il perché?”
R: “Bisognerebbe domandare ai Della Valle”
D: “Come si è lasciato con Firenze?”
R: “Non mi sono lasciato, se vogliamo. Vivo a Firenze e ci vivo benissimo, l’affetto nei miei confronti è immutato e confesso anche un po’ imbarazzante. So comunque di aver fatto la scelta migliore. La gente qui mi fa sempre una battuta: “Firenze è l’unica città al mondo che apprezza la minestra riscaldata, la ribollita”. Vogliono dirmi di tornare sulla panchina gigliata... Ma è chiaro che in questo momento penso davvero solo alla maglia azzurra. Una cosa alla volta”
D: “La Fiorentina delle notti brave: sono gli stessi suoi giocatori, ma forse con regole diverse?”
R: “Le regole le fa il gruppo. Il giocatore è uomo e professionista, in grado quindi di gestirsi al meglio. Il segreto è responsabilizzare. E’ ovvio che se uno in ritiro, ad esempio, dopo aver cenato con la squadra va al pub a mangiarsi hamburger, patatine e vino, diventa dura. Dicevo sempre che se uno va a fare il somaro di notte rappresenta la Fiorentina e non solo se stesso”
D: “Perdonerebbe Mutu reintegrandolo in rosa?”
R: L’ho sentito per il suo compleanno qualche giorno fa. L’ho chiamato perché quando vedo gente in difficoltà mi viene naturale tendere una mano, ma non è che giustifico gli errori. Posso dire che a suo tempo Mutu mi chiese un consiglio e gli dissi che per lui sarebbe stato meglio trovare una squadra altrove, anche perché si puntava su Jovetic”
D: “C’è un argomento rimasto appeso a Firenze, il suo contatto con la Juve che anche Della Valle le ha apertamente contestato. La verità?”
R: “La verità è che mai mi sono proposto ad alcuno: anzi, ho rinnovato con la Fiorentina quando avevo offerte importanti. Ho risposto alle chiamate solo quando ho avuto il via libera, la società mi disse esplicitamente di prendere in considerazione altre situazioni”

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